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MORTO PRIMA DI ESSERE UCCISO:
Una
lenta agonia che porta prima alla rabbia, poi alla disperazione,
poi all’umiliazione. Ed infine ad una sorta di rassegnata
serenità. Il desiderio di farla finita una volta per tutte,
rispetto al logoramento di settimane, mesi, giorni trascorsi in
attesa del boia, o nella speranza di poter sfuggire alla morte.
E’ questo quanto avviene nell’animo del "dead man walking",
secondo quanto racconta il professor Allen Brown, esperto di
psicologia clinica e forense, docente alla facoltà di psicologia
dell’Università di Harvard. Brown ha studiato decine di casi di
inquilini del braccio della morte per stabilire, fra le altre
cose, l’azione deterrente a livello psicologico che la pena
capitale esercita su chi è incline a commettere reati violenti.
LE ULTIME ORE:
Ecco
cosa ha ricavato dai suoi studi sulle ultime fasi di tormento
psicologico dei condannati. “Le ultime ore raramente sono le
peggiori dal punto di vista psicologico. La rassegnazione ha ormai
preso il sopravvento sulla speranza e la volontà di combattere.
Questi due ultimi sentimenti prevalgono nel mese che precede la
resa dei conti col boia. La cosa più interessante e più
angosciante è che anche in chi è effettivamente innocente la
rassegnazione di fronte alla ineluttabilità della pena induce un
senso di colpevolezza.
Il
detenuto si convince cioè di aver in qualche modo commesso un
peccato irreparabile. Perché solo così riesce a giustificare a
livello psicologico la pena capitale che gli viene comminata”.
Le ultime ore sono contraddistinte più che dal dolore per il
proprio destino dalla preoccupazione per chi rimane, spiega il
professor Brown: “C’è un forte senso di angoscia per le
madri, le mogli, i figli, gli amici che rimangono e che saranno
privati di un loro caro.
C’è
chi reagisce affrontando la fase che precede l’esecuzione con
tranquilla rassegnazione, ed è questa la logica perversa
dell’ultimo pasto. Alcuni condannati mangiano abbondantemente
pur sapendo di avere poco da vivere, altri chiedono di fare la
doccia e di cambiarsi d’abito per arrivare al momento fatale con
una sorta di senso di normalità.
C’è
infine chi preferisce accogliere l’offerta di forti
tranquillanti (anche se le autorità non confermano questa tesi)
in modo da arrivare sul lettino del boia in condizioni semi
catatoniche. Il modo forse migliore per non subire la terribile
sensazione della morte imminente, la coscienza di stare per morire
che è realmente devastante”.
IL PROTOCOLLO SINO AL LETTINO DELLA MORTE:
<<
Sdraiato su quel lettino, l’agonia del condannato
Una
volta sistemati gli aghi, uno per braccio, viene aperta la tenda
dietro la quale sono seduti i testimoni. Il direttore del carcere
dà il segnale: i veleni cominciano a fluire nel corpo dell’uomo
che sta disteso. Un respiro profondo, poi più nulla.… >>
Il
protocollo del Dipartimento delle Prigioni dello stato americano
prevede un programma che scandisce di ora in ora gli ultimi
momenti di vita del condannato. Le esecuzioni avvengono di solito
alle ore 18:00 o alla mezzanotte. Ipotizziamo un'esecuzione
prevista per le ore 18 di un giorno qualunque:
Ore
12:00 - i parenti devono lasciare il carcere. Possono restare gli
avvocati e i consiglieri spirituali. Viene scelto l'ultimo pasto
tra menu previsti dalla prigione o in alcuni casi solo su scelta
del condannato. Spesso accade che il costo dell'intero pasto non
possa superare i 15 dollari!
15:00
- Il vassoio del pasto viene portato via dalla cella.
16:00
- Il detenuto puo' fare una doccia, dopo la quale vengono
indossati i vestiti per l'esecuzione.
17:30
- Un sacerdote puo' tornare in cella. Se richiesto, puo'
accompagnare il condannato nella Camera della Morte e pregare con
lui.
Ogni
15 minuti le guardie addette al controllo della Watch Cell,
verificano lo stato del condannato e riportano su di una scheda le
loro osservazioni…sino all'ora della morte.
GLI ULTIMI 10 MINUTI:
dopo
l’addio ai familiari, dopo il pasto, dopo la doccia, il rituale
dell’esecuzione comincia con un annuncio.
L’annuncio
di qualcosa che il condannato sa a memoria. E questo
“qualcosa” comincia quando il direttore della prigione legge
al detenuto il mandato di esecuzione capitale.
Il detenuto viene poi condotto nella stanza in cui sarà eseguita la
condanna a morte.
Lungo
il percorso viene scortato da due file di agenti appositamente
addestrati, generalmente 6. Di solito i condannati appaiono calmi
e collaborativi. Alcuni si guardano intorno come stupiti.
Qualche
condannato arriva ad entrare nella “stanza della morte”
sorridendo (probabilmente causa massicce dosi di tranquillanti),
generalmente e comprensibilmente, invece appaiono terrorizzati e a volte ancora, pieni di rabbia ed
aggressività.
17:55
- Nella “ death chamber ”, la camera della morte, il
condannato viene legato su un lettino di metallo imbottito (in
pratica un comune lettino da camera operatoria!), da cui partono
lateralmente due supporti per le braccia.
Ad
ognuno degli agenti viene affidata una parte del corpo del
detenuto da legare ed alla 6^ guardia resta il compito di
sorvegliare che tutto vada per il meglio.
Il
condannato viene coperto da un telo bianco. Le tende della sala
dei testimoni restano aperte fino a che questa procedura e' stata
completata. Le tende sono richiuse.
In
alcuni stati (come la Virginia) il macabro rito ha una fase in più.
il
condannato può parlare per l’ultima volta con l’avvocato e
con il suo consigliere spirituale, che in seguito possono lasciare
il carcere oppure assistere all'esecuzione dalla stanza a vetri in
cui prenderanno posto i testimoni
E’
il momento degli aghi. Vengono nuovamente tirate le tende, per
impedire ai testimoni di vedere gli addetti che infilano al
detenuto un ago sia nel braccio destro che in quello sinistro per
l'iniezione letale via endovenosa e collegano al suo corpo un
monitor per registrare l'attività cardiaca. A volte è difficile
trovare la vena in ogni braccio. E’ accaduto che a un condannato
abbiano introdotto l’ago in un piede o, come nel caso di Joe
Cannon, che l'ago schizzasse fuori dalle vene!
Adesso
gli aghi vengono collegati a due bottiglie contenenti una
soluzione salina che, come il monitor, restano nascoste dietro una
seconda tenda o un vetro/specchio, dove si trovano anche coloro
che introdurranno le tre sostanze chimiche mortali nella soluzione
salina. Un medico monitorerà il battito cardiaco del condannato.
Una volta sistemati gli aghi, la tenda che impedisce ai testimoni
di vedere il lettino viene aperta. il direttore del Dipartimento
carcerario, e il direttore del carcere si assicurano che tutto sia
stato eseguito nel pieno rispetto della legge e delle procedure.
Quasi sempre nella camera vi è anche il cappellano del carcere.
Viene
concessa la possibilità al condannato di dire le ultime parole,
per rivolgendosi alla famiglia della vittima ed alla sua
famiglia…
A
quel punto, il detenuto gira o alza la testa e guarda verso la
vetrata dei testimoni. Molti
parlano a lungo, ad alta voce, altri sussurrano poche parole,
altri inveiscono altri
ancora rifiutano con un movimento della testa…
18:00
- Il direttore del carcere da' l'ordine di eseguire la sentenza
dello stato.
Agli
agenti viene dato il segnale di iniziare a introdurre le sostanze
chimiche nella soluzione salina.
E'
quasi certo che le sostanze chimiche utilizzate sono:
il
sodio pentotal o il tiopental che agiscono sul cervello, rendendo
il detenuto incosciente;
il
pavlon o il pancuronio per rilassare i muscoli e paralizzare il
diaframma in modo da bloccare il movimento dei polmoni;
il
cloruro di potassio che provoca l'arresto cardiaco.
Il
condannato sembra cadere assopito.
Di
solito lo si vede fare un profondo, ultimo respiro, a volte
tossisce prima che, impercettibilmente, il suo petto smetta di
muoversi.
Passano
pochi istanti e quando dal monitor non giunge più alcun segnale
di attività cardiaca, il medico lo comunica al direttore, che poi
annuncia l'avvenuto decesso del detenuto e ne annota l'ora.
Generalmete,
salvo complicazioni tra le
18:08 e le 18:20.
Il
costo sostenuto dal Dipartimento per l'acquisto delle droghe sarà
per complessivi 86,08 Dollari USA!
La tenda viene nuovamente chiusa e i testimoni lasciano la stanza.
A
questo punto il
cadavere del condannato viene caricato e portato via col furgone
frigo della locale Funeral Home, dove il giorno dopo si terrà la
cerimonia di commiato al defunto.
SUL CERTIFICATO DI MORTE, QUALE CAUSA DEL DECESSO SARA' INDICATO:
OMICIDIO
LA BEFFA DOPO LA MORTE
Per
molti condannati, morire rappresenta la liberazione della loro
anima da quel corpo che li ha tenuti rinchiusi nell'inferno del
braccio della morte.
Ma
resta, per la maggior parte di coloro le cui famiglie non potranno
permettersi una sepoltura in un degno camposanto, la rabbia di
sapere che il loro corpo verrà sotterrato nel cimitero riservato
alla prigione.
Una croce bianca, solitamente,
senza nome, senza
date, solo un numero, la beffa dopo la morte!
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Come funziona in Texas…
"E’ solo un lavoro …e
qualcuno dovrà pur farlo!!"
Il Texas non dispone di un solo boia per le esecuzioni tramite
iniezione letale, bensì di un intero team formato dagli
impiegati del Dipartimento di Giustizia Penale dello Stato (TDCJ)
che – volontariamente e senza alcun compenso aggiuntivo –
scelgono di fare questo lavoro. E’ sufficiente che queste
persone abbiano le conoscenze mediche necessarie per portare a
termine il loro dovere e possono restare nel team fino a
quando non decidono liberamente di andare via oppure fino a quando
la direzione non decide di sostituirle. Non viene effettuato alcun
test psicologico al fine di determinare l’idoneità di questi
volontari.
Le esecuzioni vengono effettuate alla Huntsville Unit.
A questo scopo è stato adibito un padiglione formato da 4 stanze:
una per il team, una dove è posto il lettino per il
condannato, una per i testimoni delle vittime ed una per i
testimoni del condannato (queste ultime due stanze sono
insonorizzate e fatte in modo che i due gruppi di testimoni non
possano vedersi). Nelle vicinanze di questo padiglione si trovano
10 celle dove vengono rinchiusi i prigionieri in attesa di
esecuzione.
Una volta che il Governatore e il Procuratore Generale hanno
dato il via libera all’esecuzione, il condannato viene scortato
da 5 guardie dalla cella di detenzione alla vicinissima camera
della morte e qui viene legato al lettino con cinghie di pelle ai
polsi, bicipiti, torace, addome e gambe. Il condannato non ha
maschera in viso né una copertura sul capo, così – se decide
di rilasciare un’ultima dichiarazione – ha la possibilità di
ruotare la testa e guardare verso le stanze dove si trovano i
testimoni (giornalisti, i suoi famigliari e i famigliari della
vittima).
Il microfono e gli altoparlanti in ognuna delle due stanze
vengono controllati prima che i testimoni vengano condotti
all’interno del padiglione. Viene altresì approntato, dal team,
il materiale necessario all’iniezione endovenosa.. Vengono
preparati due set, uno per ogni braccio, così - nel caso di
problemi al braccio sinistro, malfunzionamenti o otturazioni - è
già pronto il set del braccio destro. Si inizia con una soluzione
salina.
I testimoni vengono accompagnati nelle rispettive stanze. Il
Direttore chiede al condannato se vuole rilasciare un’ultima
dichiarazione. Poi, la procedura ha inizio. Al condannato vengono
somministrati in sequenza tre diversi farmaci utilizzando un
sistema manuale (anziché un apposito macchinario). Primo, una
dose letale di tiopentale , che serve a far perdere
conoscenza al condannato (in circa 30 secondi); successivamente
– dopo una soluzione salina – viene somministrato pancuronio,
un rilassante muscolare che provoca collasso ai polmoni e al
diaframma (tempo stimato: circa 45 secondi); poi – dopo
un’altra soluzione salina – viene somministrato cloruro di
potassio che provoca arresto cardiaco in circa 30 secondi.
L’intero processo non dura più di due minuti. In seguito, dopo
aver atteso ancora qualche minuto per verificare la totale assenza
di segni vitali, il Direttore chiama un medico affinché constati
il decesso. In media, dal momento in cui il condannato viene
legato al lettino al momento in cui ne viene dichiarato il
decesso, trascorrono circa 17 minuti.
In base alle leggi vigenti in Texas, sono autorizzati ad
essere presenti ad un’esecuzione: il personale necessario
nominato dal Direttore Esecutivo del Dipartimento di Giustizia
Penale, i cappellani dello Stato e, se richiesto dal condannato,
un consigliere spirituale accreditato, il giudice e lo sceriffo
della contea di Walker, un giornalista del quotidiano locale Huntsville
Item, un reporter dell’United Press International, un
reporter dell’Associated Press, un altro giornalista
(solitamente proveniente dalla contea di residenza del
condannato), rappresentanti della TV selezionati – a rotazione -
da una apposita lista di richiedenti, non più di cinque testimoni
scelti dal condannato (parenti o amici, detenuti esclusi), non più
di cinque parenti stretti della vittima (in questo caso, se ci
sono meno di cinque testimoni, possono far parte del gruppo i
parenti di una vittima – precedente - per la cui morte il
prigioniero è stato riconosciuto colpevole ma non è stato
condannato a morte).
I membri dello staff che vengono assegnati per la prima volta
a queste funzioni, dopo aver preso parte alla prima esecuzione
hanno l’obbligo – entro 72 ore - di sottoporsi ad una seduta
postoperativa agevolata dal Programma di Supporto Post-Trauma. I
membri dello staff che già hanno esperienza non devono sottoporsi
alla seduta postoperativa, anche se è comunque disponibile
personale specializzato cui rivolgersi.
Il Texas ha adottato l’esecuzione letale come unico metodo
di esecuzione nel 1977 e la prima esecuzione con questo metodo ha
avuto luogo nel 1982.
Non è dato sapere se esiste in Texas un protocollo scritto per le
esecuzioni.
Il Texas detiene il record in numero di esecuzioni effettuate nella
storia recente.
In Texas non vengono effettuate delle “simulazioni” di
esecuzione prima di una vera esecuzione, ma il personale addetto
è tenuto a partecipare regolarmente a delle esercitazioni per
verificare la propria idoneità e il proprio funzionamento
all’interno del team.
E’ SOLO UN
LAVORO ! … E
QUALCUN DOVRA’ PUR FARLO!!!
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Fonti:
Allen Brown Università di Harvard -
Stefano Trincia - Radio 24
- Frank Green - Corriere della Sera - Coalizione Italiana
contro la Pena di Morte
(feb01)
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