|
In
25 Stati americani è ancora permessa l’esecuzione di persone
affette da ritardo mentale. L’associazione Human Rights Watch
chiede che in questi Stati vengano approvate presto delle leggi
che proibiscano tale pratica.
Il
27 marzo la Corte Suprema degli Stati Uniti discuterà il caso di
Johnny Paul Penry, Texas, un uomo con le capacità intellettive di
un bambino di sei anni e mezzo. L’esecuzione di Penry è stata
sospesa su ordine della Corte il 16 novembre scorso e una
decisione in merito all’appello presentato dai suoi legali è
pendente.
Nelle
ultime quattro settimane, sempre su ordine della stessa Corte, è
stata sospesa l’esecuzione di altri due condannati affetti da
ritardo mentale, i cui avvocati hanno presentato appello basandosi
sulla incostituzionalità della condanna a morte.
“Giustiziare
un adulto con le capacità intellettive di un bambino è davvero
barbaro”, ha detto Jamie Fellner, consulente
dell’associazione Human Rights Watch e autore di un
rapporto di 50 pagine intitolato “Al di là della ragione: la
pena di morte e i criminali affetti da ritardo mentale”.
“I
sondaggi dimostrano che anche chi è a favore della pena capitale
è d’accordo. E’ ora che i legislatori dichiarino fuorilegge
questa crudeltà senza senso”.
Gli
Stati Uniti d’America sono l’unica democrazia le cui leggi
permettono l’esecuzione di persone affette da gravi patologie
mentali. Almeno 35 condannati affetti da ritardo mentale sono
stati giustiziati negli Stati Uniti dal 1976 ad oggi e si stima
che dai 200 ai 300 siano in attesa di esecuzione nei bracci
americani.
In
diversi Stati, fra cui Arizona, Florida, Missouri, Nevada,
Carolina del Nord, Oklahoma e Texas, sono in fase di esame delle
leggi che proibirebbero questo tipo di esecuzioni.
Nel
1989 la Corte Suprema degli Stati Uniti - non essendoci un
consenso nazionale contro questo genere di esecuzioni, poiché
erano proibite soltanto in due Stati - decretò che l’esecuzione
di persone affette da ritardo mentale non costituiva una punizione
anticostituzionale. Da allora, il numero di Stati che bandiscono
l’esecuzione di persone malate di mente è salito a 13, in
aggiunta alla legislazione federale.
“Al
di là della ragione” fornisce numerosi esempi di persone
condannate a morte nonostante le gravi limitazioni mentali di cui
soffrivano fin dalla nascita:
-
quando Johnny Paul Penry venne riconosciuto colpevole di
omicidio, il suo quoziente intellettivo, misurato con diversi
test, andava da 50 a quasi 60 (la media è 100), non sapeva né
leggere né scrivere, non conosceva i giorni della settimana o i
mesi dell’anno, né sapeva chi era il Presidente degli Stati
Uniti;
-
dopo aver confessato l’omicidio di una ragazza, Doil Lane
si sedette sulle ginocchia dell’ufficiale di polizia che lo
stava interrogando. Al giudice, al processo, chiese delle matite
colorate per poter fare dei disegni;
-
Jerome Holloway, condannato per omicidio in Georgia, aveva
un quoziente intellettivo di 59. Non sapeva leggere l’ora, non
conosceva l’alfabeto, né il nome del Paese nel quale viveva;
-
Limmie Arthur, condannato per omicidio nella Carolina del
Sud, quando gli venne
chiesto di dire l’alfabeto da uno psicologo che lo stava
esaminando, iniziò a cantare la filastrocca dell’alfabeto che
si insegna all’asilo, ma non ne conosceva che la metà.
Secondo
Human Rights Watch, le persone affette da ritardo mentale
sono un facile bersaglio e oggetto di gravi errori nei tribunali
americani. “Al di là della ragione” documenta come le persone
ritardate siano incapaci di comprendere – e tanto meno di
difendere – i propri diritti costituzionali, come la loro
suggestionabilità e il loro desiderio di far piacere a chi sta
loro di fronte li porti a confessare crimini che in realtà non
hanno commesso, come siano incapaci di comprendere i procedimenti
legali contro di loro e rendersi utili nella propria difesa.
-
Eddie Mitchell, rinchiuso nel braccio della morte della
Louisiana, rinunciò al proprio diritto di restare in silenzio e
di avvalersi della presenza di un avvocato nel corso
dell’interrogatorio al posto di polizia. Successivamente, quando
il suo avvocato gli chiese se aveva capito cosa significasse
rinunciare a quei diritti, Mitchell fece un cenno con la mano [in
inglese to waive one’s rights significa rinunciare ai
propri diritti, mentre to wave significa fare un cenno con
la mano, la pronuncia di waive e wave è uguale,
N.d.T.];
-
prima della sua esecuzione, Morris Mason chiese consiglio
su cosa indossare il giorno del suo funerale;
-
Earl Washington, dopo un lungo interrogatorio al posto di
polizia, confessò un
crimine che non aveva commesso. Nonostante le capacità mentali di
Washington fossero come quelle di un bambino di 10 anni, la Corte
decise che egli aveva “consapevolmente” rinunciato al suo
diritto contro l’auto incriminazione;
-
Robert Wayne Sawyer, interrogato su cosa significasse
“ragionevole dubbio”, indicò il fumo di una sigaretta
schiacciata nel portacenere e disse che una volta che il fumo si
fosse fermato, “quello è reasonable out” [in inglese
ragionevole dubbio si dice reasonable doubt, mentre la
traduzione di reasonable out può essere ragionevolmente
spento; in fretta, la pronuncia può sembrare simile, N.d.T.].
Jamie
Fellner, Human Rights Watch
(apr 01)
|