USA: Gli esperti pensano che qualcosa si stia muovendo in meglio!

84 prigionieri sono stati giustiziati negli Stati Uniti quest’anno, il 14% in meno dei 98 uccisi nel 1999. Gli esperti pensano che questo sia il primo segno di un nuovo senso di cautela e scetticismo sia nell’ambito politico, che nell’opinione pubblica.

 

Uno studio reso pubblico domenica dal Ministero della Giustizia indica che 272 persone sono state condannate a morte nel 1999, contrariamente alla media annuale di circa 300 nei cinque anni precedenti. Altra possibile indicazione di un nuovo comportamento. I dati riguardanti quest’anno non sono ancora disponibili.

 

Delle 84 esecuzioni che hanno avuto luogo quest’anno, 40 sono state in Texas […], dove e’ stato battuto il record di esecuzioni in un anno che resisteva dal 1862, quando in Minnesota vennero giustiziate 39 nativi americani […].

 

In un nuovo rapporto approntato dal Bureau of Justice Statistics si legge che in Texas sono state giustiziate più persone che in qualsiasi altro Stato dal 1930 ad oggi. […]

Delle 4.457 esecuzioni avvenute in tutto il Paese nello stesso periodo, 496 hanno avuto luogo in Texas. […] Il Texas è lo Stato dove sono stati giustiziati il maggior numero di prigionieri dal 1977 ad oggi, da quando cioè la pena di morte ha ricominciato ad essere applicata: 239 persone su un totale di 682.

 

Dal 1977 alla fine del 1999, i 2/3 delle esecuzioni hanno avuto luogo in 6 Stati: Texas 199, Virginia 73, Florida 44, Missouri 41, Louisiana 25 e Carolina del Sud 24.

 

In base al rapporto di cui sopra, dei 98 prigionieri giustiziati nel 1999, 61 erano bianchi, 33 neri, 2 nativi americani e 2 asiatici. 9 erano ispanici, conteggiati in altre categorie.

 

Gli esperti sostengono che il numero più basso di esecuzioni quest’anno e il numero più basso di persone che sono state condannate a morte nel 1999, indicano una preoccupazione crescente nell’opinione pubblica americana in merito all’applicazione della pena capitale. Giovedì il Presidente Clinton ha concesso una sospensione di 6 mesi dell’esecuzione di Juan Raul Garza, lasciando al prossimo presidente la decisione se [Garza] – omicida reo confesso - dovrà o meno essere il primo prigioniero federale messo a morte dagli anni sessanta.

 

Dal: New York Times - Dic 2000

Coalizione Italiana Contro la Pena di Morte

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