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Il sistema giuridico si basa su diritto civile e verifica dei
testi legislativi da parte del potere giudiziario.
La popolazione è composta da 144,7 milioni di abitanti di cui:
87% ortodossi russi,; 5% cattolici; 3% protestanti e
minoranze musulmane ed ebree.
SITUAZIONE
Nel 1996 l'allora Presidente Boris Eltsin, al fine di
adempiere agli obblighi previsti dall'adesione al Consiglio
d'Europa, ha imposto una moratoria sulle esecuzioni, per
aggirare il rifiuto da parte del Parlamento (Duma) di abolire
la pena di morte.
Il nuovo Codice Penale prevede la pena di morte per 3 reati:
omicidio premeditato, atti terroristici e genocidio.
Le esecuzioni vengono eseguite tramite un colpo di pistola alla
nuca.
L'ultima esecuzione ha avuto luogo il 2 settembre 1996. Il 2
giugno 1999 Eltsin ha emanato un decreto che commuta le oltre
700 condanne a morte pendenti in Russia in ergastolo o a 25
anni, intendendo anche, con questo gesto, rinnovare la
pressione sul Parlamento perché approvi la definitiva
abolizione della pena di morte, come richiesto dal Consiglio
d'Europa. Nel febbraio del 2000 la Corte Costituzionale ha
stabilito che non possono essere pronunciate nuove condanne a
morte fino a che non sia messo in pratica un nuovo sistema di
giurie in tutto il paese.
Nel settembre del 1999 le Forze Armate russe hanno
intrapreso una campagna militare tesa a riottenere il
controllo politico della Cecenia. Una serie di bombardamenti
in Russia, che il Governo ha imputato alle Forze Armate cecene,
e l'invasione cecena del Daghestan nell'estate del 1999, hanno
scatenato il conflitto armato, il secondo negli ultimi 5 anni.
Entrambe le parti in conflitto hanno commesso gravi abusi in
una guerra brutale, nella quale hanno già perso la vita
migliaia di civili, che ha creato decine di migliaia di
profughi e causato gravi danni alle abitazioni e alle
infrastrutture civili. Nel 1990 la popolazione della Cecenia
contava 1,21 milioni di abitanti, di cui nell'agosto del 1999
ne erano rimasti soltanto 350.000. Più di 600.000 ceceni e
più di 220.000 russi sono stati costretti a lasciare la zona.
Nel 2001 molte voci hanno invocato la ripresa delle
esecuzioni, ma il Presidente Putin ha confermato di voler
abolire la pena di morte. Nel dicembre 2001 è stata abolita
la Commissione Presidenziale per la Grazia.
Nel 2001, sono state eseguite 21 esecuzioni (Cecenia).
ORGANIZZAZIONI
INTERNAZIONALI
Consiglio
d'Europa
23 aprile 2002: Il Consiglio d'Europa ha salutato i progressi dei
Diritti Umani in Russia, ma ha affermato che molto resta da
fare in diverse aree fondamentali. Il Comitato di Monitoraggio
dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio ha anche avvisato la
Russia della necessità di comporre il conflitto in Cecenia
con mezzi pacifici.
Il Comitato ha affermato che la Russia deve prendere le
misure necessarie per assicurare la libertà d'espressione, di
movimento e di religione, riformare l'ufficio della Pubblica
Accusa e il Servizio di Sicurezza Federale, nonché migliorare
le condizioni carcerarie. "La Risoluzione [del Comitato]
chiede inoltre l'abolizione della pena di morte e critica
fortemente la recente iniziativa parlamentare rivolta a far
cessare la moratoria sulle esecuzioni capitali attualmente in
vigore sulla base di un Decreto Presidenziale", si legge
in un comunicato.
(Fonti:
Reuters, 23/04/2002)
22 aprile 2002: la Russia è pronta ad aderire alla convenzione
sull'abolizione della pena di morte, lo ha affermato il
portavoce del consiglio della Federazione Sergey Mironov
parlando a Strasburgo durante una sessione dell'Assemblea
Parlamentare del Consiglio d'Europa.
Mironov ha annunciato un rapporto sull'implementazione da
parte della Russia degli obblighi per l'adesione al Consiglio.
"La pena di morte è inammissibile […]", ha detto
Mironov ai giornalisti.
(Fonti: ITAR-TASS news agency, 22/04/2002)
19 aprile 2002: il Segretario Generale del Consiglio Europeo
Walter Schwimmer si è detto preoccupato dalle dichiarazioni a
favore della reintroduzione della pena di morte da parte di
personalità pubbliche in Russia. “Purtroppo”, ha detto
Schwimmer, “la Duma di Stato non ha ratificato il protocollo
del Consiglio d'Europa relativo alla pena di morte. Anzi, in
una recente Risoluzione, la Duma ha affermato che la
proibizione della pena di morte è prematura. Questo argomento
non deve diventare un'arma per quei politici populisti che
considerano la pena di morte la panacea di tutti i mali. Tutti
i Paesi membri del Consiglio d'Europa devono abolire la pena
di morte”, ha concluso Schwimmer.
(Fonti: INTERFAX NEWS AGENCY, 19/04/2002)
27 marzo 2002: il presidente dell'Assemblea Parlamentare del
Consiglio d'Europa, Peter Schieder, ha incoraggiato la Russia
e l'Europa a unire gli sforzi per combattere il terrorismo.
Schieder auspica misure di lungo termine che possano minare i
fattori sociali, politici ed economici che nutrono il
terrorismo. Schieder ha enfatizzato il pericolo della non
osservanza dei principi democratici nel corso di questa lotta
e soprattutto le violazioni del principio della libertà di
stampa e della moratoria sulle esecuzioni capitali.
(Fonti: Interfax news agency, 27/03/2002)
20 marzo 2002: il Segretario Generale del Consiglio d'Europa,
Walter Schwimmer, si è detto preoccupato per la discussione
che è rinata in Russia sulla pena di morte e sulle
esecuzioni. In un articolo pubblicato sul Rossiiskaya
Gazeta, Schwimmer ha detto che il Consiglio d'Europa
appoggia la posizione del Presidente Putin, il quale, da
quando ha assunto la carica, ha sempre dichiarato di essere a
favore dell'abolizione definitiva della pena capitale. Il
Segretario Generale ha sottolineato l'opportunità unica che
la Russia ha per dimostrarsi pienamente fedele ai valori e ai
principi europei, sbarazzandosi del suo passato (la pena di
morte).
(Fonti: Interfax News Agency , Daily News Bulletin, 20/03/2002)
20 marzo 2002: Il Presidente dell'Assemblea Parlamentare del
Consiglio d'Europa (PACE), Peter Schieder, ritiene che quanto
è stato realizzato in Russia grazie alla sua partecipazione
nel Consiglio d'Europa sia di gran lunga più importante di
qualsiasi elemento negativo. In un articolo pubblicato dal
quotidiano Izvestia,
Schieder scrive che la Russia ha compiuto progressi
significativi per quanto riguarda i suoi obblighi circa il
consolidamento della democrazia, il rispetto dei Diritti Umani
e il primato della legge. Tuttavia, il presidente del PACE
sottolinea che la pena di morte non è ancora stata
formalmente abolita in Russia. Inoltre, le prigioni russe sono
sovraffollate, le risorse economiche sono insufficienti e ai
prigionieri sono negate appropriate cure mediche. Desta
maggiore preoccupazione la situazione in Cecenia, dove i
Diritti Umani continuano a essere violati e continuano a
morire soldati di leva russi.
(Fonti:
Interfax, 21/03/2002)
Nazioni
Unite
25 aprile 2002: la Russia è stata co-sponsor e ha votato a favore della risoluzione 2002/77 sulla
pena di morte alla 58ma Commissione ONU per i Diritti Umani.
NOTIZIE
9 agosto 2002: Il Partito
Comunista ha presentato 4 proposte per un referendum allo
scopo di bloccare le riforme del Governo. Fra le 4 proposte
c'è la domanda: "E 'necessaria l'introduzione della pena
di morte per reati gravi?". La domanda è stata formulata
in modo che la maggior parte delle persone siano portate a
rispondere "sì". Il direttore della Commissione per
le Elezioni, Alexander Veshnyakov, ha già dichiarato di non
credere che il CPRF sia in grado di raccogliere il numero
sufficiente di firme (2 milioni) per il referendum. Mozioni di
questo tipo hanno bisogno di 7-9 mesi per coprire l'iter
burocratico e nella prossima primavera potrebbe esserci un
cambiamento nell’ambito politico.
(Fonti:
Russian Press Digest 09/08/2002)
Pena
di morte per cittadini all'estero
20 giugno 2002: L'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev ha
espresso la certezza che i due cittadini russi, Ivan Ochirov e
Dmitry Kosyakov, condannati a morte per l'uccisione, nel 1997
a Zanzibar, del ragazzo russo di quattordici anni Alexei
Sotnikov, non saranno giustiziati. L'ambasciatore ha detto i
due cittadini russi potrebbero essere estradati in Russia.
"Non possono essere giustiziati, poiché in Tanzania è
in vigore una moratoria sulle esecuzioni", ha detto
l'ambasciatore. […] In risposta alla nota dell'ambasciata
russa, il presidente Amani Abeid Karume di Zanzibar ha fornito
assicurazioni sul fatto che i cittadini russi sarebbero stati
risparmiati. L'ambasciatore ha ricordato che il 23 aprile
scorso la Corte d'Appello di Zanzibar aveva annullato la
decisione del maggio 2001 della Corte suprema di Zanzibar che
condannava i due cittadini russi a 15 anni di carcere per
omicidio. In seguito era stata emanata una sentenza più
severa, con la condanna a morte per omicidio di primo grado.
“Può essere sollevata la questione dell'estradizione in
Russia dei due condannati”, ha detto Zavgayev, “la Russia
è pronta a presentare la petizione”. L'ambasciatore ha poi
reso noto che la madre di uno dei due ha inoltrato un'istanza
alla Commissione della Corte d'Appello affinché sia rivista
l'ultima decisione. Ochirov e Kosyakov sono detenuti adesso
con un regime carcerario più umano, i familiari hanno potuto
far loro avere pacchi di cibo e ricevono una migliore
assistenza medica.
(Fonti:
ITAR-TASS 20/06/2002)
7 giugno 2002: le autorità di Zanzibar hanno assicurato
all'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev che "i
due cittadini russi condannati a morte non saranno
giustiziati". Zavgayev ha detto di essersi incontrato con
il Presidente di Zanzibar, che gode di uno statuto di
autonomia all'interno della Tanzania. Il Presidente ha
garantito che i due cittadini russi non saranno giustiziati.
Secondo quanto reso noto dal Ministero degli esteri russo, i
due cittadini russi, Dmitriy Kosyakov, nato nel 1978, e Ivan
Ochirov, del 1979, erano detenuti in Tanzania con l'accusa di
aver assassinato Alexei Sotnikov, nato nel 1982, a Zanzibar
nel dicembre 1997. La condanna a morte era stata erogata
nell'aprile 2002.
(Fonti: Itar-Tass World Service, 07/06/2002)
5 giugno 2002: la Russia ha fatto appello a Zanzibar affinché
venga rivista la condanna a morte inflitta agli inizi del 2002
dalla Corte d'Appello a due cittadini russi giudicati
colpevoli dell'omicidio di un connazionale. La Corte d'Appello
ha condannato a morte i due russi, Dimitrikosya Kofivich e
Segrevich Otchro, per l'omicidio di Alex Victorovic avvenuto
nel 2000. In dichiarazioni rilasciate alla stampa, il
Commissario alle prigioni di Zanzibar, Ramadhan Khatib ha
detto che l'appello è stato presentato al Ministro degli
Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
dall'ambasciatore russo in Tanzania. I due russi sono detenuti
nella prigione di Kiinua Miguu in attesa dell'esecuzione della
sentenza dopo il consenso del Presidente di Zanzibar, Abeid
Aman Karume. Khatib ha detto che il destino dei due condannati
è ora nelle mani del Presidente Karume. Il 3 giugno,
l'ambasciatore russo in Tanzania ha fatto visita a Zanzibar,
in seguito alla notizia che i detenuti avevano cominciato uno
sciopero della fame, protestando per il cibo somministrato
nella prigione, a loro dire inadatto al consumo umano.
(Fonti:
sito web The Guardian monitorato dalla BBC, 05/06/2002)
5 giugno 2002: la pena di morte inflitta ai due giovani russi
nell'isola di Zanzibar, in Tanzania, non sarà eseguita per
effetto della moratoria delle esecuzioni capitali in vigore
nello stato africano, ha detto alla Itar-Tass
l'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev.
L'ambasciatore ha detto che l'ambasciata ha fatto tutto il
possibile per assicurare il rispetto dei diritti degli
imputati, fin dall'inizio delle indagini su Ivan Ochirov e
Dmitriy Kosyakov, accusati dalle autorità locali
dell'omicidio di un altro cittadino russo, Aleksey Sotnikov,
avvenuto nel 1997. Il capo della missione diplomatica ha
sottolineato che nelle attuali circostanze, il principale
obiettivo dell'ambasciata è quello di "assicurare un
processo corretto e un giusto verdetto".
(Fonti:
Itar-Tass monitorata dalla BBC, 05/06/2002)
23 aprile 2002: una Corte d'Appello di Zanzibar, in Tanzania, ha
condannato a morte due cittadini russi. Il Ministro degli
Esteri russo ha detto che la sentenza è stata comminata ai
cittadini russi Ivan Ochirov e Dmitry Kosyakov, accusati
dell'omicidio di un altro russo, Alexei Sotnikov, avvenuto a
Zanzibar il 15 dicembre 1997. Il Ministro ha detto che la
Corte Suprema di Zanzibar aveva concluso i processi nel luglio
2000 ed i due erano stati condannati a 15 anni di carcere
ciascuno nel maggio 2001. Ma la Corte d'Appello di Zanzibar ha
rovesciato la sentenza della Corte Suprema e condannato i due
imputati a morte. Il Ministro degli Esteri ha detto che il 24
aprile l'ambasciata russa a Dar-es-Salam ha inviato una nota
al Ministro degli Esteri tanzaniano chiedendo alle autorità
del Paese di "astenersi dal mettere in atto la
sentenza". La nota afferma che "considerando le
relazioni amichevoli con la Tanzania e i principi di umanità,
la Russia spera che il caso venga rivisto e che i due giovani
russi restino in vita". La Russia ha anche inoltrato una
domanda di grazia al Presidente tanzaniano e una petizione
alla Corte d'Appello chiedendo una revisione del caso. Il
Ministro degli Esteri ha sottolineato che l'ambasciatore russo
in Tanzania si mantiene in stretto contatto con le autorità
locali e che funzionari dell'ambasciata visitano regolarmente
Ochirov e Kosyakov in prigione.
(Fonti: Interfax News Agency, 31/05/2002)
9 febbraio 2002: un russo e un ucraino sono stati condannati a
morte a Dubai per l'omicidio di un gioielliere indiano nel
corso di una rapina che ha fruttato pietre preziose per un
valore di 1,4 milioni di dollari USA.
(Fonti:
Australian (The), 11/02/2002)
Prese
di posizione sulla pena di morte
7 giugno 2002: la Russia manterrà la moratoria sulla pena di
morte, lo ha dichiarato il ministro della giustizia Yuri
Chaika durante una conferenza stampa. Chaika, insieme ad altri
due ex ministri russi della giustizia, Pavel Krasheninnikov e
Sergei Stepashin, e a Sergei Lushchikov, che fu ministro della
giustizia dell'URSS, partecipava a Velik Novgorod ad una
sessione di lavoro del collegio del Ministero della Giustizia,
in occasione del 200mo anniversario del sistema giudiziario
russo. Krasheninnikov, Stepashin e Lushchikov hanno sostenuto
Chaika sulla questione della moratoria sulla pena di morte.
Secondo i tre ex ministri, quello che deve trattenere i
criminali dal commettere reati è l'inevitabilità della pena
e non la sua severità.
(Fonti: Itar-Tass World Service, 07/06/2002)
5 giugno 2002: esponenti liberali e attivisti per i Diritti Umani
hanno caldamente appoggiato l'approvazione di un progetto di
legge che permetterebbe ispezioni indipendenti nelle carceri e
visite ai detenuti, affermando che queste visite aiuterebbero
a sradicare gli abusi carcerari. Il progetto di legge,
preparato dalla Commissione della Duma di Stato per le
organizzazioni pubbliche, è stato tenuto nel limbo per mesi,
dopo le lagnanze dei ministeri dell'interno e della giustizia
secondo cui ai visitatori, rappresentanti delle associazioni
civiche, venivano attribuiti troppi diritti. Il leader del
partito Yabloko, Grigory Yavlinsky, ha affermato "questo
progetto, insieme a quello sul servizio alternativo al
servizio militare e ai tentativi di abolire la pena di morte,
dimostrano che la nostra legislazione si sta sviluppando dai
principi sovietici a quelli post-sovietici”.
(Fonti:
Moscow Times, 06/06/2002)
31 maggio 2002: il Presidente Vladimir Putin ha criticato i capi
della polizia per i pochi risultati nella lotta contro il
crimine e ha detto che i funzionari corrotti devono essere
espulsi. Di fronte a una platea di alti funzionari di polizia
Putin ha affermato che i criminali perseguitano i cittadini
russi nelle loro case, malgrado le porte d'acciaio e le sbarre
di ferro alle finestre. Queste posizioni seguono i rimproveri
che nel febbraio scorso Putin aveva riservato ai Procuratori
di Stato per aver consentito la liberazione di migliaia di
criminali violenti. Putin aveva ordinato ai Procuratori di
aumentare il numero di condanne per i crimini più gravi.
Malgrado un aumento della criminalità e un 80% di favorevoli
alla pena capitale, Putin rifiuta l'abbandono della moratoria
sulla pena di morte che dura da cinque anni, appellandosi al
diritto alla vita dato da Dio. Il ripristino della pena di
morte comprometterebbe l'adesione della Russia al Consiglio
d'Europa.
(Fonti:
Reuters, 31/05/2002)
31 maggio 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione
Russa Sergei Minorov ha parlato in favore l'abolizione della
moratoria sulla pena di morte. In un incontro con membri del
Parlamento locale a Ryazan, Mironov ha detto che gli errori
sono frequenti nel sistema giudiziario russo e che alcuni di
questi potrebbero aver portato all'esecuzione di persone
innocenti. "Alcuni anni fa ero un sostenitore della pena
di morte, ma ho cambiato la mia posizione. Io penso che una
condanna a vita, senza diritto a rilascio condizionale, nelle
condizioni in cui versano le prigioni russe, sia una punizione
ancora più dura che la morte fisica", ha detto Mironov.
(Fonti:
Interfax News Agency , 31/05/2002)
27 maggio 2002: negli ultimi giorni c'è stato un notevole
aumento di dichiarazioni favorevoli alla cessazione della
moratoria sulla pena di morte. La ragione: gli attacchi
terroristici. E' un argomento particolarmente delicato nel
Daghestan. Qui, nella città di Kaspiisk, 43 persone sono
rimaste uccise e 129 sono state ferite in seguito ad
un'esplosione il 9 maggio scorso. Molti politici daghestani, e
membri del Parlamento hanno parlato a favore della ripresa
delle condanne a morte. Il Parlamento dell'Ossezia del Nord ha
appoggiato la Risoluzione presa dal Consiglio di Stato del
Daghestan. Tuttavia il Parlamento di San Pietroburgo si è
opposto ad una dichiarazione del Parlamento di Stavropol che
appoggiava la richiesta di porre fine alla moratoria. Il
Presidente Putin, che si oppone alla pena di morte, ha nel
frattempo sottoscritto dieci domande di grazia fondate su
ragioni umanitarie.
(Fonti:
What The Papers Say, 27/05/2002)
24 maggio 2002: l'Assemblea Nazionale del Daghestan ha chiesto la
sospensione della moratoria sulla pena di morte per le persone
responsabili di crimini particolarmente gravi. I legislatori
daghestani hanno rivolto un appello al Presidente Putin e al
Parlamento russo in seguito al recente atto terroristico
compiuto a Kaspiisk.
[…]
(Fonti:
INTERFAX NEWS AGENCY, 24/05/2002)
24 maggio 2002: il Consiglio d'Europa ha positivamente verificato
i cambiamenti nel sistema penitenziario russo, ha detto il
Vice Ministro
della Giustizia Yuri Kalinin. Il nuovo Codice di Procedura
Penale russo entrerà in vigore dal primo luglio e rinforzerà
la legalità e i diritti dei cittadini, ha affermato Kalinin.
Alla domanda se la moratoria sulla pena di morte sarà
interrotta, Kalinin ha risposto che sarebbe un errore porre la
questione in questi termini. La Russia ha già deciso di
schierarsi tra le fila dei Paesi civili e deve rispettare i
Diritti Umani. “Una condanna a vita è una punizione severa
come la condanna a morte”, ha detto ancora Kalinin. I
legislatori russi devono quindi portare a termine la
moratoria. "La cosa importante non è la severità della
pena, ma la sua inevitabilità," ha detto.
(Fonti:
INTERFAX NEWS AGENCY, 24/05/2002)
20 maggio 2002: la proposta della pena di morte come un efficace
strumento anti-terrorismo dopo l'attentato terroristico del 9
maggio scorso a Kaspiisk, nel Daghestan, ha provocato reazioni
controverse tra i leader politici del Caucaso settentrionale.
Subito dopo l'esplosione che ha causato 43 vittime diversi
membri del Parlamento daghestano hanno chiesto alla leadership
del Paese di abbandonare la moratoria sulle esecuzioni
capitali per quanti preparano ed eseguono azioni
terroristiche. La richiesta è stata appoggiata dai
legislatori dell'Ossezia del Nord, da alcuni membri della Duma
di Stato e da politici locali. Un deputato della Duma di Stato
daghestana, Gadzi Makhachev, ha affermato che "non c'è
altra strada per sradicare questo male. La paura per la
propria vita sarà un deterrente serio per i criminali”. Il
Presidente del Karachai-Cherkess, Vladimir Semyonov, si è
espresso in favore delle pene più severe per i terroristi
responsabili di omicidi di massa. "Deve esserci una sola
pena per questi mostri: la pena di morte", ha dichiarato
alla Itar-Tass.
Tuttavia, diversi altri leader nella Russia meridionale e
attivisti per i Diritti Umani restano contrari alle
"ricette forti" per combattere l'estremismo. Il
Presidente dell'Ossezia del Nord, Alexander Dzasokhov, ha
dichiarato che la fine della moratoria comporterebbe la
deviazione della Russia dai principi di umanità e diritto. Il
leader ceceno Akhmat Kadyrov è convinto che la fine della
moratoria "non cambierà la situazione in modo
significativo". "In generale, i terroristi sono
persone con una certa mentalità, fanatici, e la pena di morte
non li impressiona", ha detto da Grozny alla Itar-Tass
rispondendo ad un'intervista telefonica, e ha aggiunto che i
terroristi temono l'ergastolo più della condanna a morte.
Kadyrov ritiene che la polizia e i servizi segreti debbano
aumentare il loro impegno nella lotta al terrorismo e che il
governo debba creare le condizioni adeguate a questo scopo.
(Fonti:
Itar-Tass World Service, 20/05/2002)
17 maggio 2002: il Parlamento dell'Ossezia del Nord ha manifestato
appoggio all'appello del Consiglio di Stato del Daghestan che
chiede la fine della moratoria sulla pena di morte in Russia.
I parlamentari dell'Ossezia del Nord ritengono sia necessario
interrompere la moratoria "specificamente per gli
organizzatori e gli esecutori di attentati terroristici",
si legge in un comunicato dell'agenzia di stampa parlamentare.
L'Ossezia del Nord ha recentemente subìto una serie di
attentati terroristici che hanno ucciso decine di persone di
questa repubblica del nord del Caucaso. La dichiarazione è
stata sottoscritta da membri del Parlamento dell'Ossezia del
Nord e inviata al Presidente russo, al presidente della
Consiglio della Federazione e alla Duma di Stato. Il Consiglio
di Stato del Daghestan si è espresso in favore della fine
della moratoria sulla pena di morte dopo l'attentato
terroristico nella città di Kaspiisk […].
(Fonti:
Interfax News Agency, 17/05/2002)
16 maggio 2002: il Procuratore Generale Vladimir Ustinov,
rispondendo ad una domanda sull'attentato terroristico di
Kaspiisk, ha affermato: "la legge stabilisce che la pena
di morte non venga più applicata nel nostro Paese. Come
titolare dell'ufficio di Procuratore generale, mi comporto
rispettando la legge. Per quanto riguarda i miei sentimenti,
lasciate che li tenga per me".
(Fonti:
Federal News Service, 16/05/2002)
15 maggio 2002: il capo della Chiesa Russa Ortodossa, Patriarca
Alexi II, ritiene che la questione della fine della moratoria
sulla pena di morte in Russia dovrebbe riguardare i
legislatori. Ha ammesso ai giornalisti di Mosca di capire "quelli
che sollevano la questione in relazione al recente atto
terroristico a Kaspiisk. La perdita è stata troppo grossa e
sono stati uccisi bambini innocenti che accompagnavano una
banda musicale dell'esercito". Comunque la Russia ha una
moratoria sulla pena di morte e questo significa che
"dovrebbe essere seguita", ha detto il Patriarca.
"Non c'è dubbio che la decisione relativa alla sua
cancellazione dovrebbe essere presa dai deputati", ha
detto, aggiungendo che attenderà i risultati di tale esame.
(Fonti:
Interfax News Agency, 15/05/2002)
13 maggio 2002: il Consiglio di Stato del Daghestan ha deciso di
rivolgere un appello al Presidente Putin affinché venga
eliminato il bando della pena capitale. "I criminali
responsabili di atti terroristici come quello di Kaspiisk non
devono aspettarsi alcuna pietà e meritano la morte", ha
detto il Presidente del Consiglio di Stato Magomedali
Magomedov.
(Fonti:
WHAT THE PAPERS SAY 14/05/2002)
13 maggio 2002: il Consiglio di Stato e l'Assemblea Nazionale del
Daghestan chiederanno al Presidente Vladimir Putin e alla Duma
di Stato di cancellare la moratoria relativa alla pena di
morte. La decisione è stata presa dal Consiglio di Stato in
occasione di una sessione speciale convocata in seguito
all'azione terroristica di Kaspiisk del 9 maggio. "I
criminali che attuano azioni terroristiche come quella di
Kaspiisk non hanno diritto alla pietà, ma meritano la
sanzione più severa, la pena di morte", ha detto il capo
del Consiglio di Stato, Magomedali Magomedov.
Gli ultimi rapporti dicono che 177 persone sono state
uccise o ferite il 9 maggio, compresi 72 bambini e 63 soldati.
Tra i 42 morti ci sono 12 bambini. Tra i 107 adulti ricoverati
in ospedale, 46 sono militari e 61 civili. Altri 43 bambini
vengono ancora curati per le ferite riportate.
(Fonti:
Interfax News Agency, 13/05/2002)
13
maggio 2002: il commissario russo per i Diritti Umani Oleg
Mironov ha detto che le azioni terroristiche, per quanto
orribili, non possono fornire un argomento per mettere fine in
Russia alla moratoria sulla pena di morte. Parlando alla radio
Ekho Moskvy, Mironov
ha commentato la decisione del Consiglio di Stato del
Daghestan di chiedere al Presidente Vladimir Putin di mettere
fine alla moratoria sulla pena capitale in relazione all'atto
terroristico del 9 maggio a Kaspiysk, nel Daghestan.
"Possiamo capire i sentimenti della gente dopo la
terribile tragedia", ha detto, “ma la Russia deve
assolvere ai suoi obblighi verso il Consiglio d'Europa
riguardo l'abolizione della pena di morte. La richiesta del
Consiglio di Stato è un atto emotivo, di indignazione. Ma dal
punto di vista legale, non può cancellare la decisione della
Corte Costituzionale Russa e neanche la stessa Corte
Costituzionale può cancellare la propria decisione [di
respingere la pena di morte]”, ha detto Mironov.
(Fonti:
ITAR-TASS monitorata BBC, 13/05/2002)
10 maggio
2002: il numero delle vittime dell'attentato terroristico del
9 maggio scorso a Kaspiisk è salito a 39, lo ha reso noto il
vice-Ministro della sanità del Daghestan Dzhamalutdin Gasayev.
I feriti sono 150. Il governatore della regione di Kemerovo,
Aman Tuleyev, ha detto che l'esplosione nella città
daghestana è stata l'ennesima azione inumana da parte dei
terroristi. La morte di decine di bambini e di adulti è una
ragione valida per lo Stato per rendere più dure le leggi
contro i terroristi, fino ad imporre la pena di morte, ha
affermato Tuleyev.
(Fonti:
Itar-Tass World Service, 10/05/2002)
6 maggio 2002: la Russia voterà a favore dell'abolizione della
pena capitale, se tutti gli altri Paesi saranno d'accordo, ha
dichiarato alla Interfax
il portavoce del Ministro degli Esteri russo Alexander
Yakovenko. Il Protocollo 13 della Convenzione Europea sui
Diritti Umani, che riguarda la completa abolizione della pena
di morte, è stato aperto alla firma il 3 maggio scorso a
Vilnius, durante la sessione del Comitato Ministeriale del
Consiglio d'Europa. Yakovenko ha sottolineato che "in
linea di principio, la Russia è d'accordo con l'idea della
totale abolizione della pena di morte, incluse le azioni
commesse in tempo di guerra o sotto la concreta minaccia di
guerra. Nello stesso tempo, crediamo che una decisione del
genere debba essere universale e riguardare tutti gli
Stati", ha concluso il portavoce.
(Fonti:
Interfax, 06/05/2002)
25 aprile 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione
russa, Sergey Mironov sostiene la pena dell'ergastolo senza
possibilità di rilascio condizionale come alternativa alla
pena di morte, lo ha affermato in una conferenza stampa tenuta
a Mosca al suo ritorno da una sessione del Comitato
parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo. Mironov ha
fatto notare che una moratoria sulle esecuzioni capitali è in
vigore in Russia come una delle condizioni per diventare
membri del Consiglio d'Europa. Tuttavia, molti cittadini russi
vorrebbero la reintroduzione della pena di morte a causa di un
alto tasso di criminalità. Per questa ragione, Mironov pensa
che ci siano difficoltà in Russia a comprendere la scala
delle priorità dei Diritti Umani. Mironov ha reiterato il suo
sostegno alla pena dell'ergastolo senza possibilità di
rilascio condizionale come alternativa alla pena di morte,
specialmente in considerazione del fatto che, in base ai dati
statistici, la pena di morte non porta ad una riduzione del
tasso di criminalità.
(Fonti:
Rosbusinessconsulting, 25/04/2002)
15 aprile 2002: scienziati, scrittori e personalità pubbliche
hanno inviato alla Duma di Stato una lettera che fa appello
per l'abolizione della pena di morte. Anatoly Pristavkin, già
a capo della Commissione Presidenziale sulle Grazie e
Consigliere del Presidente, il capo del Gruppo Helsinki di
Mosca Lyudmila Alexeyeva, il poeta Andrei Voznesensky, la
poetessa Bella Akhmadulina, l'attrice Natalia Fateyeva,
l'accademico Alexei Yablokov e il direttore generale del
Centro Russo degli scrittori Alexander Tkachenko sono tra i
firmatari della lettera, sottoscritta da 40 persone in tutto.
Essi si appellano alla Duma di Stato affinché "voti per
la ratifica del protocollo 6 della Convenzione Europea sui
Diritti umani e legalizzi l'abolizione della pena di morte in
Russia". "Nelle attuali circostanze russe, il
ritorno alla pena di morte è particolarmente gravido di
conseguenze, con il pericolo per i cittadini rispettosi della
legge di diventare vittime di indagini scarsamente
professionali e poco scrupolose", si legge nella lettera.
"Quel che è più importante è rendere la punizione
inevitabile, e non più severa, e questa sarebbe una misura
efficace contro il crimine", si afferma. Gli autori della
lettera fanno riferimento alle statistiche internazionali, che
mostrano come "una punizione più dura non abbia mai
prodotto un automatico declino dei tassi di
criminalità".
(Fonti:
Interfax News Agency, 15/04/2002)
9 aprile 2002: la comunità dei magistrati russi sosterrà
l'abolizione della pena di morte. "Tutto il corpo dei
magistrati concorda con la posizione del presidente
sull'argomento," ha dichiarato alla stampa Vyacheslav
Lebedev, Presidente della Corte Suprema russa. Il presidente
Vladimir Putin si è opposto recentemente alla reintroduzione
della pena di morte in Russia. "La Russia è un membro
del Consiglio d'Europa. Quindi non può esserci alcun dubbio
sull'argomento", ha detto. Quello della pena capitale è
un tema urgente, poiché i processi con giuria partiranno in
tutte le regioni russe all'inizio del 2003. [La corte
costituzionale aveva stabilito che fin quando la maggioranza
delle regioni russe non disponesse di processi con giuria,
nessun tribunale avrebbe potuto emettere una condanna a
morte].
(Fonti:
Interfax, Itar-Tass monitorata da BBC, 09/04/2002)
7 aprile 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che non
abrogherà la moratoria attuale sulla pena di morte. "Per
quanto mi riguarda, non ci sarà la pena di morte in
Russia", ha detto. In seguito alla crescita del crimine,
la pressione pubblica su Putin affinché reintroduca la pena
di morte è aumentata. "Alcune forze politiche
speculeranno sull'argomento nella prossima Duma ed alle
elezioni presidenziali", ha detto Putin. "Poteva
essere politicamente vantaggioso annunciare il ritorno alla
pena di morte e mi avrebbe sollevato dal problema per diversi
anni, lasciandolo ad altri", ha detto, "ma
significherebbe imbrogliare le persone ed il Paese", ha
aggiunto. Putin ha detto di ritenere che il Governo dovrebbe
trovare altre vie efficaci per contrastare il crimine,
piuttosto che fare del populismo come annullare il bando
relativo alla pena di morte. Ha detto inoltre che la Russia si
è impegnata con il Consiglio d'Europa a porre fine alla pena
di morte. "La Russia dovrebbe essere un partner
affidabile, che assolve integralmente a tutti gli obblighi
assunti. Abbiamo agito esattamente in questo modo", ha
detto Putin. […]
(Fonti:
Prime Tass, 08/04/2002)
15 marzo 2002: il Consiglio regionale di Rostov ha approvato una
risoluzione che chiede di rinunciare alla moratoria sulle
esecuzioni capitali. Dopo
una breve discussione i deputati hanno votato la risoluzione
all'unanimità. La moratoria dovrebbe essere invalidata alla
luce delle tensioni nel Caucaso del Nord. “Occorre prendere
in considerazione che la situazione criminale nel Nord del
Caucaso è assolutamente diversa dalla situazione in
Siberia”, ha detto il Primo Vice Presidente del Consiglio
Nikolai Belyaev. In un messaggio precedente, anche la
legislatura di Krasnodar aveva chiesto al Presidente Vladimir
Putin di cancellare la moratoria.
(Fonti:
Interfax News Agency, 15/03/2002)
13 marzo 2002: oltre 100 personalità russe, tra cui il campione
mondiale di scacchi Anatoly Karpov e il Premio Nobel Zhores
Alfyorov, hanno rivolto un appello al Presidente Vladimir
Putin per la reintroduzione della pena di morte.
(Fonti:
Herald Sun, 14/03/2002)
13 marzo 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha reiterato la
sua ferma opposizione alla pena di morte. Putin ha promesso di
fare tutto quello che è in suo potere per impedire
l'invalidazione della moratoria sulla pena capitale. “Coloro
che speculano sul ritorno alle esecuzioni, stanno cercando di
guadagnare punti in più nella lotta politica", ha detto
Putin. “Questo è un approccio populista al problema”, ha
detto ancora Putin, parlando nel corso della sua visita alla
sede dell'Izvestia in occasione dell'ottantacinquesimo anniversario del
quotidiano. "Abolire la moratoria delle esecuzioni non ha
senso. Sollevare la questione in questi termini potrà
incrementare il punteggio politico di qualcuno, ma non
ostacolerà il crimine", ha detto Putin. Occorre "un
lavoro duro, intenso" per eliminare il crimine, "la
rinascita dell'economia del Paese, lo sradicamento della
povertà, un lavoro nell'educazione e un coerente
rafforzamento delle forze di polizia", ha detto ancora
Putin. "Alcune persone useranno la questione della pena
di morte per ogni tipo di elezioni". Alla domanda circa
la possibilità di un servizio alternativo [al servizio
militare], Putin ha risposto che i cittadini russi devono
poter scegliere. "Nessuno ha il diritto di speculare su
questo argomento", ha detto ancora Putin.
(Fonti:
Interfax News Agency, 13/03/2002)
13 marzo 2002: la Duma di Stato ha respinto l'appello al
Presidente Putin, preparato dal Partito Liberaldemocratico,
affinché si rinunci alla ratifica del Protocollo n°6 della
Convenzione Europea sui Diritti Umani, che bandisce la pena
capitale. Solo 33 parlamentari hanno sostenuto l'iniziativa
del partito liberaldemocratico, mentre i voti contrari sono
stati 122. I Liberaldemocratici hanno insistito sul fatto che
la moratoria delle esecuzioni capitali non serve gli interessi
della Russia. La maggior parte dei membri della Duma non ha
votato affatto e non c'è stata discussione generale. Solo
Nikolai Kolomeitsev, un deputato comunista, si è chiesto
perché la Duma dovesse votare su di un protocollo che non ha
mai ratificato.
(Fonti:
Interfax News Agency, 13/03/2002)
6 marzo 2002: Boris Yefimovich Nemtsov, leader del partito russo
"Unione delle Forze di Destra" (SPS), intervenendo
ad una conferenza stampa presso la Casa Centrale dei
Giornalisti, ha dichiarato: "la Duma dibatte
costantemente se gli spacciatori di droga debbano essere
impiccati o condannati a vita. La sua immaginazione non si
spinge oltre. Il problema risiede altrove: è necessario un
lavoro di educazione elementare, perché il mercato della
droga, sebbene criminale, segue le leggi di mercato. C'è
domanda e offerta, sia la domanda che l'offerta sono
criminali. I legislatori dicono, 'basta giustiziare [gli
spacciatori]e non ci sarà più l'offerta'. Sbagliato. I
prezzi saliranno e crescerà il rischio. In Florida gli
spacciatori vengono giustiziati. Eppure l'abuso di droga è
maggiore in Florida che in Massachusetts, dove gli spacciatori
non finiscono sulla sedia elettrica. Occorre mandare alla
gente un messaggio completamente diverso. Bisogna dire:
'Cittadini, siete liberi di usare le droghe, naturalmente
proverete euforia, ma dopo l'euforia verrà la sindrome
d'astinenza, l'impotenza e la morte'. Il messaggio deve essere
molto elementare e chiaro. Allora, forse, i giovani non
cadranno nell'abuso di droga così facilmente.
Sfortunatamente, non molto viene fatto a questo proposito, non
c'è niente altro che parole".
(Fonti:
Federal News Service, 06/03/2002)
1 marzo 2002: il Presidente del Comitato Legislativo della Duma di
Stato, Pavel Krasheninnikov, durante una conferenza stampa ha
dichiarato: "Abbiamo previsto un dibattito a marzo, ma lo
posporremo a una data successiva." Secondo Krasheninnikov,
il rinvio è attribuibile al recente appello da parte dei
membri della Duma, rivolto al Presidente Putin, affinché
venga abbandonata la moratoria delle esecuzioni.
(Fonti:
Interfax News Agency, 01/03/2002)
21 febbraio 2002: Alexei Gromov, portavoce del Presidente russo
Vladimir Putin, ha detto ai giornalisti che la posizione di
Putin sulla pena di morte non è cambiata. Gromov ha
nuovamente citato la dichiarazione di Putin sulla questione,
resa durante l'incontro con i funzionari dell'ufficio del
Procuratore Generale lo scorso 11 febbraio.
(Fonti:
Interfax News Agency, 21/02/2002)
20 febbraio 2002: il Presidente Vladimir Putin ha incontrato il
leader del gruppo dei Deputati del Popolo alla Duma di Stato
Gennady Raikov. Raikov
ha sollevato la questione della pena capitale, richiamando
l'appello al Capo dello Stato approvato dalla Duma, che gli
chiede di sospendere la ratifica del protocollo 6
[sull'abolizione della pena capitale]. Putin ha sottolineato
la necessità "di considerare e discutere ogni cosa molto
attentamente" prima di sottoporre il protocollo per la
ratifica. Raikov ha detto al Presidente che, secondo lui,
"il Parlamento russo non ratificherà il protocollo 6 nel
prossimo futuro".
(Fonti:
Itar-Tass, 20/02/2002)
18 febbraio 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha confermato
la sua posizione sull'uso della pena capitale e sottolineato
di essere a favore della sua abolizione. Il Capo di Stato
russo lo ha detto nel corso di un colloquio al Cremlino con il
leader dell'Unione delle Forze di Destra Boris Nemtsov.
Secondo Nemtsov, in questa situazione il capo dello Stato
"non vuole fare pressioni sulla Duma e spera che i
legislatori riescano a risolvere la situazione da soli".
(Fonti:
Itar-Tass, 19/02/2002)
18 febbraio 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione
russa, Sergei Mironov, si è espresso a favore di una ratifica
del protocollo n° 6 della Convenzione Universale sui Diritti
umani, che abolirebbe la pena di morte, il più rapidamente
possibile. "Ho creduto, in passato, che questa pena
dovrebbe essere applicata ai criminali che hanno commesso
omicidi a sangue freddo con circostanze aggravanti, come
omicidi di bambini. Comunque, ho cominciato a pensare che il
carcere a vita non sia una punizione più lieve", ha
detto Mironov.
(Fonti:
Interfax News Agency, 18/02/2002)
18 febbraio 2002: alcuni analisti del Dipartimento Presidenziale
per le leggi dello Stato hanno affermato che il Presidente
russo non ha il potere di sospendere la moratoria sulla pena
capitale, ricordando che il blocco delle esecuzioni fu
deliberato dalla Corte Costituzionale. Vladimir Kartashkin,
capo della commissione del Cremlino per i diritti umani, ha
detto che la Corte Costituzionale potrebbe, "per qualche
ragione", considerare l'abolizione della moratoria e che
"esistono dei meccanismi legali a questo scopo".
Comunque, Kartashkin ha detto di sperare che la Corte
Costituzionale non voglia rivedere la decisione circa la
moratoria. "Tutti, anche il Presidente, devono
conformarsi a questa decisione. La Costituzione è la legge
suprema e i giudici costituzionali sono i soli interpreti
della legge", ha detto Kartashkin, esprimendo anche il
suo appoggio alle opinioni espresse dagli esperti legali del
Cremlino sul fatto che il Presidente non sia autorizzato a
rimuovere la moratoria. "Spero che l'appello della Duma
non abbia effetto sulla decisione del Presidente di abolire la
pena di morte”, ha detto Kartashkin, aggiungendo di essere
contrario alla pena di morte. Innanzi tutto, "la Russia
deve confermare i suoi impegni internazionali", ha detto
Kartashkin, in secondo luogo, "durante tutta la sua
storia, la Russia ha più di una volta reso più severe le sue
pene e messo a morte i criminali, ma questo non ha prodotto
nessun buon risultato".
(Fonti:
Interfax News Agency, Itar-Tass, 18/02/2002)
16 febbraio 2002: la Chiesa Ortodossa russa vede con favore un
prolungato dibattito sull'abolizione della pena di morte in
Russia.
Da un lato, "la Chiesa accoglie con favore i passi
intrapresi dalle autorità di Stato per limitare o abolire la
pena di morte, invece che applicarla, poiché spesso la pena
di morte priva una persona ribelle della possibilità di
pentirsi e rende un errore giudiziario irreparabile", ha
detto Padre Chaplin, “d'altra parte”, ha proseguito
l'arciprete, "la società deve poter decidere liberamente
sulla pena di morte, partendo dallo stato della società e dal
rispetto delle leggi e dai sistemi giuridici", e
"gli interessi dei membri onesti della società e le vite
e la sicurezza delle persone che possono cadere vittime del
crimine non devono essere ignorati", ha notato Padre
Chaplin.
(Fonti:
Interfax News Agency, 16/02/2002)
16 febbraio 2002: la Vice Presidente della Corte Costituzionale
russa Tamara Morshchakova ha descritto l'appello della Duma di
Stato al presidente Putin per l'abbandono della moratoria
delle esecuzioni capitali una misura populista. Secondo il
giudice, i deputati hanno votato a favore al solo scopo di non
perdere favori elettorali in vista delle prossime elezioni
della Duma. Morshchakova ha anche sottolineato che la Russia
è stata ammessa al Consiglio d'Europa a condizione di
dichiarare la moratoria delle esecuzioni. Per permettere la
più dura delle condanne, la Russia dovrebbe cambiare la
Costituzione, il che, secondo la Morshchakova non è un
obiettivo attualmente realizzabile.
(Fonti:
Ekho Moskvy radio, monitorata dalla BBC, 16/02/2002)
15 febbraio 2002: Sergey Yushenkov, deputato indipendente alla
Duma di Stato, ha detto di credere che l'appello della Duma al
Presidente volto a sospendere la moratoria delle esecuzioni
capitali "è ispirato dal Cremlino". Il parlamentare
ha affermato di essere giunto a questa conclusione dopo aver
esaminato i risultati del voto palese dei suoi colleghi sulla
questione. “Primo, l'iniziativa è partita da una delle
quattro coalizioni pro Presidente della Duma - il gruppo dei
'Deputati del Popolo'. Secondo, i risultati del voto di questi
quattro gruppi pro Cremlino sono davvero sintomatici", ha
detto Yushenkov ai giornalisti, sottolineando che solo una
minoranza del gruppo Unità (36 persone) ha votato contro
l'appello, che di fatto chiede l'abolizione della moratoria
delle esecuzioni, mentre la maggior parte (44 deputati) ha
preferito non votare affatto.
Per quanto riguarda i gruppi di Madrepatria, Regioni
della Russia e Deputati del popolo, il 99% dei loro membri si
è espresso a favore del ripristino di questo tipo di pena, ha
detto il parlamentare. Questo dimostra che "le coalizioni
pro Cremlino non sono controllabili, il che è molto difficile
da credere, o che l'appello odierno al Presidente è stato
ispirato dal Cremlino stesso", ha dichiarato Yushenkov.
(Fonti:
Interfax news agency, 15/02/2002)
15 febbraio 2002: commentando il recente appello rivolto da membri
della Camera al Presidente Putin, il ministro russo della
giustizia, Yuriy Chayka, si è detto contrario alla
sospensione dell'attuale moratoria delle esecuzioni capitali.
Chayka ha citato le recenti affermazioni di Putin secondo cui
scovare gli autori dei crimini è più importante che usare la
pena di morte.
(Fonti:
Interfax news agency, monitorata da BBC, 15/02/2002)
15 febbraio 2002: la Duma ha approvato un appello del Presidente
Putin con 266 voti contro 85. L'appello ritiene prematura la
ratifica del Sesto Protocollo della Convenzione Europea sui
Diritti Umani, che abolisce la pena di morte. Infatti, i
membri del parlamento vorrebbero che il Presidente togliesse
la moratoria delle esecuzioni attualmente in atto in Russia.
(Fonti:
Itar-Tass, 15/02/2002)
15 febbraio 2002: la Duma di Stato russa ha rivolto un appello al
Presidente Vladimir Putin, promosso da Arkady Paskayev del
gruppo parlamentare dei 'Deputati del Popolo', nel quale si
afferma che è ancora troppo presto per "la ratifica del
Protocollo numero 6 della Convenzione per il rispetto dei
Diritti Umani e delle libertà fondamentali del 28 aprile
1983" [che riguarda l'abolizione della pena di morte e
che dovrebbe essere approvato in marzo]. Nel suo appello, la
Duma fa riferimento alle "numerose richieste" da
parte del popolo di riprendere l'applicazione della pena di
morte. "Non
si può ignorare la volontà popolare, che non sostiene
l'abolizione della pena di morte, per gl'interessi di politica
estera". L'appello è stato approvato con 266 voti a
favore e 85 contrari, mentre era richiesta una maggioranza di
226 voti. I deputati chiedono al Presidente Putin anche di
finalizzare e presentare al Parlamento la legge per
l'istituzione delle giurie popolari. Intanto il Presidente
russo, parlando ad una sessione aperta dell'ufficio del
Procuratore Generale l'8 febbraio scorso, ha lanciato un
appello alle forze di polizia perché assicurino
l'inevitabilità della punizione per i criminali; ma nello
stesso discorso, si è anche espresso contro leggi più dure e
contro il ritorno all'applicazione della pena di morte.
(Fonti:
Interfax News Agency, 15/02/2002; Russian Press Digest,
15/02/2002; Russian Press Digest, 18/02/2002)
14 febbraio 2002: il Governatore della regione di Novgorod,
Mikhail Prusak ha affermato che l'abolizione piena della
condanna a morte è prematura in Russia. Prusak, pur
comprendendo la posizione del Presidente Putin, che si è
espresso a favore di una condanna irreversibile, ma contro la
pena di morte, ha affermato che "ci sono crimini per i
quali la pena di morte è necessaria".
(Fonti:
INTERFAX NEWS AGENCY, 14/02/2002)
11 febbraio 2002: la pena di morte dovrebbe essere reintrodotta in
Russia e le esecuzioni dovrebbero essere pubbliche, Vladimir
Zhirinovsky, leader del LDPR, ha dichiarato in una tavola
rotonda intitolata "l'abolizione della moratoria sulla
pena di morte". "Se fucilassimo 5 o 6.000 persone,
il numero dei crimini calerebbe. Dobbiamo far fuori i
criminali, in modo che le altre persone vedano e non facciano
lo stesso", ha detto il vice portavoce della Duma di
Stato. Secondo Zhirinovsky la Russia non sarebbe dovuta
entrare nel Consiglio d'Europa. "Non è né
un'organizzazione politica né economica. Stiamo soltanto
sprecando soldi", ha detto. Zhirinovsky, sottolineando
che la Russia spende annualmente 25 milioni di dollari per i
suoi detenuti. “Questi soldi potrebbero essere spesi per i
bambini senza famiglia”, ha aggiunto.
(Fonti:
Ros Business Consulting, News, 11/02/2002)
11 febbraio 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha richiamato
i magistrati russi per aver consentito a migliaia di criminali
violenti di essere a piede libero e ha detto loro di aumentare
le condanne per i crimini gravi. "Quale è il senso della
sanzione dura se il sistema legale non è in grado di renderla
inevitabile?", ha detto Putin, il quale in un dibattito
pubblico incentrato sul futuro della pena di morte ha comunque
ribadito di essere favorevole all'eliminazione della pena
capitale, un provvedimento che porterebbe la Russia in linea
con l'Europa. Putin, che considera una priorità
l'integrazione della Russia in Europa, è attento al dibattito
parlamentare che in marzo dovrebbe decidere se tradurre in
pratica le assicurazioni russe al Consiglio d'Europa circa
l'eliminazione della pena capitale.
(Fonti:
Reuters, Interfax, 11/02/2002)
9 febbraio 2002: Vladimir Kalamanov, inviato presidenziale sui
Diritti Umani in Cecenia, ha espresso sentimenti contrastanti
sull'abolizione della pena di morte in Russia. "Il bando
della pena di morte è per la Russia una strada verso il mondo
civile", ha detto Kalamanov in una intervista.
"D'altro canto, come persona che comprende il dolore
della gente che ha perso i propri cari perché uccisi da
maniaci, penso che i criminali debbano essere puniti
adeguatamente", ha detto Kalamanov. "Nel decidere
sull'abolizione della pena di morte, lo Stato deve innanzi
tutto fornire condizioni di sicurezza per la società",
ha affermato. “Ora che il numero di reati gravi in Russia
sta aumentando, la totale revoca della pena di morte, che è
la spada di Damocle che può fermare un potenziale omicida,
potrebbe provocare dissenso nella società”, ha detto
Kalamanov.
(Fonti:
Interfax, 09/02/2002)
8 febbraio 2002: il Governo russo sta facendo fronte alla
crescente domanda di reintrodurre la pena di morte dopo cinque
anni di moratoria. La campagna è condotta da accademici,
generalmente considerati all'estremo più liberale dello
spettro politico. Il movimento sembra aver ottenuto un ampio
sostegno pubblico. I sondaggi indicano che molti russi credono
che il Paese non sia pronto per l'eliminazione della pena
capitale. Secondo questi sondaggi, la maggioranza delle
persone pensa che l'attuale moratoria sulla pena capitale
abbia solo aggravato la già grave situazione criminale. Il
dibattito è stato rilanciato da una serie di gravi crimini.
Un sondaggio pubblicato il 29 gennaio mostra che l'89 % dei
moscoviti rivuole la pena capitale. Tra gli ufficiali di
polizia questa percentuale è del 96 % e tra gli ex detenuti
del 100%. Una nuova campagna per reintrodurre le esecuzioni è
stata lanciata da Vladimir Dobrenkov, preside della facoltà
di sociologia presso l'università statale di Mosca, in
seguito all'omicidio di sua nipote Maria, 21 anni, e del
fidanzato Alexander Panakov, 19 anni, il 30 dicembre 2001.
“Il numero degli omicidi in Russia è esploso dopo la
sospensione della pena di morte”, ha sostiene Dobrenkov.
“Nel 2001 si sono verificati in Russia 29.000 omicidi”. I
sostenitori di Dobrenkov citano esempi stranieri, in
particolare gli USA, dove la pena capitale ancora esiste in
quasi un terzo degli Stati. Non c'è ancora stata alcuna
risposta ufficiale all'appello di Dobrenkov, ma le sue
dichiarazioni sono state riportate con evidenza dalla
televisione ufficiale russa RTR, che ha segnalato un riscontro
ufficiale positivo. Gli oppositori della pena di morte
sostengono che le autorità si sono preoccupate solo dopo che
le vittime del crimine hanno raggiunto cifre molto alte. Gli
attivisti per i Diritti Umani in Russia dicono che sia
importante per il Paese adeguare la legislazione di casa agli
standard internazionali. I funzionari russi dicono che non ci
sono state esecuzioni dall'agosto 1996 e che il Paese
manterrà la moratoria sulla pena capitale. Ma
l'amministrazione del presidente Putin sta adesso registrando
un aumento dell'allarme pubblico.
(Fonti:
Global Information Network, IPS Newsfeed, 08/02/2002)
8 febbraio 2002: la commissione per la legislazione della Duma ha
raccomandato alla Camera Bassa del parlamento russo la
ratifica del Sesto Protocollo alla Convenzione dei Diritti
Umani del Consiglio d'Europa per l'abolizione della pena di
morte in condizioni di pace, ha detto ai giornalisti Pavel
Krasheninnikov, a capo della commissione. Secondo la sua
informazione, la Duma discuterà l'argomento in marzo.
"Comunque tenteremo di sottoporre al parlamento il Sesto
Protocollo e i corrispondenti emendamenti al Codice Penale
prima di quella data", ha detto. Krasheninnikov ha
parlato del bisogno di "formare pubblica opinione"
sul tema dell'abolizione della pena di morte e ha spiegato che
la Duma adotterebbe solo una risoluzione formale, poiché in
Russia c'è già una moratoria di fatto sulle esecuzioni
capitali. Allo stesso tempo Krasheninnikov ha ammesso che ci
sono forze politiche che avversano l'abolizione della pena di
morte nel diritto russo e che "tanto resta da fare"
per garantire la ratifica del Sesto Protocollo.
(Fonti:
Itar-Tass, 08/02/2002)
8 febbraio 2002: la Duma di Stato russa ha indirizzato un appello
al presidente Vladimir Putin contro il possibile bando della
pena di morte. Gennady Raikov, leader del gruppo People's
Deputy, ha detto alla Interfax
che il gruppo ha presentato al meeting del consiglio di Duma
del 12 febbraio l'appello che definisce prematura la ratifica
del sesto Protocollo che bandisce la pena di morte. Ha
nettamente dissentito dal Ministro della Giustizia Yuri Chaika
che si è recentemente espresso in favore della rapida
approvazione del protocollo dopo aver visitato l'isola di
Ognenny nella regione del Vologda con una numerosa delegazione
di membri della Duma. L'isola è la sede della prigione per
pericolosi criminali la cui condanna a morte è stata
commutata in ergastolo. Raikov, che è inoltre a capo del People's
Party of Russia, ha dichiarato "restiamo sostenitori
della pena di morte, inoltre suggeriamo che la pena capitale
venga applicata a chi è legato a reati di droga”. Alexander
Belousov, vice capo del People's
Deputy, che ha visitato Ognenny con Chaika, ha detto all'Interfax
che la maggioranza dei membri della delegazione ha trovato non
convincenti gli argomenti del Ministro a favore
dell'eliminazione della pena di morte. Ha detto che tra i 18
membri della Duma che hanno visitato l'isola soltanto due,
Sergei Kovalyov e Alexander Barannikov, entrambi della Union
of Right Forces, appoggiano la ratifica del protocollo. Un
altro membro, Viktor Cherepkov, era indeciso, mentre gli altri
hanno giudicato il provvedimento prematuro. "Ciò che
abbiamo visto ci ha reso ancora più convinti che la pena di
morte non dovrebbe essere bandita adesso. Non è soltanto la
nostra opinione, ma a giudicare dai sondaggi è l'opinione
della maggioranza della popolazione", ha detto. “Se la
ratifica del Sesto Protocollo venisse votata alla Duma,
l'opposizione di sinistra, il Fatherland-All
Russia, il People's
Deputy e probabilmente parte dell'Unity
non la sosterrebbero”, ha detto Belousov.
(Fonti:
Interfax, 08/02/2002)
6 febbraio 2002: lo scrittore Anatoly Pristavkin, consigliere del
Presidente russo Putin sulle questioni legate alla grazia,
spera che la Russia "esca presto dalla vergognosa
lista" dei Paesi che praticano le esecuzioni. "La
Duma di Stato ha già dalla sua un certo sostegno a favore
della ratifica del Sesto Protocollo del Consiglio d'Europa, il
quale ci obbligherebbe a non giustiziare. I deputati
concretizzeranno questo loro orientamento in primavera",
ha dichiarato Pristavkin in un'intervista alla Izvestia.
Circa la posizione del Presidente sull'argomento, il
consigliere ha dichiarato: "il Presidente mi ha detto di
essere contro le esecuzioni, come sempre". Pristavkin ha
detto di voler istituire un comitato di esperti allargato agli
ex membri della Commissione Presidenziale sulla grazia.
(Fonti:
Interfax News Agency, Daily News Bulletin, 06/02/2002)
5 febbraio 2002: Sergey Mironov, portavoce del Consiglio della
Federazione [la Camera Alta del Parlamento russo] ha espresso
il suo sostegno alla moratoria sulla pena di morte. Ha
definito la pena di morte "un anacronismo".
"Emotivamente capisco chi pensa che la cancellazione
della pena di morte sia impossibile, comunque penso che un
ergastolo senza via d'uscita sia più spaventoso che
l'uccisione del criminale, che porta via il bene più sacro:
la vita umana", ha concluso Mironov.
(Fonti:
Rosbusinessconsulting, News, 05/02/2002)
4 febbraio 2002: Anatoly Pristavkin, scrittore eminente e
consigliere presidenziale sulle questioni legate alla grazia,
si è espresso categoricamente contro un referendum nazionale
sulla reintroduzione della pena di morte in Russia. La
società russa "non ha imparato a perdonare, vuole
uccidere e approva largamente la pena di morte," ha
dichiarato Pristavkin in una conferenza stampa a Mosca.
"Se non ci opponiamo all'introduzione della pena di
morte, la società lo apprezzerà", poiché "siamo
circondati da criminali senza speranza, e ciascuno si sente in
pericolo fuori", ha sottolineato Pristavkin.
“Comunque”, ha detto, “non si dovrebbero seguire alla
cieca questi comprensibili sentimenti. Ci sono molti giudici
incompetenti in Russia e vengono commessi molti errori
giudiziari", ha detto il consigliere presidenziale. Con
l'introduzione in Russia della pena di morte, "la
politica giocherà un ruolo più importante della legge",
e la pena di morte sarà usata per "eliminare
testimoni". Lo scrittore ha citato dati statistici,
secondo i quali il numero dei delitti gravi è diminuito dopo
che la moratoria sulla pena di morte è stata imposta in
Russia. Dal 1990 al 1995 il numero annuale degli omicidi era
di 30.000 e dopo l'adozione della moratoria si è scesi a
28.000. "Tutti sanno che la pena di morte non influisce
sui tassi di criminalità", ha detto Pristavkin.
(Fonti:
Interfax News Agency , Daily News Bulletin, 04/02/2002)
1 febbraio 2002: molti deputati della Duma appartenenti alla
coalizione che sostiene il Presidente sostengono la
reintroduzione della pena di morte. Il leader del gruppo People's
Deputy, G |