FEDERAZIONE RUSSA
Verso la totale abolizione
(rassegna stampa completa)

Gennaio 2003

 Federazione Russa

Il sistema giuridico si basa su diritto civile e verifica dei testi legislativi da parte del potere giudiziario.

La popolazione è composta da 144,7 milioni di abitanti di cui:  87% ortodossi russi,; 5% cattolici; 3% protestanti e minoranze musulmane ed ebree.

 SITUAZIONE

 Nel 1996 l'allora Presidente Boris Eltsin, al fine di adempiere agli obblighi previsti dall'adesione al Consiglio d'Europa, ha imposto una moratoria sulle esecuzioni, per aggirare il rifiuto da parte del Parlamento (Duma) di abolire la pena di morte.

Il nuovo Codice Penale prevede la pena di morte per 3 reati: omicidio premeditato, atti terroristici e genocidio.

Le esecuzioni vengono eseguite tramite un colpo di pistola alla nuca.

L'ultima esecuzione ha avuto luogo il 2 settembre 1996. Il 2 giugno 1999 Eltsin ha emanato un decreto che commuta le oltre 700 condanne a morte pendenti in Russia in ergastolo o a 25 anni, intendendo anche, con questo gesto, rinnovare la pressione sul Parlamento perché approvi la definitiva abolizione della pena di morte, come richiesto dal Consiglio d'Europa. Nel febbraio del 2000 la Corte Costituzionale ha stabilito che non possono essere pronunciate nuove condanne a morte fino a che non sia messo in pratica un nuovo sistema di giurie in tutto il paese.

 Nel settembre del 1999 le Forze Armate russe hanno intrapreso una campagna militare tesa a riottenere il controllo politico della Cecenia. Una serie di bombardamenti in Russia, che il Governo ha imputato alle Forze Armate cecene, e l'invasione cecena del Daghestan nell'estate del 1999, hanno scatenato il conflitto armato, il secondo negli ultimi 5 anni. Entrambe le parti in conflitto hanno commesso gravi abusi in una guerra brutale, nella quale hanno già perso la vita migliaia di civili, che ha creato decine di migliaia di profughi e causato gravi danni alle abitazioni e alle infrastrutture civili. Nel 1990 la popolazione della Cecenia contava 1,21 milioni di abitanti, di cui nell'agosto del 1999 ne erano rimasti soltanto 350.000. Più di 600.000 ceceni e più di 220.000 russi sono stati costretti a lasciare la zona.

 Nel 2001 molte voci hanno invocato la ripresa delle esecuzioni, ma il Presidente Putin ha confermato di voler abolire la pena di morte. Nel dicembre 2001 è stata abolita la Commissione Presidenziale per la Grazia.

 Nel 2001, sono state eseguite 21 esecuzioni (Cecenia).

 ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

 Consiglio d'Europa

 23 aprile 2002: Il Consiglio d'Europa ha salutato i progressi dei Diritti Umani in Russia, ma ha affermato che molto resta da fare in diverse aree fondamentali. Il Comitato di Monitoraggio dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio ha anche avvisato la Russia della necessità di comporre il conflitto in Cecenia con mezzi pacifici.

 Il Comitato ha affermato che la Russia deve prendere le misure necessarie per assicurare la libertà d'espressione, di movimento e di religione, riformare l'ufficio della Pubblica Accusa e il Servizio di Sicurezza Federale, nonché migliorare le condizioni carcerarie. "La Risoluzione [del Comitato] chiede inoltre l'abolizione della pena di morte e critica fortemente la recente iniziativa parlamentare rivolta a far cessare la moratoria sulle esecuzioni capitali attualmente in vigore sulla base di un Decreto Presidenziale", si legge in un comunicato.

 (Fonti: Reuters, 23/04/2002)

 22 aprile 2002: la Russia è pronta ad aderire alla convenzione sull'abolizione della pena di morte, lo ha affermato il portavoce del consiglio della Federazione Sergey Mironov parlando a Strasburgo durante una sessione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

 Mironov ha annunciato un rapporto sull'implementazione da parte della Russia degli obblighi per l'adesione al Consiglio. "La pena di morte è inammissibile […]", ha detto Mironov ai giornalisti.

 (Fonti: ITAR-TASS news agency, 22/04/2002)

 19 aprile 2002: il Segretario Generale del Consiglio Europeo Walter Schwimmer si è detto preoccupato dalle dichiarazioni a favore della reintroduzione della pena di morte da parte di personalità pubbliche in Russia. “Purtroppo”, ha detto Schwimmer, “la Duma di Stato non ha ratificato il protocollo del Consiglio d'Europa relativo alla pena di morte. Anzi, in una recente Risoluzione, la Duma ha affermato che la proibizione della pena di morte è prematura. Questo argomento non deve diventare un'arma per quei politici populisti che considerano la pena di morte la panacea di tutti i mali. Tutti i Paesi membri del Consiglio d'Europa devono abolire la pena di morte”, ha concluso Schwimmer.

 (Fonti: INTERFAX NEWS AGENCY, 19/04/2002)

 27 marzo 2002: il presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, Peter Schieder, ha incoraggiato la Russia e l'Europa a unire gli sforzi per combattere il terrorismo. Schieder auspica misure di lungo termine che possano minare i fattori sociali, politici ed economici che nutrono il terrorismo. Schieder ha enfatizzato il pericolo della non osservanza dei principi democratici nel corso di questa lotta e soprattutto le violazioni del principio della libertà di stampa e della moratoria sulle esecuzioni capitali.

 (Fonti: Interfax news agency, 27/03/2002)

 20 marzo 2002: il Segretario Generale del Consiglio d'Europa, Walter Schwimmer, si è detto preoccupato per la discussione che è rinata in Russia sulla pena di morte e sulle esecuzioni. In un articolo pubblicato sul Rossiiskaya Gazeta, Schwimmer ha detto che il Consiglio d'Europa appoggia la posizione del Presidente Putin, il quale, da quando ha assunto la carica, ha sempre dichiarato di essere a favore dell'abolizione definitiva della pena capitale. Il Segretario Generale ha sottolineato l'opportunità unica che la Russia ha per dimostrarsi pienamente fedele ai valori e ai principi europei, sbarazzandosi del suo passato (la pena di morte).

 (Fonti: Interfax News Agency , Daily News Bulletin, 20/03/2002)

 20 marzo 2002: Il Presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE), Peter Schieder, ritiene che quanto è stato realizzato in Russia grazie alla sua partecipazione nel Consiglio d'Europa sia di gran lunga più importante di qualsiasi elemento negativo. In un articolo pubblicato dal quotidiano Izvestia, Schieder scrive che la Russia ha compiuto progressi significativi per quanto riguarda i suoi obblighi circa il consolidamento della democrazia, il rispetto dei Diritti Umani e il primato della legge. Tuttavia, il presidente del PACE sottolinea che la pena di morte non è ancora stata formalmente abolita in Russia. Inoltre, le prigioni russe sono sovraffollate, le risorse economiche sono insufficienti e ai prigionieri sono negate appropriate cure mediche. Desta maggiore preoccupazione la situazione in Cecenia, dove i Diritti Umani continuano a essere violati e continuano a morire soldati di leva russi.

 (Fonti: Interfax, 21/03/2002)

 Nazioni Unite

 25 aprile 2002: la Russia è stata co-sponsor e ha votato a favore della risoluzione 2002/77 sulla pena di morte alla 58ma Commissione ONU per i Diritti Umani.

 NOTIZIE

 9 agosto 2002: Il Partito Comunista ha presentato 4 proposte per un referendum allo scopo di bloccare le riforme del Governo. Fra le 4 proposte c'è la domanda: "E 'necessaria l'introduzione della pena di morte per reati gravi?". La domanda è stata formulata in modo che la maggior parte delle persone siano portate a rispondere "sì". Il direttore della Commissione per le Elezioni, Alexander Veshnyakov, ha già dichiarato di non credere che il CPRF sia in grado di raccogliere il numero sufficiente di firme (2 milioni) per il referendum. Mozioni di questo tipo hanno bisogno di 7-9 mesi per coprire l'iter burocratico e nella prossima primavera potrebbe esserci un cambiamento nell’ambito politico.

 (Fonti: Russian Press Digest 09/08/2002)

 Pena di morte per cittadini all'estero

 20 giugno 2002: L'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev ha espresso la certezza che i due cittadini russi, Ivan Ochirov e Dmitry Kosyakov, condannati a morte per l'uccisione, nel 1997 a Zanzibar, del ragazzo russo di quattordici anni Alexei Sotnikov, non saranno giustiziati. L'ambasciatore ha detto i due cittadini russi potrebbero essere estradati in Russia. "Non possono essere giustiziati, poiché in Tanzania è in vigore una moratoria sulle esecuzioni", ha detto l'ambasciatore. […] In risposta alla nota dell'ambasciata russa, il presidente Amani Abeid Karume di Zanzibar ha fornito assicurazioni sul fatto che i cittadini russi sarebbero stati risparmiati. L'ambasciatore ha ricordato che il 23 aprile scorso la Corte d'Appello di Zanzibar aveva annullato la decisione del maggio 2001 della Corte suprema di Zanzibar che condannava i due cittadini russi a 15 anni di carcere per omicidio. In seguito era stata emanata una sentenza più severa, con la condanna a morte per omicidio di primo grado. “Può essere sollevata la questione dell'estradizione in Russia dei due condannati”, ha detto Zavgayev, “la Russia è pronta a presentare la petizione”. L'ambasciatore ha poi reso noto che la madre di uno dei due ha inoltrato un'istanza alla Commissione della Corte d'Appello affinché sia rivista l'ultima decisione. Ochirov e Kosyakov sono detenuti adesso con un regime carcerario più umano, i familiari hanno potuto far loro avere pacchi di cibo e ricevono una migliore assistenza medica.

 (Fonti: ITAR-TASS 20/06/2002)

 7 giugno 2002: le autorità di Zanzibar hanno assicurato all'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev che "i due cittadini russi condannati a morte non saranno giustiziati". Zavgayev ha detto di essersi incontrato con il Presidente di Zanzibar, che gode di uno statuto di autonomia all'interno della Tanzania. Il Presidente ha garantito che i due cittadini russi non saranno giustiziati. Secondo quanto reso noto dal Ministero degli esteri russo, i due cittadini russi, Dmitriy Kosyakov, nato nel 1978, e Ivan Ochirov, del 1979, erano detenuti in Tanzania con l'accusa di aver assassinato Alexei Sotnikov, nato nel 1982, a Zanzibar nel dicembre 1997. La condanna a morte era stata erogata nell'aprile 2002.

 (Fonti: Itar-Tass World Service, 07/06/2002)

 5 giugno 2002: la Russia ha fatto appello a Zanzibar affinché venga rivista la condanna a morte inflitta agli inizi del 2002 dalla Corte d'Appello a due cittadini russi giudicati colpevoli dell'omicidio di un connazionale. La Corte d'Appello ha condannato a morte i due russi, Dimitrikosya Kofivich e Segrevich Otchro, per l'omicidio di Alex Victorovic avvenuto nel 2000. In dichiarazioni rilasciate alla stampa, il Commissario alle prigioni di Zanzibar, Ramadhan Khatib ha detto che l'appello è stato presentato al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dall'ambasciatore russo in Tanzania. I due russi sono detenuti nella prigione di Kiinua Miguu in attesa dell'esecuzione della sentenza dopo il consenso del Presidente di Zanzibar, Abeid Aman Karume. Khatib ha detto che il destino dei due condannati è ora nelle mani del Presidente Karume. Il 3 giugno, l'ambasciatore russo in Tanzania ha fatto visita a Zanzibar, in seguito alla notizia che i detenuti avevano cominciato uno sciopero della fame, protestando per il cibo somministrato nella prigione, a loro dire inadatto al consumo umano.

 (Fonti: sito web The Guardian monitorato dalla BBC, 05/06/2002)

 5 giugno 2002: la pena di morte inflitta ai due giovani russi nell'isola di Zanzibar, in Tanzania, non sarà eseguita per effetto della moratoria delle esecuzioni capitali in vigore nello stato africano, ha detto alla Itar-Tass l'ambasciatore russo in Tanzania Doku Zavgayev. L'ambasciatore ha detto che l'ambasciata ha fatto tutto il possibile per assicurare il rispetto dei diritti degli imputati, fin dall'inizio delle indagini su Ivan Ochirov e Dmitriy Kosyakov, accusati dalle autorità locali dell'omicidio di un altro cittadino russo, Aleksey Sotnikov, avvenuto nel 1997. Il capo della missione diplomatica ha sottolineato che nelle attuali circostanze, il principale obiettivo dell'ambasciata è quello di "assicurare un processo corretto e un giusto verdetto".

 (Fonti: Itar-Tass monitorata dalla BBC, 05/06/2002)

 23 aprile 2002: una Corte d'Appello di Zanzibar, in Tanzania, ha condannato a morte due cittadini russi. Il Ministro degli Esteri russo ha detto che la sentenza è stata comminata ai cittadini russi Ivan Ochirov e Dmitry Kosyakov, accusati dell'omicidio di un altro russo, Alexei Sotnikov, avvenuto a Zanzibar il 15 dicembre 1997. Il Ministro ha detto che la Corte Suprema di Zanzibar aveva concluso i processi nel luglio 2000 ed i due erano stati condannati a 15 anni di carcere ciascuno nel maggio 2001. Ma la Corte d'Appello di Zanzibar ha rovesciato la sentenza della Corte Suprema e condannato i due imputati a morte. Il Ministro degli Esteri ha detto che il 24 aprile l'ambasciata russa a Dar-es-Salam ha inviato una nota al Ministro degli Esteri tanzaniano chiedendo alle autorità del Paese di "astenersi dal mettere in atto la sentenza". La nota afferma che "considerando le relazioni amichevoli con la Tanzania e i principi di umanità, la Russia spera che il caso venga rivisto e che i due giovani russi restino in vita". La Russia ha anche inoltrato una domanda di grazia al Presidente tanzaniano e una petizione alla Corte d'Appello chiedendo una revisione del caso. Il Ministro degli Esteri ha sottolineato che l'ambasciatore russo in Tanzania si mantiene in stretto contatto con le autorità locali e che funzionari dell'ambasciata visitano regolarmente Ochirov e Kosyakov in prigione.

 (Fonti: Interfax News Agency, 31/05/2002)

 9 febbraio 2002: un russo e un ucraino sono stati condannati a morte a Dubai per l'omicidio di un gioielliere indiano nel corso di una rapina che ha fruttato pietre preziose per un valore di 1,4 milioni di dollari USA.

 (Fonti: Australian (The), 11/02/2002)

 Prese di posizione sulla pena di morte

 7 giugno 2002: la Russia manterrà la moratoria sulla pena di morte, lo ha dichiarato il ministro della giustizia Yuri Chaika durante una conferenza stampa. Chaika, insieme ad altri due ex ministri russi della giustizia, Pavel Krasheninnikov e Sergei Stepashin, e a Sergei Lushchikov, che fu ministro della giustizia dell'URSS, partecipava a Velik Novgorod ad una sessione di lavoro del collegio del Ministero della Giustizia, in occasione del 200mo anniversario del sistema giudiziario russo. Krasheninnikov, Stepashin e Lushchikov hanno sostenuto Chaika sulla questione della moratoria sulla pena di morte. Secondo i tre ex ministri, quello che deve trattenere i criminali dal commettere reati è l'inevitabilità della pena e non la sua severità.

 (Fonti: Itar-Tass World Service, 07/06/2002)

 5 giugno 2002: esponenti liberali e attivisti per i Diritti Umani hanno caldamente appoggiato l'approvazione di un progetto di legge che permetterebbe ispezioni indipendenti nelle carceri e visite ai detenuti, affermando che queste visite aiuterebbero a sradicare gli abusi carcerari. Il progetto di legge, preparato dalla Commissione della Duma di Stato per le organizzazioni pubbliche, è stato tenuto nel limbo per mesi, dopo le lagnanze dei ministeri dell'interno e della giustizia secondo cui ai visitatori, rappresentanti delle associazioni civiche, venivano attribuiti troppi diritti. Il leader del partito Yabloko, Grigory Yavlinsky, ha affermato "questo progetto, insieme a quello sul servizio alternativo al servizio militare e ai tentativi di abolire la pena di morte, dimostrano che la nostra legislazione si sta sviluppando dai principi sovietici a quelli post-sovietici”.

 (Fonti: Moscow Times, 06/06/2002)

 31 maggio 2002: il Presidente Vladimir Putin ha criticato i capi della polizia per i pochi risultati nella lotta contro il crimine e ha detto che i funzionari corrotti devono essere espulsi. Di fronte a una platea di alti funzionari di polizia Putin ha affermato che i criminali perseguitano i cittadini russi nelle loro case, malgrado le porte d'acciaio e le sbarre di ferro alle finestre. Queste posizioni seguono i rimproveri che nel febbraio scorso Putin aveva riservato ai Procuratori di Stato per aver consentito la liberazione di migliaia di criminali violenti. Putin aveva ordinato ai Procuratori di aumentare il numero di condanne per i crimini più gravi. Malgrado un aumento della criminalità e un 80% di favorevoli alla pena capitale, Putin rifiuta l'abbandono della moratoria sulla pena di morte che dura da cinque anni, appellandosi al diritto alla vita dato da Dio. Il ripristino della pena di morte comprometterebbe l'adesione della Russia al Consiglio d'Europa.

 (Fonti: Reuters, 31/05/2002)

 31 maggio 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione Russa Sergei Minorov ha parlato in favore l'abolizione della moratoria sulla pena di morte. In un incontro con membri del Parlamento locale a Ryazan, Mironov ha detto che gli errori sono frequenti nel sistema giudiziario russo e che alcuni di questi potrebbero aver portato all'esecuzione di persone innocenti. "Alcuni anni fa ero un sostenitore della pena di morte, ma ho cambiato la mia posizione. Io penso che una condanna a vita, senza diritto a rilascio condizionale, nelle condizioni in cui versano le prigioni russe, sia una punizione ancora più dura che la morte fisica", ha detto Mironov.

 (Fonti: Interfax News Agency , 31/05/2002)

 27 maggio 2002: negli ultimi giorni c'è stato un notevole aumento di dichiarazioni favorevoli alla cessazione della moratoria sulla pena di morte. La ragione: gli attacchi terroristici. E' un argomento particolarmente delicato nel Daghestan. Qui, nella città di Kaspiisk, 43 persone sono rimaste uccise e 129 sono state ferite in seguito ad un'esplosione il 9 maggio scorso. Molti politici daghestani, e membri del Parlamento hanno parlato a favore della ripresa delle condanne a morte. Il Parlamento dell'Ossezia del Nord ha appoggiato la Risoluzione presa dal Consiglio di Stato del Daghestan. Tuttavia il Parlamento di San Pietroburgo si è opposto ad una dichiarazione del Parlamento di Stavropol che appoggiava la richiesta di porre fine alla moratoria. Il Presidente Putin, che si oppone alla pena di morte, ha nel frattempo sottoscritto dieci domande di grazia fondate su ragioni umanitarie.

 (Fonti: What The Papers Say, 27/05/2002)

 24 maggio 2002: l'Assemblea Nazionale del Daghestan ha chiesto la sospensione della moratoria sulla pena di morte per le persone responsabili di crimini particolarmente gravi. I legislatori daghestani hanno rivolto un appello al Presidente Putin e al Parlamento russo in seguito al recente atto terroristico compiuto a Kaspiisk.

[…]

 (Fonti: INTERFAX NEWS AGENCY, 24/05/2002)

 24 maggio 2002: il Consiglio d'Europa ha positivamente verificato i cambiamenti nel sistema penitenziario russo, ha detto il Vice Ministro della Giustizia Yuri Kalinin. Il nuovo Codice di Procedura Penale russo entrerà in vigore dal primo luglio e rinforzerà la legalità e i diritti dei cittadini, ha affermato Kalinin. Alla domanda se la moratoria sulla pena di morte sarà interrotta, Kalinin ha risposto che sarebbe un errore porre la questione in questi termini. La Russia ha già deciso di schierarsi tra le fila dei Paesi civili e deve rispettare i Diritti Umani. “Una condanna a vita è una punizione severa come la condanna a morte”, ha detto ancora Kalinin. I legislatori russi devono quindi portare a termine la moratoria. "La cosa importante non è la severità della pena, ma la sua inevitabilità," ha detto.

 

(Fonti: INTERFAX NEWS AGENCY, 24/05/2002)

 

20 maggio 2002: la proposta della pena di morte come un efficace strumento anti-terrorismo dopo l'attentato terroristico del 9 maggio scorso a Kaspiisk, nel Daghestan, ha provocato reazioni controverse tra i leader politici del Caucaso settentrionale. Subito dopo l'esplosione che ha causato 43 vittime diversi membri del Parlamento daghestano hanno chiesto alla leadership del Paese di abbandonare la moratoria sulle esecuzioni capitali per quanti preparano ed eseguono azioni terroristiche. La richiesta è stata appoggiata dai legislatori dell'Ossezia del Nord, da alcuni membri della Duma di Stato e da politici locali. Un deputato della Duma di Stato daghestana, Gadzi Makhachev, ha affermato che "non c'è altra strada per sradicare questo male. La paura per la propria vita sarà un deterrente serio per i criminali”. Il Presidente del Karachai-Cherkess, Vladimir Semyonov, si è espresso in favore delle pene più severe per i terroristi responsabili di omicidi di massa. "Deve esserci una sola pena per questi mostri: la pena di morte", ha dichiarato alla Itar-Tass. Tuttavia, diversi altri leader nella Russia meridionale e attivisti per i Diritti Umani restano contrari alle "ricette forti" per combattere l'estremismo. Il Presidente dell'Ossezia del Nord, Alexander Dzasokhov, ha dichiarato che la fine della moratoria comporterebbe la deviazione della Russia dai principi di umanità e diritto. Il leader ceceno Akhmat Kadyrov è convinto che la fine della moratoria "non cambierà la situazione in modo significativo". "In generale, i terroristi sono persone con una certa mentalità, fanatici, e la pena di morte non li impressiona", ha detto da Grozny alla Itar-Tass rispondendo ad un'intervista telefonica, e ha aggiunto che i terroristi temono l'ergastolo più della condanna a morte. Kadyrov ritiene che la polizia e i servizi segreti debbano aumentare il loro impegno nella lotta al terrorismo e che il governo debba creare le condizioni adeguate a questo scopo.

 

(Fonti: Itar-Tass World Service, 20/05/2002)

 

17 maggio 2002: il Parlamento dell'Ossezia del Nord ha manifestato appoggio all'appello del Consiglio di Stato del Daghestan che chiede la fine della moratoria sulla pena di morte in Russia. I parlamentari dell'Ossezia del Nord ritengono sia necessario interrompere la moratoria "specificamente per gli organizzatori e gli esecutori di attentati terroristici", si legge in un comunicato dell'agenzia di stampa parlamentare. L'Ossezia del Nord ha recentemente subìto una serie di attentati terroristici che hanno ucciso decine di persone di questa repubblica del nord del Caucaso. La dichiarazione è stata sottoscritta da membri del Parlamento dell'Ossezia del Nord e inviata al Presidente russo, al presidente della Consiglio della Federazione e alla Duma di Stato. Il Consiglio di Stato del Daghestan si è espresso in favore della fine della moratoria sulla pena di morte dopo l'attentato terroristico nella città di Kaspiisk […].

 

(Fonti: Interfax News Agency, 17/05/2002)

16 maggio 2002: il Procuratore Generale Vladimir Ustinov, rispondendo ad una domanda sull'attentato terroristico di Kaspiisk, ha affermato: "la legge stabilisce che la pena di morte non venga più applicata nel nostro Paese. Come titolare dell'ufficio di Procuratore generale, mi comporto rispettando la legge. Per quanto riguarda i miei sentimenti, lasciate che li tenga per me".

 

(Fonti: Federal News Service, 16/05/2002)

 

15 maggio 2002: il capo della Chiesa Russa Ortodossa, Patriarca Alexi II, ritiene che la questione della fine della moratoria sulla pena di morte in Russia dovrebbe riguardare i legislatori.  Ha ammesso ai giornalisti di Mosca di capire "quelli che sollevano la questione in relazione al recente atto terroristico a Kaspiisk. La perdita è stata troppo grossa e sono stati uccisi bambini innocenti che accompagnavano una banda musicale dell'esercito". Comunque la Russia ha una moratoria sulla pena di morte e questo significa che "dovrebbe essere seguita", ha detto il Patriarca. "Non c'è dubbio che la decisione relativa alla sua cancellazione dovrebbe essere presa dai deputati", ha detto, aggiungendo che attenderà i risultati di tale esame.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 15/05/2002)

 

13 maggio 2002: il Consiglio di Stato del Daghestan ha deciso di rivolgere un appello al Presidente Putin affinché venga eliminato il bando della pena capitale. "I criminali responsabili di atti terroristici come quello di Kaspiisk non devono aspettarsi alcuna pietà e meritano la morte", ha detto il Presidente del Consiglio di Stato Magomedali Magomedov.

 

(Fonti: WHAT THE PAPERS SAY 14/05/2002)

 

13 maggio 2002: il Consiglio di Stato e l'Assemblea Nazionale del Daghestan chiederanno al Presidente Vladimir Putin e alla Duma di Stato di cancellare la moratoria relativa alla pena di morte. La decisione è stata presa dal Consiglio di Stato in occasione di una sessione speciale convocata in seguito all'azione terroristica di Kaspiisk del 9 maggio. "I criminali che attuano azioni terroristiche come quella di Kaspiisk non hanno diritto alla pietà, ma meritano la sanzione più severa, la pena di morte", ha detto il capo del Consiglio di Stato, Magomedali Magomedov.  Gli ultimi rapporti dicono che 177 persone sono state uccise o ferite il 9 maggio, compresi 72 bambini e 63 soldati. Tra i 42 morti ci sono 12 bambini. Tra i 107 adulti ricoverati in ospedale, 46 sono militari e 61 civili. Altri 43 bambini vengono ancora curati per le ferite riportate.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 13/05/2002)

 

13 maggio 2002: il commissario russo per i Diritti Umani Oleg Mironov ha detto che le azioni terroristiche, per quanto orribili, non possono fornire un argomento per mettere fine in Russia alla moratoria sulla pena di morte. Parlando alla radio Ekho Moskvy, Mironov ha commentato la decisione del Consiglio di Stato del Daghestan di chiedere al Presidente Vladimir Putin di mettere fine alla moratoria sulla pena capitale in relazione all'atto terroristico del 9 maggio a Kaspiysk, nel Daghestan. "Possiamo capire i sentimenti della gente dopo la terribile tragedia", ha detto, “ma la Russia deve assolvere ai suoi obblighi verso il Consiglio d'Europa riguardo l'abolizione della pena di morte. La richiesta del Consiglio di Stato è un atto emotivo, di indignazione. Ma dal punto di vista legale, non può cancellare la decisione della Corte Costituzionale Russa e neanche la stessa Corte Costituzionale può cancellare la propria decisione [di respingere la pena di morte]”, ha detto Mironov.

 

(Fonti: ITAR-TASS monitorata BBC, 13/05/2002)

 

10 maggio 2002: il numero delle vittime dell'attentato terroristico del 9 maggio scorso a Kaspiisk è salito a 39, lo ha reso noto il vice-Ministro della sanità del Daghestan Dzhamalutdin Gasayev. I feriti sono 150. Il governatore della regione di Kemerovo, Aman Tuleyev, ha detto che l'esplosione nella città daghestana è stata l'ennesima azione inumana da parte dei terroristi. La morte di decine di bambini e di adulti è una ragione valida per lo Stato per rendere più dure le leggi contro i terroristi, fino ad imporre la pena di morte, ha affermato Tuleyev.

 

(Fonti: Itar-Tass World Service, 10/05/2002)

 

6 maggio 2002: la Russia voterà a favore dell'abolizione della pena capitale, se tutti gli altri Paesi saranno d'accordo, ha dichiarato alla Interfax il portavoce del Ministro degli Esteri russo Alexander Yakovenko. Il Protocollo 13 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che riguarda la completa abolizione della pena di morte, è stato aperto alla firma il 3 maggio scorso a Vilnius, durante la sessione del Comitato Ministeriale del Consiglio d'Europa. Yakovenko ha sottolineato che "in linea di principio, la Russia è d'accordo con l'idea della totale abolizione della pena di morte, incluse le azioni commesse in tempo di guerra o sotto la concreta minaccia di guerra. Nello stesso tempo, crediamo che una decisione del genere debba essere universale e riguardare tutti gli Stati", ha concluso il portavoce.

 

(Fonti: Interfax, 06/05/2002)

 

25 aprile 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione russa, Sergey Mironov sostiene la pena dell'ergastolo senza possibilità di rilascio condizionale come alternativa alla pena di morte, lo ha affermato in una conferenza stampa tenuta a Mosca al suo ritorno da una sessione del Comitato parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo. Mironov ha fatto notare che una moratoria sulle esecuzioni capitali è in vigore in Russia come una delle condizioni per diventare membri del Consiglio d'Europa. Tuttavia, molti cittadini russi vorrebbero la reintroduzione della pena di morte a causa di un alto tasso di criminalità. Per questa ragione, Mironov pensa che ci siano difficoltà in Russia a comprendere la scala delle priorità dei Diritti Umani. Mironov ha reiterato il suo sostegno alla pena dell'ergastolo senza possibilità di rilascio condizionale come alternativa alla pena di morte, specialmente in considerazione del fatto che, in base ai dati statistici, la pena di morte non porta ad una riduzione del tasso di criminalità.

(Fonti: Rosbusinessconsulting, 25/04/2002)

 

15 aprile 2002: scienziati, scrittori e personalità pubbliche hanno inviato alla Duma di Stato una lettera che fa appello per l'abolizione della pena di morte. Anatoly Pristavkin, già a capo della Commissione Presidenziale sulle Grazie e Consigliere del Presidente, il capo del Gruppo Helsinki di Mosca Lyudmila Alexeyeva, il poeta Andrei Voznesensky, la poetessa Bella Akhmadulina, l'attrice Natalia Fateyeva, l'accademico Alexei Yablokov e il direttore generale del Centro Russo degli scrittori Alexander Tkachenko sono tra i firmatari della lettera, sottoscritta da 40 persone in tutto. Essi si appellano alla Duma di Stato affinché "voti per la ratifica del protocollo 6 della Convenzione Europea sui Diritti umani e legalizzi l'abolizione della pena di morte in Russia". "Nelle attuali circostanze russe, il ritorno alla pena di morte è particolarmente gravido di conseguenze, con il pericolo per i cittadini rispettosi della legge di diventare vittime di indagini scarsamente professionali e poco scrupolose", si legge nella lettera. "Quel che è più importante è rendere la punizione inevitabile, e non più severa, e questa sarebbe una misura efficace contro il crimine", si afferma. Gli autori della lettera fanno riferimento alle statistiche internazionali, che mostrano come "una punizione più dura non abbia mai prodotto un automatico declino dei tassi di criminalità".

 

(Fonti: Interfax News Agency, 15/04/2002)

 

9 aprile 2002: la comunità dei magistrati russi sosterrà l'abolizione della pena di morte. "Tutto il corpo dei magistrati concorda con la posizione del presidente sull'argomento," ha dichiarato alla stampa Vyacheslav Lebedev, Presidente della Corte Suprema russa. Il presidente Vladimir Putin si è opposto recentemente alla reintroduzione della pena di morte in Russia. "La Russia è un membro del Consiglio d'Europa. Quindi non può esserci alcun dubbio sull'argomento", ha detto. Quello della pena capitale è un tema urgente, poiché i processi con giuria partiranno in tutte le regioni russe all'inizio del 2003. [La corte costituzionale aveva stabilito che fin quando la maggioranza delle regioni russe non disponesse di processi con giuria, nessun tribunale avrebbe potuto emettere una condanna a morte].

 

(Fonti: Interfax, Itar-Tass monitorata da BBC, 09/04/2002)

 

7 aprile 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che non abrogherà la moratoria attuale sulla pena di morte. "Per quanto mi riguarda, non ci sarà la pena di morte in Russia", ha detto. In seguito alla crescita del crimine, la pressione pubblica su Putin affinché reintroduca la pena di morte è aumentata. "Alcune forze politiche speculeranno sull'argomento nella prossima Duma ed alle elezioni presidenziali", ha detto Putin. "Poteva essere politicamente vantaggioso annunciare il ritorno alla pena di morte e mi avrebbe sollevato dal problema per diversi anni, lasciandolo ad altri", ha detto, "ma significherebbe imbrogliare le persone ed il Paese", ha aggiunto. Putin ha detto di ritenere che il Governo dovrebbe trovare altre vie efficaci per contrastare il crimine, piuttosto che fare del populismo come annullare il bando relativo alla pena di morte. Ha detto inoltre che la Russia si è impegnata con il Consiglio d'Europa a porre fine alla pena di morte. "La Russia dovrebbe essere un partner affidabile, che assolve integralmente a tutti gli obblighi assunti. Abbiamo agito esattamente in questo modo", ha detto Putin. […]

 

(Fonti: Prime Tass, 08/04/2002)

 

15 marzo 2002: il Consiglio regionale di Rostov ha approvato una risoluzione che chiede di rinunciare alla moratoria sulle esecuzioni capitali.  Dopo una breve discussione i deputati hanno votato la risoluzione all'unanimità. La moratoria dovrebbe essere invalidata alla luce delle tensioni nel Caucaso del Nord. “Occorre prendere in considerazione che la situazione criminale nel Nord del Caucaso è assolutamente diversa dalla situazione in Siberia”, ha detto il Primo Vice Presidente del Consiglio Nikolai Belyaev. In un messaggio precedente, anche la legislatura di Krasnodar aveva chiesto al Presidente Vladimir Putin di cancellare la moratoria.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 15/03/2002)

 

13 marzo 2002: oltre 100 personalità russe, tra cui il campione mondiale di scacchi Anatoly Karpov e il Premio Nobel Zhores Alfyorov, hanno rivolto un appello al Presidente Vladimir Putin per la reintroduzione della pena di morte.

 

(Fonti: Herald Sun, 14/03/2002)

 

13 marzo 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha reiterato la sua ferma opposizione alla pena di morte. Putin ha promesso di fare tutto quello che è in suo potere per impedire l'invalidazione della moratoria sulla pena capitale. “Coloro che speculano sul ritorno alle esecuzioni, stanno cercando di guadagnare punti in più nella lotta politica", ha detto Putin. “Questo è un approccio populista al problema”, ha detto ancora Putin, parlando nel corso della sua visita alla sede dell'Izvestia in occasione dell'ottantacinquesimo anniversario del quotidiano. "Abolire la moratoria delle esecuzioni non ha senso. Sollevare la questione in questi termini potrà incrementare il punteggio politico di qualcuno, ma non ostacolerà il crimine", ha detto Putin. Occorre "un lavoro duro, intenso" per eliminare il crimine, "la rinascita dell'economia del Paese, lo sradicamento della povertà, un lavoro nell'educazione e un coerente rafforzamento delle forze di polizia", ha detto ancora Putin. "Alcune persone useranno la questione della pena di morte per ogni tipo di elezioni". Alla domanda circa la possibilità di un servizio alternativo [al servizio militare], Putin ha risposto che i cittadini russi devono poter scegliere. "Nessuno ha il diritto di speculare su questo argomento", ha detto ancora Putin.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 13/03/2002)

 

13 marzo 2002: la Duma di Stato ha respinto l'appello al Presidente Putin, preparato dal Partito Liberaldemocratico, affinché si rinunci alla ratifica del Protocollo n°6 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che bandisce la pena capitale. Solo 33 parlamentari hanno sostenuto l'iniziativa del partito liberaldemocratico, mentre i voti contrari sono stati 122. I Liberaldemocratici hanno insistito sul fatto che la moratoria delle esecuzioni capitali non serve gli interessi della Russia. La maggior parte dei membri della Duma non ha votato affatto e non c'è stata discussione generale. Solo Nikolai Kolomeitsev, un deputato comunista, si è chiesto perché la Duma dovesse votare su di un protocollo che non ha mai ratificato.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 13/03/2002)

 

6 marzo 2002: Boris Yefimovich Nemtsov, leader del partito russo "Unione delle Forze di Destra" (SPS), intervenendo ad una conferenza stampa presso la Casa Centrale dei Giornalisti, ha dichiarato: "la Duma dibatte costantemente se gli spacciatori di droga debbano essere impiccati o condannati a vita. La sua immaginazione non si spinge oltre. Il problema risiede altrove: è necessario un lavoro di educazione elementare, perché il mercato della droga, sebbene criminale, segue le leggi di mercato. C'è domanda e offerta, sia la domanda che l'offerta sono criminali. I legislatori dicono, 'basta giustiziare [gli spacciatori]e non ci sarà più l'offerta'. Sbagliato. I prezzi saliranno e crescerà il rischio. In Florida gli spacciatori vengono giustiziati. Eppure l'abuso di droga è maggiore in Florida che in Massachusetts, dove gli spacciatori non finiscono sulla sedia elettrica. Occorre mandare alla gente un messaggio completamente diverso. Bisogna dire: 'Cittadini, siete liberi di usare le droghe, naturalmente proverete euforia, ma dopo l'euforia verrà la sindrome d'astinenza, l'impotenza e la morte'. Il messaggio deve essere molto elementare e chiaro. Allora, forse, i giovani non cadranno nell'abuso di droga così facilmente. Sfortunatamente, non molto viene fatto a questo proposito, non c'è niente altro che parole".

 

(Fonti: Federal News Service, 06/03/2002)

 

1 marzo 2002: il Presidente del Comitato Legislativo della Duma di Stato, Pavel Krasheninnikov, durante una conferenza stampa ha dichiarato: "Abbiamo previsto un dibattito a marzo, ma lo posporremo a una data successiva." Secondo Krasheninnikov, il rinvio è attribuibile al recente appello da parte dei membri della Duma, rivolto al Presidente Putin, affinché venga abbandonata la moratoria delle esecuzioni.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 01/03/2002)

 

21 febbraio 2002: Alexei Gromov, portavoce del Presidente russo Vladimir Putin, ha detto ai giornalisti che la posizione di Putin sulla pena di morte non è cambiata. Gromov ha nuovamente citato la dichiarazione di Putin sulla questione, resa durante l'incontro con i funzionari dell'ufficio del Procuratore Generale lo scorso 11 febbraio.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 21/02/2002)

 

20 febbraio 2002: il Presidente Vladimir Putin ha incontrato il leader del gruppo dei Deputati del Popolo alla Duma di Stato Gennady Raikov.  Raikov ha sollevato la questione della pena capitale, richiamando l'appello al Capo dello Stato approvato dalla Duma, che gli chiede di sospendere la ratifica del protocollo 6 [sull'abolizione della pena capitale]. Putin ha sottolineato la necessità "di considerare e discutere ogni cosa molto attentamente" prima di sottoporre il protocollo per la ratifica. Raikov ha detto al Presidente che, secondo lui, "il Parlamento russo non ratificherà il protocollo 6 nel prossimo futuro".

 

(Fonti: Itar-Tass, 20/02/2002)

 

18 febbraio 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha confermato la sua posizione sull'uso della pena capitale e sottolineato di essere a favore della sua abolizione. Il Capo di Stato russo lo ha detto nel corso di un colloquio al Cremlino con il leader dell'Unione delle Forze di Destra Boris Nemtsov. Secondo Nemtsov, in questa situazione il capo dello Stato "non vuole fare pressioni sulla Duma e spera che i legislatori riescano a risolvere la situazione da soli".

 

(Fonti: Itar-Tass, 19/02/2002)

 

18 febbraio 2002: il Presidente del Consiglio della Federazione russa, Sergei Mironov, si è espresso a favore di una ratifica del protocollo n° 6 della Convenzione Universale sui Diritti umani, che abolirebbe la pena di morte, il più rapidamente possibile. "Ho creduto, in passato, che questa pena dovrebbe essere applicata ai criminali che hanno commesso omicidi a sangue freddo con circostanze aggravanti, come omicidi di bambini. Comunque, ho cominciato a pensare che il carcere a vita non sia una punizione più lieve", ha detto Mironov.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 18/02/2002)

 

18 febbraio 2002: alcuni analisti del Dipartimento Presidenziale per le leggi dello Stato hanno affermato che il Presidente russo non ha il potere di sospendere la moratoria sulla pena capitale, ricordando che il blocco delle esecuzioni fu deliberato dalla Corte Costituzionale. Vladimir Kartashkin, capo della commissione del Cremlino per i diritti umani, ha detto che la Corte Costituzionale potrebbe, "per qualche ragione", considerare l'abolizione della moratoria e che "esistono dei meccanismi legali a questo scopo". Comunque, Kartashkin ha detto di sperare che la Corte Costituzionale non voglia rivedere la decisione circa la moratoria. "Tutti, anche il Presidente, devono conformarsi a questa decisione. La Costituzione è la legge suprema e i giudici costituzionali sono i soli interpreti della legge", ha detto Kartashkin, esprimendo anche il suo appoggio alle opinioni espresse dagli esperti legali del Cremlino sul fatto che il Presidente non sia autorizzato a rimuovere la moratoria. "Spero che l'appello della Duma non abbia effetto sulla decisione del Presidente di abolire la pena di morte”, ha detto Kartashkin, aggiungendo di essere contrario alla pena di morte. Innanzi tutto, "la Russia deve confermare i suoi impegni internazionali", ha detto Kartashkin, in secondo luogo, "durante tutta la sua storia, la Russia ha più di una volta reso più severe le sue pene e messo a morte i criminali, ma questo non ha prodotto nessun buon risultato".

 

(Fonti: Interfax News Agency, Itar-Tass, 18/02/2002)

 

16 febbraio 2002: la Chiesa Ortodossa russa vede con favore un prolungato dibattito sull'abolizione della pena di morte in Russia.
Da un lato, "la Chiesa accoglie con favore i passi intrapresi dalle autorità di Stato per limitare o abolire la pena di morte, invece che applicarla, poiché spesso la pena di morte priva una persona ribelle della possibilità di pentirsi e rende un errore giudiziario irreparabile", ha detto Padre Chaplin, “d'altra parte”, ha proseguito l'arciprete, "la società deve poter decidere liberamente sulla pena di morte, partendo dallo stato della società e dal rispetto delle leggi e dai sistemi giuridici", e "gli interessi dei membri onesti della società e le vite e la sicurezza delle persone che possono cadere vittime del crimine non devono essere ignorati", ha notato Padre Chaplin.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 16/02/2002)

 

16 febbraio 2002: la Vice Presidente della Corte Costituzionale russa Tamara Morshchakova ha descritto l'appello della Duma di Stato al presidente Putin per l'abbandono della moratoria delle esecuzioni capitali una misura populista. Secondo il giudice, i deputati hanno votato a favore al solo scopo di non perdere favori elettorali in vista delle prossime elezioni della Duma. Morshchakova ha anche sottolineato che la Russia è stata ammessa al Consiglio d'Europa a condizione di dichiarare la moratoria delle esecuzioni. Per permettere la più dura delle condanne, la Russia dovrebbe cambiare la Costituzione, il che, secondo la Morshchakova non è un obiettivo attualmente realizzabile.

 

(Fonti: Ekho Moskvy radio, monitorata dalla BBC, 16/02/2002)

 

15 febbraio 2002: Sergey Yushenkov, deputato indipendente alla Duma di Stato, ha detto di credere che l'appello della Duma al Presidente volto a sospendere la moratoria delle esecuzioni capitali "è ispirato dal Cremlino". Il parlamentare ha affermato di essere giunto a questa conclusione dopo aver esaminato i risultati del voto palese dei suoi colleghi sulla questione. “Primo, l'iniziativa è partita da una delle quattro coalizioni pro Presidente della Duma - il gruppo dei 'Deputati del Popolo'. Secondo, i risultati del voto di questi quattro gruppi pro Cremlino sono davvero sintomatici", ha detto Yushenkov ai giornalisti, sottolineando che solo una minoranza del gruppo Unità (36 persone) ha votato contro l'appello, che di fatto chiede l'abolizione della moratoria delle esecuzioni, mentre la maggior parte (44 deputati) ha preferito non votare affatto.  Per quanto riguarda i gruppi di Madrepatria, Regioni della Russia e Deputati del popolo, il 99% dei loro membri si è espresso a favore del ripristino di questo tipo di pena, ha detto il parlamentare. Questo dimostra che "le coalizioni pro Cremlino non sono controllabili, il che è molto difficile da credere, o che l'appello odierno al Presidente è stato ispirato dal Cremlino stesso", ha dichiarato Yushenkov.

 

(Fonti: Interfax news agency, 15/02/2002)

 

15 febbraio 2002: commentando il recente appello rivolto da membri della Camera al Presidente Putin, il ministro russo della giustizia, Yuriy Chayka, si è detto contrario alla sospensione dell'attuale moratoria delle esecuzioni capitali. Chayka ha citato le recenti affermazioni di Putin secondo cui scovare gli autori dei crimini è più importante che usare la pena di morte.

 

(Fonti: Interfax news agency, monitorata da BBC, 15/02/2002)

 

15 febbraio 2002: la Duma ha approvato un appello del Presidente Putin con 266 voti contro 85. L'appello ritiene prematura la ratifica del Sesto Protocollo della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che abolisce la pena di morte. Infatti, i membri del parlamento vorrebbero che il Presidente togliesse la moratoria delle esecuzioni attualmente in atto in Russia.

 

(Fonti: Itar-Tass, 15/02/2002)

 

15 febbraio 2002: la Duma di Stato russa ha rivolto un appello al Presidente Vladimir Putin, promosso da Arkady Paskayev del gruppo parlamentare dei 'Deputati del Popolo', nel quale si afferma che è ancora troppo presto per "la ratifica del Protocollo numero 6 della Convenzione per il rispetto dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali del 28 aprile 1983" [che riguarda l'abolizione della pena di morte e che dovrebbe essere approvato in marzo]. Nel suo appello, la Duma fa riferimento alle "numerose richieste" da parte del popolo di riprendere l'applicazione della pena di morte.  "Non si può ignorare la volontà popolare, che non sostiene l'abolizione della pena di morte, per gl'interessi di politica estera". L'appello è stato approvato con 266 voti a favore e 85 contrari, mentre era richiesta una maggioranza di 226 voti. I deputati chiedono al Presidente Putin anche di finalizzare e presentare al Parlamento la legge per l'istituzione delle giurie popolari. Intanto il Presidente russo, parlando ad una sessione aperta dell'ufficio del Procuratore Generale l'8 febbraio scorso, ha lanciato un appello alle forze di polizia perché assicurino l'inevitabilità della punizione per i criminali; ma nello stesso discorso, si è anche espresso contro leggi più dure e contro il ritorno all'applicazione della pena di morte.

 

(Fonti: Interfax News Agency, 15/02/2002; Russian Press Digest, 15/02/2002; Russian Press Digest, 18/02/2002)

 

14 febbraio 2002: il Governatore della regione di Novgorod, Mikhail Prusak ha affermato che l'abolizione piena della condanna a morte è prematura in Russia. Prusak, pur comprendendo la posizione del Presidente Putin, che si è espresso a favore di una condanna irreversibile, ma contro la pena di morte, ha affermato che "ci sono crimini per i quali la pena di morte è necessaria".

 

(Fonti: INTERFAX NEWS AGENCY, 14/02/2002)

 

11 febbraio 2002: la pena di morte dovrebbe essere reintrodotta in Russia e le esecuzioni dovrebbero essere pubbliche, Vladimir Zhirinovsky, leader del LDPR, ha dichiarato in una tavola rotonda intitolata "l'abolizione della moratoria sulla pena di morte". "Se fucilassimo 5 o 6.000 persone, il numero dei crimini calerebbe. Dobbiamo far fuori i criminali, in modo che le altre persone vedano e non facciano lo stesso", ha detto il vice portavoce della Duma di Stato. Secondo Zhirinovsky la Russia non sarebbe dovuta entrare nel Consiglio d'Europa. "Non è né un'organizzazione politica né economica. Stiamo soltanto sprecando soldi", ha detto. Zhirinovsky, sottolineando che la Russia spende annualmente 25 milioni di dollari per i suoi detenuti. “Questi soldi potrebbero essere spesi per i bambini senza famiglia”, ha aggiunto.

 

(Fonti: Ros Business Consulting, News, 11/02/2002)

 

11 febbraio 2002: il Presidente russo Vladimir Putin ha richiamato i magistrati russi per aver consentito a migliaia di criminali violenti di essere a piede libero e ha detto loro di aumentare le condanne per i crimini gravi. "Quale è il senso della sanzione dura se il sistema legale non è in grado di renderla inevitabile?", ha detto Putin, il quale in un dibattito pubblico incentrato sul futuro della pena di morte ha comunque ribadito di essere favorevole all'eliminazione della pena capitale, un provvedimento che porterebbe la Russia in linea con l'Europa. Putin, che considera una priorità l'integrazione della Russia in Europa, è attento al dibattito parlamentare che in marzo dovrebbe decidere se tradurre in pratica le assicurazioni russe al Consiglio d'Europa circa l'eliminazione della pena capitale.

 

(Fonti: Reuters, Interfax, 11/02/2002)

 

9 febbraio 2002: Vladimir Kalamanov, inviato presidenziale sui Diritti Umani in Cecenia, ha espresso sentimenti contrastanti sull'abolizione della pena di morte in Russia. "Il bando della pena di morte è per la Russia una strada verso il mondo civile", ha detto Kalamanov in una intervista. "D'altro canto, come persona che comprende il dolore della gente che ha perso i propri cari perché uccisi da maniaci, penso che i criminali debbano essere puniti adeguatamente", ha detto Kalamanov. "Nel decidere sull'abolizione della pena di morte, lo Stato deve innanzi tutto fornire condizioni di sicurezza per la società", ha affermato. “Ora che il numero di reati gravi in Russia sta aumentando, la totale revoca della pena di morte, che è la spada di Damocle che può fermare un potenziale omicida, potrebbe provocare dissenso nella società”, ha detto Kalamanov.

 

(Fonti: Interfax, 09/02/2002)

 

8 febbraio 2002: il Governo russo sta facendo fronte alla crescente domanda di reintrodurre la pena di morte dopo cinque anni di moratoria. La campagna è condotta da accademici, generalmente considerati all'estremo più liberale dello spettro politico. Il movimento sembra aver ottenuto un ampio sostegno pubblico. I sondaggi indicano che molti russi credono che il Paese non sia pronto per l'eliminazione della pena capitale. Secondo questi sondaggi, la maggioranza delle persone pensa che l'attuale moratoria sulla pena capitale abbia solo aggravato la già grave situazione criminale. Il dibattito è stato rilanciato da una serie di gravi crimini. Un sondaggio pubblicato il 29 gennaio mostra che l'89 % dei moscoviti rivuole la pena capitale. Tra gli ufficiali di polizia questa percentuale è del 96 % e tra gli ex detenuti del 100%. Una nuova campagna per reintrodurre le esecuzioni è stata lanciata da Vladimir Dobrenkov, preside della facoltà di sociologia presso l'università statale di Mosca, in seguito all'omicidio di sua nipote Maria, 21 anni, e del fidanzato Alexander Panakov, 19 anni, il 30 dicembre 2001. “Il numero degli omicidi in Russia è esploso dopo la sospensione della pena di morte”, ha sostiene Dobrenkov. “Nel 2001 si sono verificati in Russia 29.000 omicidi”. I sostenitori di Dobrenkov citano esempi stranieri, in particolare gli USA, dove la pena capitale ancora esiste in quasi un terzo degli Stati. Non c'è ancora stata alcuna risposta ufficiale all'appello di Dobrenkov, ma le sue dichiarazioni sono state riportate con evidenza dalla televisione ufficiale russa RTR, che ha segnalato un riscontro ufficiale positivo. Gli oppositori della pena di morte sostengono che le autorità si sono preoccupate solo dopo che le vittime del crimine hanno raggiunto cifre molto alte. Gli attivisti per i Diritti Umani in Russia dicono che sia importante per il Paese adeguare la legislazione di casa agli standard internazionali. I funzionari russi dicono che non ci sono state esecuzioni dall'agosto 1996 e che il Paese manterrà la moratoria sulla pena capitale. Ma l'amministrazione del presidente Putin sta adesso registrando un aumento dell'allarme pubblico.

 

(Fonti: Global Information Network, IPS Newsfeed, 08/02/2002)

 

8 febbraio 2002: la commissione per la legislazione della Duma ha raccomandato alla Camera Bassa del parlamento russo la ratifica del Sesto Protocollo alla Convenzione dei Diritti Umani del Consiglio d'Europa per l'abolizione della pena di morte in condizioni di pace, ha detto ai giornalisti Pavel Krasheninnikov, a capo della commissione. Secondo la sua informazione, la Duma discuterà l'argomento in marzo. "Comunque tenteremo di sottoporre al parlamento il Sesto Protocollo e i corrispondenti emendamenti al Codice Penale prima di quella data", ha detto. Krasheninnikov ha parlato del bisogno di "formare pubblica opinione" sul tema dell'abolizione della pena di morte e ha spiegato che la Duma adotterebbe solo una risoluzione formale, poiché in Russia c'è già una moratoria di fatto sulle esecuzioni capitali. Allo stesso tempo Krasheninnikov ha ammesso che ci sono forze politiche che avversano l'abolizione della pena di morte nel diritto russo e che "tanto resta da fare" per garantire la ratifica del Sesto Protocollo.

 

(Fonti: Itar-Tass, 08/02/2002)

 

8 febbraio 2002: la Duma di Stato russa ha indirizzato un appello al presidente Vladimir Putin contro il possibile bando della pena di morte. Gennady Raikov, leader del gruppo People's Deputy, ha detto alla Interfax che il gruppo ha presentato al meeting del consiglio di Duma del 12 febbraio l'appello che definisce prematura la ratifica del sesto Protocollo che bandisce la pena di morte. Ha nettamente dissentito dal Ministro della Giustizia Yuri Chaika che si è recentemente espresso in favore della rapida approvazione del protocollo dopo aver visitato l'isola di Ognenny nella regione del Vologda con una numerosa delegazione di membri della Duma. L'isola è la sede della prigione per pericolosi criminali la cui condanna a morte è stata commutata in ergastolo. Raikov, che è inoltre a capo del People's Party of Russia, ha dichiarato "restiamo sostenitori della pena di morte, inoltre suggeriamo che la pena capitale venga applicata a chi è legato a reati di droga”. Alexander Belousov, vice capo del People's Deputy, che ha visitato Ognenny con Chaika, ha detto all'Interfax che la maggioranza dei membri della delegazione ha trovato non convincenti gli argomenti del Ministro a favore dell'eliminazione della pena di morte. Ha detto che tra i 18 membri della Duma che hanno visitato l'isola soltanto due, Sergei Kovalyov e Alexander Barannikov, entrambi della Union of Right Forces, appoggiano la ratifica del protocollo. Un altro membro, Viktor Cherepkov, era indeciso, mentre gli altri hanno giudicato il provvedimento prematuro. "Ciò che abbiamo visto ci ha reso ancora più convinti che la pena di morte non dovrebbe essere bandita adesso. Non è soltanto la nostra opinione, ma a giudicare dai sondaggi è l'opinione della maggioranza della popolazione", ha detto. “Se la ratifica del Sesto Protocollo venisse votata alla Duma, l'opposizione di sinistra, il Fatherland-All Russia, il People's Deputy e probabilmente parte dell'Unity non la sosterrebbero”, ha detto Belousov.

 

(Fonti: Interfax, 08/02/2002)

 

6 febbraio 2002: lo scrittore Anatoly Pristavkin, consigliere del Presidente russo Putin sulle questioni legate alla grazia, spera che la Russia "esca presto dalla vergognosa lista" dei Paesi che praticano le esecuzioni. "La Duma di Stato ha già dalla sua un certo sostegno a favore della ratifica del Sesto Protocollo del Consiglio d'Europa, il quale ci obbligherebbe a non giustiziare. I deputati concretizzeranno questo loro orientamento in primavera", ha dichiarato Pristavkin in un'intervista alla Izvestia. Circa la posizione del Presidente sull'argomento, il consigliere ha dichiarato: "il Presidente mi ha detto di essere contro le esecuzioni, come sempre". Pristavkin ha detto di voler istituire un comitato di esperti allargato agli ex membri della Commissione Presidenziale sulla grazia.

 

(Fonti: Interfax News Agency, Daily News Bulletin, 06/02/2002)

 

5 febbraio 2002: Sergey Mironov, portavoce del Consiglio della Federazione [la Camera Alta del Parlamento russo] ha espresso il suo sostegno alla moratoria sulla pena di morte. Ha definito la pena di morte "un anacronismo". "Emotivamente capisco chi pensa che la cancellazione della pena di morte sia impossibile, comunque penso che un ergastolo senza via d'uscita sia più spaventoso che l'uccisione del criminale, che porta via il bene più sacro: la vita umana", ha concluso Mironov.

 

(Fonti: Rosbusinessconsulting, News, 05/02/2002)

 

4 febbraio 2002: Anatoly Pristavkin, scrittore eminente e consigliere presidenziale sulle questioni legate alla grazia, si è espresso categoricamente contro un referendum nazionale sulla reintroduzione della pena di morte in Russia. La società russa "non ha imparato a perdonare, vuole uccidere e approva largamente la pena di morte," ha dichiarato Pristavkin in una conferenza stampa a Mosca. "Se non ci opponiamo all'introduzione della pena di morte, la società lo apprezzerà", poiché "siamo circondati da criminali senza speranza, e ciascuno si sente in pericolo fuori", ha sottolineato Pristavkin. “Comunque”, ha detto, “non si dovrebbero seguire alla cieca questi comprensibili sentimenti. Ci sono molti giudici incompetenti in Russia e vengono commessi molti errori giudiziari", ha detto il consigliere presidenziale. Con l'introduzione in Russia della pena di morte, "la politica giocherà un ruolo più importante della legge", e la pena di morte sarà usata per "eliminare testimoni". Lo scrittore ha citato dati statistici, secondo i quali il numero dei delitti gravi è diminuito dopo che la moratoria sulla pena di morte è stata imposta in Russia. Dal 1990 al 1995 il numero annuale degli omicidi era di 30.000 e dopo l'adozione della moratoria si è scesi a 28.000. "Tutti sanno che la pena di morte non influisce sui tassi di criminalità", ha detto Pristavkin.

 

(Fonti: Interfax News Agency , Daily News Bulletin, 04/02/2002)

 

1 febbraio 2002: molti deputati della Duma appartenenti alla coalizione che sostiene il Presidente sostengono la reintroduzione della pena di morte. Il leader del gruppo People's Deputy, G