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Gruppi
non-profit che si oppongono alla pena capitale stanno
sviluppando tattiche coraggiose e possono contare su donatori
nuovi e vincenti per portare avanti la lotta per l’abolizione
della pena di morte o per ottenere una limitazione della sua
applicazione. Il loro lavoro è attualmente facilitato
dall’enorme pubblicità data recentemente a diversi casi in cui
detenuti sono stati rinchiusi per anni nel braccio della morte e
poi esonerati in seguito al test del DNA o altre prove. Inoltre,
questi gruppi stanno attirando attenzione su un sempre crescente
numero di studi che dimostrano che la pena capitale viene
applicata in modo razzista, soprattutto nei confronti dei neri e
degli ispanici e soprattutto quando sono coinvolte vittime di
razza bianca.
Gli
sviluppi recenti sono stati utili nel persuadere un piccolo ma
crescente numero di fondazioni e donatori importanti ad utilizzare
il loro denaro in questa crociata politica ed emozionante. Molti
sono piccoli e poco conosciuti, come la Paul Green Foundation
di Chapel Hill (Carolina del nord), ma altri sono del calibro
dell’Open Society Institute, una fondazione di New York
creata dal filantropo George Soros che dispone di un attivo di 300
milioni di dollari.
Oggi
i gruppi che elargiscono donazioni a progetti sulla pena di morte
sono il doppio rispetto a sei anni fa. Membri del Funders
Collaborative for Alternatives to the Death Penalty hanno
donato lo scorso 2,8 milioni di dollari per portare avanti tali
programmi e sono alla continua ricerca di “colleghi” pronti ad
unirsi alla loro causa.
Segnali di cambiamento
Questi
gruppi non-profit sono spronati dal fatto che sembra che le
cose stiano cambiando. Diann Rust-Tierney, direttore del progetto
pena capitale dell’ACLU [l’associazione americana per le
libertà civili, N.d.T.] dice: “non è più come prima,
quando la gente diceva ‘sono con voi, ma le cose non cambieranno
mai’”.
In
base ad un sondaggio Gallup, la percentuale di americani
che lo scorso anno si sono dichiarati a favore della pena capitale
è scesa al 66%, la più bassa da 19 anni a questa parte. In
Illinois, dove dal 1977 in poi, da quando è stata reintrodotta la
pena capitale nello Stato, le persone liberate dal braccio della
morte perché riconosciute innocenti sono state di più di quelle
giustiziate, il Governatore repubblicano George H. Ryan ha imposto
una moratoria sulle esecuzioni lo scorso anno per permettere ad
una apposita commissione di studiare perché sono stati fatti così
tanti errori. E la
lista di coloro che criticano la pena di morte si sta gonfiando ed
include il Rev. Pat Robertson e il commentatore George Will.
Le
organizzazioni che sostengono la pena di morte hanno dichiarato
che è particolarmente difficile raccogliere denaro nel clima
attuale.
Erin
Grant, portavoce
della Washington Legal Foundation, sostenitrice della pena
di morte da anni, ha detto che la fondazione ha persino smesso di
dichiarare ufficialmente la sua posizione per timore che questo
impedisca di raccogliere denaro per altre attività.
[…]
Bisogno
di un’analisi critica
I
rappresentanti di Justice for All, un gruppo di Houston fra
i più importanti e accaniti sostenitori della pena di morte,
dicono di non avere dipendenti stipendiati e di fare fatica a
trovare i 30.000 dollari necessari ogni anno, la maggior parte dei
quali provengono da donazioni private.
Dianne
Clements, che fondò il gruppo nel 1993 dopo che il figlio
tredicenne fu ucciso da un altro ragazzo, dice che la sua
organizzazione non ha mai chiesto soldi alle fondazioni, ma che il
successo del gruppo potrebbe aiutarla a convincere qualche
donatore importante a sostenere gli sforzi della sua
organizzazione, che includono dichiarazioni contro una qualsiasi
moratoria sulle esecuzioni e sui tentativi di escludere
l’imposizione della pena di morte su alcuni tipi di criminali,
come ad esempio le persone affette da ritardo mentale.
“C’è
un estremo bisogno di un’analisi critica sulle dichiarazioni che
vengono rilasciate dalle organizzazioni e dagli individui che si
oppongono alla pena di morte”,
ha detto la signora Clements. “Non riusciremo mai ad avere un
sistema equo fino a quando non si discuterà davvero di tutto”.
Jan
C. Miller, fondatrice e presidente di un’organizzazione simile a
Justice for All conosciuta come Citizens Against
Homicide con sede a San Rafael in California,
dice di non aver illusioni e che sarà sempre più
difficile trovare donatori data la stretta associazione del gruppo
con la morte, l’omicidio e il dolore. Con un budget di
meno di 50.000 dollari all’anno, il gruppo aiuta le forze di
polizia e i procuratori a far sì che i sospettati di omicidio
vengano processati, aiuta i famigliari delle vittime a comprendere
il sistema di giustizia penale, incoraggia i suoi membri a
scrivere lettere chiedendo l’esecuzione dei condannati e
testimonia negativamente alle udienze per la clemenza. La signora
Miller, la cui figlia venne assassinata nel 1984 e il cui omicida
non è mai stato trovato, dice che il lavoro svolto dalla sua
associazione è estremamente importante, ma anche molto negativo.
Scienza
e statistiche
Coloro
che si oppongono alla pena capitale hanno avuto non poche
difficoltà fino ad ora a trovare persone e gruppi disposti a
donare denaro. Ma con gli studi fatti di recente e le nuove
statistiche le cose dovrebbero diventare sempre più semplici,
almeno in termini di diritti civili, se non in termini di morale.
[…]
Nonostante
la maggior parte degli attivisti siano spinti da convinzioni
morali e siano convinti che non è accettabile togliere la vita a
chicchessia, indipendentemente dalle circostanze, il loro
messaggio si sta lentamente modificando e sta puntando di più sul
rischio di mandare a morire persone innocenti.
“Sembra
che questo ci aiuti maggiormente ad ottenere consensi per una
moratoria, che è ciò che crediamo ci possa aiutare ad ottenere
in seguito l’abolizione totale della pena capitale”,
ha detto Steven W. Hawkins direttore della NCADP [la coalizione
nazionale americana che si batte per l’abolizione della pena di
morte, N.d.T.] che ha sede a Washington. Il suo gruppo ed altri
stanno lavorando Stato per Stato affinché vengano presentati ed
approvati Disegni di Legge a favore di una moratoria.
Secondo
Richard C. Dieter, direttore del Death Penalty Information
Center di Washington, quest’anno 19 Stati hanno considerato
o stanno considerando Disegni di Legge
per l’introduzione di una moratoria o per l’abolizione
della pena di morte.
Attualmente
l’Illinois è l’unico Stato che ha in atto una moratoria, ma
il signor Hawkins ritiene che presto altri Stati seguiranno il suo
esempio. “Non possiamo vivere in una società dove vengono
giustiziate persone innocenti ed è questo che fa capire alla
gente che bisogna cambiare”.
Trovare
fondazioni
[…]
Michael
S. Joyce, presidente della Lynde and Harry Bradley Foundation
di Milwaukee, dice che le fondazioni conservatrici come la sua si
sentono abbastanza tranquille. “Non credo sia un argomento
che coinvolgerà molto l’attività di una fondazione, a parte i
gruppi che si oppongono alla pena di morte”, dice.
I
membri del Funders Collaborative for Alternatives to the Death
Penalty e altri sperano invece che molti loro “colleghi”
decideranno di impegnarsi.
“Si
può non essere d’accordo sulla questione morale, ma non si può
non essere d’accordo sul fatto che c’è qualcosa di
terribilmente sbagliato nel modo in cui la pena di morte viene
applicata attualmente nel nostro Paese”,
ha detto Neil A. Stanley della Public Welfare Foundation di
Washington.
L’Arca
Foundation, una fondazione famigliare di Washington, lo scorso
giugno ha organizzato un convegno per attirare attenzione sul
problema, al quale hanno partecipato 50 donatori e leaders
delle varie fazioni del movimento contro la pena di morte.
In
seguito a quel convegno è nato il Death Penalty Mobilization
Fund, con base alla Tides Foundation di San Francisco.
Contrariamente a molte altre fondazioni che assegnano denaro
soltanto un paio di volte all’anno, questo Fund elargisce
fondi su base mensile per cose tipo le pubbliche relazioni in
sostegno di un particolare detenuto o per inviare membri ad
incontri governativi.
I
beneficiari delle donazioni vengono scelti nel corso di conferenze
che si svolgono ad intervalli regolari. Il fondo ha iniziato la
propria attività in novembre, ricevendo donazioni per 108.000
dollari da privati, di cui 61.000 sono già stati elargiti.
Betsy
Fairbanks, direttore del Fund for Nonviolence di Santa Cruz,
California, dice che grazie alle donazioni del Mobilization
Fund è stato possibile portare avanti diversi progetti.
[…]
Anche
ProTex: Network for a Progressive Texas di Austin ha
ricevuto 100.000 dollari da due sovvenzionatori lo scorso anno,
cioè la Public Welfare Foundation e l’Open Society
Insitute. Il denaro era stato richiesto per assumere un
sostenitore che coordinasse il lavoro degli organizzatori in tutto
lo Stato, i quali spingono per ottenere una moratoria sulle
esecuzioni e altre riforme al sistema penale.
La
Z. Smith Reynolds Foundation di Winstom-Salem, Carolina del
nord, lo scorso anno ha assegnato 75.000 dollari alla People of
Faith Against the Death Penalty, un’organizzazione religiosa
di Chapel Hill che cerca di ottenere una sospensione di tutte le
esecuzioni nello Stato e di determinare se la pena di morte viene
applicata in modo equo.
L’associazione
Murder Victims’ Families for Reconciliation, un gruppo di
Cambridge, Massachusetts, che incoraggia i famigliari delle
vittime a schierarsi contro la pena capitale, ha visto il proprio
budget triplicarsi negli ultimi due anni, fino ad arrivare a
220.000 dollari, grazie in parte al denaro elargito dalle
fondazioni. Ma Robert Renny Cushing, ex legislatore del New
Hampshire che è a capo del gruppo, dice che c’è bisogno di
ancora più fondi. “Potrei darvi l’elenco delle fondazioni
che non ci hanno donato alcunché, ed è triste”.
Principi
guida
L’aumento
delle donazioni si deve ad uno sforzo fatto nel 1999 da Susan R.
Clark, direttore della Columbia Foundation di San
Francisco, e Tanya E. Coke, che dirige l’Open Society’s
Gideon Project, che elargisce donazioni al fine di migliorare
l’amministrazione della giustizia.
Insieme
alla J. Roderick MacArthur Foundation di Niles, Illinois,
le donne organizzarono un meeting cruciale nel corso del quale
definire una strategia, al quale vennero invitati relatori del
movimento antitabacco, del movimento gay e lesbiche e del
movimento per il controllo delle armi, sforzi che hanno “reso
possibili miglioramenti nei convincimenti dell’opinione
pubblica”.
I
partecipanti al meeting definirono 4 punti fondamentali su cui
basare il proprio lavoro:
-
le campagne dovrebbero puntare sulla questione della
giustizia: la pena di morte, così come applicata, viola i
basilari diritti umani e civili;
-
la strada da seguire per il cambiamento è nell’ambiente
politico, e non all’interno dei tribunali, e pur non
potendo le fondazioni elargire donazioni per esercitare pressione
su una parte specifica dei legislatori, esse possono però dare
sostegno generale alla causa, nonché stipendiare del personale
che lavori a questo scopo, svolgere corsi per la formazione
professionale degli addetti al movimento;
-
i gruppi non-profit dovrebbero intraprendere
campagne al fine di ottenere dei cambiamenti immediati, come
l’abolizione della pena di morte per i criminali minorenni, o
l’introduzione di leggi che diano accesso al test del DNA anche
dopo la condanna;
-
il movimento ha bisogno di volti nuovi e importanti in
grado di accattivarsi la simpatia dell’opinione pubblica.
[…]
Importanti
regali da privati
Oltre
alle fondazioni, il movimento contro la pena di morte ha inziato
ad attrarre l’attenzione di importanti donatori privati.
Arwen
Bird, una filantropa di Portland, Oregon, che lo scorso anno ha
donato 60.000 dollari per sostenere gli sforzi per ottenere
l’abolizione della pena di morte nello Stato,
dice che anche importi di denaro relativamente piccoli
possono comunque fare una grossa differenza, specialmente perché
adesso l’opinione pubblica sembra essere più aperta al
dibattito sulla pena di morte rispetto al passato.
[…]
Bobby
Muller, presidente della Vietnam Veterans of America Foundation
e sua moglie, Solange, il cui padre era l’uomo d’affari J.
Roderick MacArthur di Chicago, hanno fondato e speso fino ad ora
più di un milione di dollari nel Justice Project (Progetto
Giustizia), con sede a Washington, che si occupa dell’equità
nel sistema giudiziario. La coppia ha fondato il gruppo nel 1999.
[…]
Il
signor Muller, che è altresì uno dei fondatori della International
Campaign to Ban Landmines e ha ricevuto il Premio Nobel per la
Pace nel 1997, è stato determinante nel convincere i membri del Funders
Collaborative for Alternatives to the Death Penalty che le
maggiori speranze che il movimento ha sono nella politica e non
nei tribunali.
Il
Project Justice ha convinto il Senatore Patrick Lehay,
democratico del Vermont, a presentare lo scorso anno l’Innocence
Protection Act [un Disegno di Legge a tutela degli innocenti,
N.d.T.] e a ripresentarlo all’inizio di questo mese con la firma
di 145 sostenitori, sia fra i democratici che i repubblicani.
[…]
Gli
attivisti sperano che i donatori interessati alle motivazioni
legate ai diritti civili sostengano i loro sforzi in futuro, in
quanto ritengono che i prossimi anni siano un periodo critico.
“Si
è aperta una finestra e si intravedono delle possibilità”,
dice il signor Hawkins della NCADP, “ma la finestra può
chiudersi così velocemente come si è aperta”.
(fonte:
Chronicle of Philantropy) 04/01
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