ROCCO DEREK BARNABEI
Colpevole o innocente? Cosa importa!

…Il 14 Settembre 2000, alle 21:03 ora americana (le 03:03 del 15 settembre in Italia), moriva nella camera della morte del carcere di Jarrat in Virginia, Rocco Derek Barnabei, l'italo americano di origine Senese, il cui caso venuto alla luce in Italia dopo la pubblicazione di un articolo su di un quotidiano, aveva acceso negli animi di tanti italiani un forte sentimento patriottico e il desiderio di gridare ancora una volta all'america lo sdegno nei confronti della pena di morte e contro quella condanna così apparentemente ingiusta, la condanna di un innocente….

La Coalit, collabora dal 2000 con la Fondazione Barnabei e considerate le continue richieste di info su Derek Barnabei, abbiamo deciso di pubblicare tutte le informazioni e la r.s. sul suo caso.
Questo documento, è diviso in tre parti, il caso Barnabei, l'ultima intervista e la rassegna stampa italiana pubblicata dalla Coalizione durante il mese di Settembre ed Agosto 2000

Una semplice cronaca senza commenti, senza ulteriori inutili parole….

Il Caso: Tutte le tappe.

Il delitto:

Sarah Wisnosky, studentessa di 17 anni della Old Dominion University, fu uccisa la notte del 22 settembre 1993 a Norfolk (Virginia). Il corpo fu trovato ore dopo nelle acque del Lafayette River. Il delitto, secondo l'accusa, è avvenuto nella stanza di Barnabei in una "fraternity house" universitaria. Derek ha ammesso di aver avuto una relazione sessuale con la ragazza quella sera, ma sostiene di averla poi lasciata sola. L'assassino ha infierito 10 volte con un corpo contundente (mai trovato), probabilmente dopo una violenza carnale.

L'inchiesta:

Barnabei fu arrestato pochi giorni dopo il delitto, nell'Ohio. I test sullo sperma trovato nel corpo della ragazza dimostrarono che apparteneva al giovane italo-americano. Le testimonianze degli altri ragazzi della "fraternity house" puntarono subito su Derek. La polizia raccolse 60 elementi di prova legati al delitto.

Il processo:

La prova-chiave contro Barnabei è stata ritenuta il test sullo sperma. La difesa contesta il fatto che il giudice William Rutherford, il procuratore Charles Griffith e il capo degli investigatori, Shaun Squyres, hanno portato al processo solo una parte degli elementi di prova, mentre non è stato compiuto il test del Dna, tra l'altro, su tracce di sangue e pelle trovate sotto le unghie di Sarah.

Il giallo della scomparsa dei reperti:

Clamoroso colpo di scena il 31 agosto scorso: si scopre che dagli archivi sono spariti i reperti in grado di scagionare Barnabei ma poco tempo dopo altrettanto misteriosamente i reperti ricompaiono in un posto diverso da dove sarebbero dovuti essere. I legali di Barnabei si infuriano: c'è il rischio che i reperti siano inquinati e il test del Dna richiesti a gran voce non possano avere più alcun valore. Sempre più forti le richieste di riaprire il caso.

Nuovi test del Dna:

L'8 settembre, sei giorni prima dell'esecuzione della sentenza capitale fissata per il 14 settembre, James S. Gilmore ordina che si facciano i test del Dna.

L'esecuzione:

I test del DNA, vengono effettuati in gran segreto e solo su alcuni dei reperti, L'esito è negativo.

Il 14 settembre Rocco Barnabei, nonostante le tantissime proteste e mobilitazioni venute dall'Italia, viene giustiziato…
(Fonte Repubblica)

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L'ULTIMA INTERVISTA: Pubblicata sul Manifesto del 14 settembre 2000

Parla Rocco Barnabei: "La verità verrà fuori. Grazie a tutti, lottare non è stato inutile"

"Ecco gli assassini di Sarah Wisnowsky"
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU

EMPORIA (Virginia) - La voce che arriva dalla cella di Jarratt è stanca, pacata. Ma non si può parlare di rassegnazione. Derek Rocco Barnabei contesta le modalità del test appena compiuto dai tecnici del governatore Gilmore, preannuncia nuove battaglie, assicura che dopo la sua morte la lotta continuerà. Ogni tanto, però, il volume si abbassa, dal telefono arriva il rumore di un respiro profondo.

Derek, che cosa è successo con questo esame del Dna? Come mai proprio la prova che aveva richiesto ha finito per condannarla definitivamente?
"E' successo che hanno falsificato il rapporto degli esami sul Dna. E' solo un tentativo del governatore di assassinarmi, perché per lui sono solo un imbarazzo. Me l'ha detto anche l' avvocato Alan Dershowitz, ormai per Gilmore sono una spina nel fianco".

Ma a questo punto, che valore ha il test di laboratorio?
"Nessun valore. Basta pensare questo: nel primo esame, quello fatto all'inizio dell'indagine, c'era scritto che sotto le unghie di Sarah c'erano fibre, peli e sangue. Ora invece dicono solo "una materia", che non identificano. Sono vaghi intenzionalmente, sostiene il mio avvocato. Vogliono uccidermi, ma non vogliono nemmeno specificare di che materiale si stratta. E poi hanno scambiato i resti delle unghie: nel primo rapporto il sangue era sulla mano sinistra di Sarah, in questo è sulla destra. Hanno confuso tutto. Bisogna rendere pubblico il rapporto. Anche il massimo esperto di Dna d'America, Barry Scheck, mi ha riferito di non aver mai visto un rapporto così falsato. "E' offensivo", ha detto. Andremo ancora in tribunale, a chiedere che cosa hanno fatto. La verità deve saltare fuori".

Insomma, il test è solo una beffa? Anch'esso fa parte dei meccanismi messi su per incastrarla?
"Il mio non è un caso unico. Ci sono molti uomini come me le cui prove sono state manomesse. E ora il governatore non vuole dare niente: né reperti né risultati degli esami. Non vuole darci neanche i risultati dell'inchiesta sulla sparizione dei reperti. Dershowitz continua a ripeterlo: già anni fa mi aveva detto che rischiavo la vita. "Per il governatore sei un problema, e ti vuole eliminare". Ma se perdiamo questa battaglia, la guerra andrà avanti lo stesso. E' una lotta per la giustizia, contro il tradimento e la malafede. Gilmore sappia che la mia morte lo perseguiterà fino alla fine".

C'è ancora posto per le speranze?
"Oggi l'avvocato mi ha detto che ho 20 probabilità su cento di scamparla".

C'è in lei più rabbia, paura o rassegnazione?
"Veramente, nessuna di queste tre ipotesi. Quello che mi accora maggiormente è il dolore che prova la mia famiglia, gli amici. Io sono in pace, non ho paura di morire. Anche se non voglio morire. Voglio vivere. Ma se è nel disegno di Dio che io muoia, significa che il mio destino è questo. Penso che la vita sia in buona parte predestinazione. Certo, avrei preferito qualcos'altro".

A che cosa pensa quando è solo?
"In questo momento? Solo il pensiero dei miei cari mi dà serenità: mio fratello, mia madre, mio figlio. Mi aiuta soltanto il pensiero della mia vita prima di entrare qui, e l'idea che i cittadini d'Europa mi sostengono".

Derek, chi ha ucciso Sarah Wisnosky?
"Michael Bain, David Wirth e Stuart McMillan".

E perché?
"Volevano fare sesso con lei, e lei non li voleva".

Nei giorni scorsi lei ha parlato di una verità che potrebbe essere rivelata più tardi. Qual è questa verità?
"Sappiamo che le prove sono state manipolate. Sappiamo che sono sparite e incredibilmente sono ricomparse, ma non è venuto fuori nessun risultato".

Ma in una parola, qual è questa rivelazione?
"La rivelazione, essenzialmente, è che io sono innocente, e gli altri tre sono colpevoli".

C'è qualcuno che sa altre cose? Chi può raccontare la verità su quella notte?
"Non lo so. In questo caso c'è molto più di quello che appare. E' la seconda volta che le prove scompaiono. I reperti sono spariti, quando sono riapparsi i sigilli erano rotti. L'ho detto al mio avvocato: questo è quello che doveva succedere". Derek, questo è il momento di parlare ad alta voce, di dire se c'è qualcosa che è stato taciuto. Finora la prudenza era comprensibile, anche perché queste conversazioni sono registrate. Ora forse è il momento di dire tutto su quella notte. "Posso solo dire che c'è un complotto, e che io sono innocente. Negli anni passati sono stato oscuro, lo so, dicevo e non dicevo. Ma ora ho detto tutto quello che c'era da dire. Sono innocente, lo ripeto ora e lo dirò fino alla morte".

Si sente forte abbastanza?
"Se sono forte? Mi sento forte nella mia fede in Dio, nella mia coscienza di essere innocente".

La solidarietà che ha ricevuto l'ha fatta sentire un po' meno solo?
"No, no, voi mi siete stati molto d'aiuto. Voi giornalisti, l'Italia. Quando mi hanno offerto di patteggiare sono rimasto fermo nella decisione, a dichiararmi innocente. E voi, e gli italiani, mi avete aiutato a tener duro. Non so se ce l'avrei fatta senza il vostro sostegno".

Vuol dire qualcosa ai genitori di Sarah?
"Vorrei dire semplicemente che capisco il loro dolore".

Vuol dire qualcosa agli italiani, che l'hanno seguita attraverso radio e giornali?
"Qualsiasi cosa succeda, devono sapere che sono estremamente grato per quello che hanno fatto. Spero che mi sia risparmiata la vita. Ma anche se così non fosse, il loro sostegno non è stato vano. E in quel caso mi piacerebbe donare i miei organi all'Italia. La fiducia in me non è stata mal riposta. Abbiamo perso la battaglia, ma alla fine la verità verrà fuori. Dobbiamo aspettare per questa verità. Sì, verrà fuori".

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LA RASSEGNA STAMPA: 94 articoli da leggere

(Pubblicata dalla Coalizione Italiana nelle pagine della rassegna stampa -)

articoli riportati in ordine decrescente dal 27 settembre all'8 agosto 2000

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