Pubblicata
sul Manifesto del 14 settembre 2000
Parla Rocco Barnabei: "La verità verrà fuori. Grazie a
tutti, lottare non è stato inutile"
"Ecco gli assassini di Sarah Wisnowsky"
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
EMPORIA (Virginia) - La voce che arriva dalla cella di Jarratt
è stanca, pacata. Ma non si può parlare di rassegnazione. Derek
Rocco Barnabei contesta le modalità del test appena compiuto dai
tecnici del governatore Gilmore, preannuncia nuove battaglie,
assicura che dopo la sua morte la lotta continuerà. Ogni tanto,
però, il volume si abbassa, dal telefono arriva il rumore di un
respiro profondo.
Derek, che cosa è successo con questo esame del Dna? Come mai
proprio la prova che aveva richiesto ha finito per condannarla
definitivamente?
"E' successo che hanno falsificato il rapporto degli esami
sul Dna. E' solo un tentativo del governatore di assassinarmi,
perché per lui sono solo un imbarazzo. Me l'ha detto anche l'
avvocato Alan Dershowitz, ormai per Gilmore sono una spina nel
fianco".
Ma a questo punto, che valore ha il test di laboratorio?
"Nessun valore. Basta pensare questo: nel primo esame, quello
fatto all'inizio dell'indagine, c'era scritto che sotto le unghie
di Sarah c'erano fibre, peli e sangue. Ora invece dicono solo
"una materia", che non identificano. Sono vaghi
intenzionalmente, sostiene il mio avvocato. Vogliono uccidermi, ma
non vogliono nemmeno specificare di che materiale si stratta. E
poi hanno scambiato i resti delle unghie: nel primo rapporto il
sangue era sulla mano sinistra di Sarah, in questo è sulla
destra. Hanno confuso tutto. Bisogna rendere pubblico il rapporto.
Anche il massimo esperto di Dna d'America, Barry Scheck, mi ha
riferito di non aver mai visto un rapporto così falsato. "E'
offensivo", ha detto. Andremo ancora in tribunale, a chiedere
che cosa hanno fatto. La verità deve saltare fuori".
Insomma, il test è solo una beffa? Anch'esso fa parte dei
meccanismi messi su per incastrarla?
"Il mio non è un caso unico. Ci sono molti uomini come me le
cui prove sono state manomesse. E ora il governatore non vuole
dare niente: né reperti né risultati degli esami. Non vuole
darci neanche i risultati dell'inchiesta sulla sparizione dei
reperti. Dershowitz continua a ripeterlo: già anni fa mi aveva
detto che rischiavo la vita. "Per il governatore sei un
problema, e ti vuole eliminare". Ma se perdiamo questa
battaglia, la guerra andrà avanti lo stesso. E' una lotta per la
giustizia, contro il tradimento e la malafede. Gilmore sappia che
la mia morte lo perseguiterà fino alla fine".
C'è ancora posto per le speranze?
"Oggi l'avvocato mi ha detto che ho 20 probabilità su cento
di scamparla".
C'è in lei più rabbia, paura o rassegnazione?
"Veramente, nessuna di queste tre ipotesi. Quello che mi
accora maggiormente è il dolore che prova la mia famiglia, gli
amici. Io sono in pace, non ho paura di morire. Anche se non
voglio morire. Voglio vivere. Ma se è nel disegno di Dio che io
muoia, significa che il mio destino è questo. Penso che la vita
sia in buona parte predestinazione. Certo, avrei preferito
qualcos'altro".
A che cosa pensa quando è solo?
"In questo momento? Solo il pensiero dei miei cari mi dà
serenità: mio fratello, mia madre, mio figlio. Mi aiuta soltanto
il pensiero della mia vita prima di entrare qui, e l'idea che i
cittadini d'Europa mi sostengono".
Derek, chi ha ucciso Sarah Wisnosky?
"Michael Bain, David Wirth e Stuart McMillan".
E perché?
"Volevano fare sesso con lei, e lei non li voleva".
Nei giorni scorsi lei ha parlato di una verità che potrebbe
essere rivelata più tardi. Qual è questa verità?
"Sappiamo che le prove sono state manipolate. Sappiamo che
sono sparite e incredibilmente sono ricomparse, ma non è venuto
fuori nessun risultato".
Ma in una parola, qual è questa rivelazione?
"La rivelazione, essenzialmente, è che io sono innocente, e
gli altri tre sono colpevoli".
C'è qualcuno che sa altre cose? Chi può raccontare la verità
su quella notte?
"Non lo so. In questo caso c'è molto più di quello che
appare. E' la seconda volta che le prove scompaiono. I reperti
sono spariti, quando sono riapparsi i sigilli erano rotti. L'ho
detto al mio avvocato: questo è quello che doveva
succedere". Derek, questo è il momento di parlare ad alta
voce, di dire se c'è qualcosa che è stato taciuto. Finora la
prudenza era comprensibile, anche perché queste conversazioni
sono registrate. Ora forse è il momento di dire tutto su quella
notte. "Posso solo dire che c'è un complotto, e che io sono
innocente. Negli anni passati sono stato oscuro, lo so, dicevo e
non dicevo. Ma ora ho detto tutto quello che c'era da dire. Sono
innocente, lo ripeto ora e lo dirò fino alla morte".
Si sente forte abbastanza?
"Se sono forte? Mi sento forte nella mia fede in Dio, nella
mia coscienza di essere innocente".
La solidarietà che ha ricevuto l'ha fatta sentire un po' meno
solo?
"No, no, voi mi siete stati molto d'aiuto. Voi giornalisti,
l'Italia. Quando mi hanno offerto di patteggiare sono rimasto
fermo nella decisione, a dichiararmi innocente. E voi, e gli
italiani, mi avete aiutato a tener duro. Non so se ce l'avrei
fatta senza il vostro sostegno".
Vuol dire qualcosa ai genitori di Sarah?
"Vorrei dire semplicemente che capisco il loro dolore".
Vuol dire qualcosa agli italiani, che l'hanno seguita
attraverso radio e giornali?
"Qualsiasi cosa succeda, devono sapere che sono estremamente
grato per quello che hanno fatto. Spero che mi sia risparmiata la
vita. Ma anche se così non fosse, il loro sostegno non è stato
vano. E in quel caso mi piacerebbe donare i miei organi
all'Italia. La fiducia in me non è stata mal riposta. Abbiamo
perso la battaglia, ma alla fine la verità verrà fuori. Dobbiamo
aspettare per questa verità. Sì, verrà fuori".
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