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Dic
2000
"Corruzione
sulla terra":
L’Arabia
Saudita ha uno dei più alti tassi di esecuzioni nel mondo (almeno
1.163 tra il 1980 e la fine del 1999, ma il totale effettivo
potrebbe essere molto più elevato). La pena capitale viene
afflitta per qualunque atto considerato “corruzione sulla
terra”. Tra i reati capitali figurano il possesso, l’uso e il
commercio di droghe pesanti e leggere e anche molti comportamenti
non violenti come l’apostasia (l’abbandono dell’Islam per
un'altra religione), l’esercizio di arti magiche nonché reati
sessuali quali la sodomia.
Processi sommari:
Nei primi due mesi del 2000 sono state eseguite 11 condanne a
morte. Le decine di persone che vengono “giustiziate” ogni
anno, sono condannate a morte in seguito a processi sommari che
non offrono alcuna possibilità di difesa e quasi nessuna
protezione dai probabili errori della giustizia. Quanto ai metodi
ordinari di esecuzione, gli uomini vengono decapitati in pubblico
mentre per le donne è prevista anche l’alternativa della
fucilazione, per risparmiare ulteriori umiliazioni, poiché
l’esecuzione per decapitazione significherebbe scoprire il capo
e mostrare il collo e parte della schiena.
Le esecuzioni:
La
condanna a morte dei colpevoli di adulterio può avvenire mediante
lapidazione. In caso di reati violenti molto gravi, i condannati a
morte possono essere anche crocefissi.
A
volte coloro che stanno per essere “giustiziati” non sanno
neanche di essere stati condannati a morte e né a loro né alle
loro famiglie viene comunicata in anticipo la data
dell’esecuzione. Spesso il primo sentore che il prigioniero ha
della propria imminente fine è quando viene fatto uscire
ammanettato dalla sua cella al venerdì, il giorno normalmente
deputato per le esecuzioni.
Il prigioniero è
quindi portato in una pubblica piazza e fatto inginocchiare; il
boia solleva una spada e vibra un colpo (a volte, più di uno) sul
collo del prigioniero per troncargli la testa. A decapitazione
avvenuta, un medico certifica la morte del prigioniero ed il corpo
e la testa vengono rimossi e sepolti in una fossa comune. La legge
saudita impedisce il rimpatrio delle salme dei cittadini stranieri
“giustiziati”.
Le
Donne:
Le
organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani, rendono
noto che negli ultimi dieci anni 28 donne sono state giustiziate
in Arabia Saudita - molte delle quali per omicidio, soprattutto
del marito o del padre - dato anche lo svantaggio che esiste nel
sistema legale saudita nei confronti delle donne, le quali vengono
a volte condannate a morte sulla base di confessioni estorte con
la forza.
Le donne sono particolarmente vulnerabili e spesso
"confessano" se forzate a farlo da accusatori di sesso
maschile.
"La mancanza di equita' nei casi in cui donne rischiano la
pena di morte e' enorme. Questo a causa dell'estremo svantaggio
nel quale di trovano le donne nella societa' [saudita],
soprattutto le collaboratrici domestiche, e lo stretto riserbo e
la segretezza che circondano la fase processuale".
La
pena di morte viene "comminata dopo processi che ignorano i
più basilari standars di equità".
In
un lungo rapporto di Amnesty International intitolato "Gravi
violazioni dei diritti umani nei confronti delle donne" si
legge che 16 delle donne messe a morte dal 1990 ag oggi sono state
condannate per omicidio e, di queste, 10 per l'omicidio del
proprio marito o padre.
Le
donne in Arabia Saudita sono soggette anche a diversi restrizioni,
ad esempio sulle persone con le quali aggregarsi, dove viaggiare,
e discriminazioni nel campo dell'educazione scolastica e del
lavoro...
(Reuters
- Coalit)
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