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all'Archivio News Coalit)
29.10.2000
Iraq: 50 decapitati per combattere prostituzione.
BAGHDAD - Il giro di vite del governo
iracheno nei confronti della prostituzione è costato caro a una
cinquantina di persone, decapitate per reati legati al fenomeno.
Secondo il quotidiano arabo "Al Hayat", le esecuzioni,
di cui sono state vittime sia uomini che donne, fanno parte di una
campagna contro la prostituzione, largamente esercitata nelle città
più grandi del Paese, accompagnata dallo slogan "viva le
irachene onorate, abbasso le meretrici".
Le condanne vengono eseguite davanti alla
porta di casa degli imputati, alla presenza di un funzionario del
partito "Baath" e di una della Federazione femminile
irachena. Secondo un testimone i boia sono uomini del
"Comando di Saddam", alla guida del figlio del
dittatore, Uday, che utilizzano una spada affilata del peso di 32
chili.
(Repubblica)
29.10.2000
Ma in che mondo vivono i sostenitori della pena di morte? Non gli
basta tutta la violenza che già c'è? In fondo, sono loro le
prime vittime di questa violenza.
STATI UNITI: Condannati a morte innocenti. Pesi e misure
differenti nelle sentenze...
In sette differenti Stati d'America sono
state giustiziate complessivamente sedici persone condannate per
omicidio malgrado esistessero prove schiaccianti della loro
innocenza. Questo, e tanto altro, è quanto riportato dal rapporto
Reasonable Doubts (Ragionevoli dubbi), stilato in cinque mesi da
Claudia Whitman, ricercatrice del centro studi americano Quixote
che si batte per la giustizia sociale.
Il maggior numero di tali esecuzioni,
probabilmente immotivate, è concentrato in Texas e, tra l'altro,
i casi si sarebbero verificati quando era già in carica il
governatore George W. Bush Junior, attuale candidato repubblicano
alla Casa Bianca, che pure ha sempre escluso un'eventualità del
genere durante il proprio mandato.
La prima denuncia, seppure a livello
locale, è stata introdotta quest'anno proprio in uno degli Stati
finiti sotto accusa, l'Illinois. Il governatore George Ryan ha,
infatti, adottato la moratoria, ossia la sospensione del
provvedimento, dopo aver constatato che almeno uno dei detenuti
messi a morte più di recente in realtà sarebbe dovuto essere
assolto.
In Alabama nel '92 fu giustiziato un
nero, Cornelius Singleton, che si attribuì un omicidio credendo
di confessare il furto di semplici lenzuola. La deposizione della
fidanzata le fu dettata dallo stesso pubblico ministero, che la
interrogava tenendosela seduta in grembo. Nel rapporto di Whitman
si condanna il ricorso a "metodi e pratiche" che
violerebbero i diritti garantiti agli imputati dalla Costituzione
Usa. L'esempio più tipico consisterebbe nella noncuranza dei
difensori, nominati quasi sempre di ufficio, che
"sistematicamente" ometterebbero di allestire
un'efficace strategia processuale; non mancano neanche i casi di
"abusi e illeciti" commessi da pubblici funzionari
"in sede tanto investigativa quanto giudiziaria".
Si va dalla "soppressione dei mezzi
di prova a discarico" alle "confessioni estorte con
minacce, coercizione, forza" e persino "con la
tortura". Infine, i pregiudizi razziali: sui sedici casi
analizzati, in nove alla sbarra c'erano afro-americani; e soltanto
una volta la pena di morte fu inflitta per delitti le cui vittime
non fossero di razza bianca.
Eugenio Sabatini
27.10.2000
SEATTLE - Condanna esemplare per un serial killer: 440 anni di
prigione e un'ammenda di 60 mila dollari per aver ucciso e
seviziato 13 persone nel corso degli ultimi 25 anni.
Robert Lee Yates, questo il nome del
condannato, 48 anni, è sfuggito alla pena capitale, confessando
sei dei delitti che avrebbe commesso. Prima del verdetto, l'uomo,
padre di cinque figli, è stato messo a confronto con parenti e
amici delle sue vittime nell'aula del tribunale di Spokane, nello
stato di Washington. Ma Yates dovrà ancora essere processato per
altri due crimini e non è escluso che venga condannato a morte.
25.10.2000
Un milione di firme cyber anti boia
Parigi, presentata la campagna per "cliccare" sugli Usa
contro la pena di morte
A.M.M. - PARIGI
L'associazione "Insieme contro la
pena di morte" ha lanciato ieri a Parigi una cyber-petizione
internazionale - raccolta sul sito www.ecart-type.com - con
l'obiettivo di raccogliere un milione di firme abolizioniste per
il 21 gennaio, giorno dell'insediamento del nuovo presidente degli
Stati uniti. In Europa, la campagna sarà ripresa anche dalla tv
Plenète (e da tutte le altre che vorranno passare i clip a favore
dell'abolizione, con brevi testi letti da attori e attrici
famosi).
A giugno, dal 21 al 23, si svolgerà a
Strasburgo il Congresso mondiale degli abolizionisti, con la
partecipazione, ha spiegato il presidente dell'assemblea
parlamentare francese Raymond Forni, di tutti i presidenti di
parlamento dei paesi che hanno abolito la pena capitale.
Nel frattempo, per far pressione sugli
Usa, avranno luogo iniziative diverse, tra cui quella del Comitato
contro la pena di morte del senato italiano che, come ha spiegato
Ersilia Salvato, dopo aver preparato ad Assisi nel luglio scorso
una Carta abolizionista che dovrebbe essere presentata
prossimamente all'Onu, farà a novembre un viaggio negli Usa,
incontrando vari governatori dove vige ancora la pena di morte, e
visitando i bracci della morte.
I dati statunitensi sull'applicazione
della pena sono noti. "Attualmente - ricorda la petizione -
più di 3500 condannati, in particolare minorenni, malati mentali
e, tra essi, degli innocenti, attendono la morte nelle prigioni
Usa". L'ex ministro Robert Badinter, che nell'81 ha abolito
in Francia la pena di morte e che ha appena pubbicato un libro per
raccontare quella lotta che ormai sembra così lontana, ha
ricordato l'utilità delle pressioni esterne: la Francia, difatti,
è stato l'ultimo paese europeo ad abolire la pena capitale, e le
pressioni dei paesi "amici" sono state determinanti.
(Manifesto)......
25.10.2000
Un appello per Zana
Leyla Zana è da 7 anni in carcere in Turchia
Sono sette anni ormai che Leyla Zana è
in carcere in Turchia: prima donna curda a essere eletta
all'Assemblea nazionale, è stata arrestata il 20 ottobre del '94
dopo un discorso in cui rivendicava "la convivenza pacifica
di turchi e curdi in un contesto democratico". Per quel
discorso, tenuto in lingua curda, Zana è stata condannata a 15
anni di carcere, dopo che le pressioni internazionali avevano
fatto rientrare le richieste di pena di morte per accuse di
sovversione e attentato alla sicurezza nazionale.
Zana, oggi quarantenne, non è certo
l'unica curda detenuta in Turchia, ma il suo caso è diventato
simbolico. Leyla Zana ha rifiutato di appellarsi contro la
sentenza "per motivi di salute", come le era
statoproposto dal premier Bulent Ecevit. Chiede invece di
"allineare la Turchia ai valori democratici universali in
politica, diritto ed economia", di "risolvere la
tragedia pluridecennale dei curdi", e di "varare
un'amnistia generale, abolendo la pena di morte".
Una campagna internazionale per la sua
scarcerazione impegna organizzazioni e cittadini in tutta Europa e
negli Usa. Un appello in questo senso è stato promosso
dall'Associazione culturale Punto Rosso (Milano), e ha già
raccolto l'adesione di quasi 200 donne. Le adesioni sono aperte (e
saranno chieste anche quelle di uomini). Per adesioni:
puntorosso@tiscalinet.it
(Manifesto)......
18.10.2000
Missouri, si schianta l'aereo del governatore
ST. LOUIS - Un aereo da turismo sul quale
viaggiava il governatore del Missouri, Mel Carnahan, è
precipitato nella notte e l'uomo politico, secondo un portavoce
dello stato americano, risulta 'disperso'. Il governatore stava
viaggiando con altre Persone a bordo del piccolo velivolo privato
precipitato circa 50 chilometri a sud ovest di St.Louis. Il
portavoce dello stato, Ray Temple, ha dichiarato ai giornalisti
che il governatore è 'disperso', senza precisare altri
particolari.
Il Missouri negli USA è stato il terzo
stato nel 1999 per numero di condanne a morte eseguite, 9.
Nel 2000 sono già stati giustiziati 4 condannati.
(Repubblica) -
18.10.2000
Usa: Dopo accordo per non condanna a morte, serial killer
confessa nove omicidi
WASHINGTON - Un uomo detenuto nello stato
di Washington perchè sospettato di aver ucciso prostitute e
tossicomani ha confessato nove omicidi. Stando a quanto ha
riferito lunedì sera l'emittente tv Northwest Cable News, l'ex
operaio metallurgico Robert Yates - che usava tagliare al testa
alle sue vittime - ha confessato e indicato il luogo dove era
sepolto il corpo di una donna.
La confessione sarebbe il risultato di un
accordo concluso con il pubblico ministero il quale si sarebbe
impegnato a non chiedere la pena di morte. Gli inquirenti sono
convinti che Yates abbia commesso molti altri delitti che non ha
ancora confessato, sulla scorta di tracce del Dna trovate sulla
scena di omicidi di donne di età fra i 16 e i 48 anni uccise fra
il 1990 e il 1998. Anche la polizia di Waterton, nello stato di
New York, indaga su Yates per l'omicidio di una giovane occorso
quando nella zona abitava l'uomo, indagato peraltro dalla polizia
tedesca, in relazione alle uccisioni di diverse prostitute occorse
al tempo in cui Yates era un militare di stanza Germania.
(Repubblica) -
14.10.2000
Il norvegese Kolby spiega la sconfitta italiana all'Onu
NEW YORK (ar.zam.) - "Anche se
l'ambasciatore Fulci fosse stato ancora all'Onu, l'Italia avrebbe
perso lo stesso le elezioni di martedì. E non penso che nella
sconfitta abbia pesato la posizione del vostro governo e del
parlamento sulla pena di morte". Lo afferma, in un'intervista
a Repubblica Ole Peter Kolby, ambasciatore di Oslo al Palazzo di
Vetro e vincitore del duello sul consiglio di sicurezza (Norvegia
e Irlanda ne faranno parte nel biennio 2001-2002, l'Italia no).
... Quanto ha pesato l'intransigenza
italiana sulla pena di morte? "Tutt'al più ha privato
l'Italia di un voto o due. La realtà è che anche noi norvegesi
siamo contro la giustizia capitale e molti stati arabi, che invece
non lo sono, hanno votato per l'Italia". Tra questi anche
l'Egitto o la Libia?
"E' quel che si dice, ma il voto è stato segreto".
(Repubblica)
......
14.10.2000
Torna in Zimbabwe il leader dell'opposizione che rischia la
condanna a morte
Tsvangirai rischia l'arresto. Ha invitato alla calma
ZIMBABWE(CNN) -- Il leader
dell'opposizione dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai è giunto a
Harare, sfuggendo all'arresto della polizia che lo attendeva
all'aeroporto della capitale. In serata ha incontrato i
giornalisti a casa sua e lanciato un appello a mantenere la calma.
"Bisogna restare calmi, non si deve
gettare il Paesi nel caos", ha detto il leader del Movimento
per il cambiamento democratico accusato dal partito di
maggioranza, lo Zanu-pf, del Presidente Robert Mugabe di
tradimento per alcune frasi pronunciate durante il suo discorso
del 30 settembre, in occasione del primo anno di vita del
movimento. ...Tsvangirai si è difeso dall'accusa di tradimento,
che prevede la pena di morte, dicendo che le sue dichiarazioni
sono poco diplomatiche ma non illegali. Dalle pagine del 'Sunday
Mail' - giornale dello Zimbabwe - il segretario generale del Mdc
Welshman Ncube ha avvertito che un eventuale arresto del leader
potrebbe scatenare una vera e propria rivolta.
(Cnn)
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11.10.2000
Virginia: giustiziato uomo di 29 anni
JARRAT (Usa) - "I Redskins
vinceranno il Super Bowl". Sono state le ultime parole di
Bobby Lee Ramdass, 29 anni, accusato di aver ucciso a sangue
freddo l'impiegato di un negozio durante una rapina. La vita di
Ramdass è finita sullo stesso lettino del carcere di Jarrat, in
Virginia, sul quale, poco più di un mese fa, è stato giustiziato
Derek Rocco Barnabei, l'americano di orgine italiana sulla cui
colpevolezza sono rimasti pesanti dubbi.
Nel '92 Ramdass era entrato in un
negozio, aveva urlato al cassiere di consegnare i soldi e gli
aveva sparato alla testa. Ridendo in piedi sul cadavere aveva poi
cercato di sparare ai clienti che erano a terra, ma la pistola si
era inceppata. Ramdass è l'ottantesimo detenuto messo a morte in
Virginia dall'82. Una settimana fa gli era stato pernmesso di
sposarsi.
(Repubblica)
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10.10.2000
Fuori dal CS delle Nazioni Unite... per l'impegno contro la pdm?
Al momento della verità l'Italia è
rimasta fuori dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La
votazione - che doveva rinnovare cinque dei dieci membri non
permanenti dell'organo esecutivo dell'Onu - ha premiato Colombia,
Mauritius, Singapore, Irlanda e Norvegia.
...L'impegno diplomatico è stato poi
giudicato un po' tardivo: l'Italia (che è uscita dal Consiglio
appena quattro anni fa) si è cominciata a muovere solo negli
ultimi due anni, mentre Irlanda e Norvegia erano già attivissime.
"Non ha certamente aiutato - ha infine aggiunto un
diplomatico tedesco - l'attivismo italiano nel negoziato
internazionale per un difficile compromesso su una moratoria sulla
pena di morte".
(Repubblica)
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10.10.2000
SCOZIA: Medici contro la pdm
Nessun dottore dovrebbe prendere parte a
processi dove può essere comminata la pdm e nello studio delle
metodologie delle esecuzioni. Lo ha sancito la World Medical
Association (WMA) durante il meeting annuale a Edimburgo in
Scozia.
Già dal 1981 la WMA aveva consigliato
consigliato ai dottori questa linea di condotta, ma adesso è
stata stilata una vera e propria "guida etica", ha detto
il Dott. Anders Milton, Svedese.
(Coalit)
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7.10.2000
Nairobi: uccide tre bimbi, lapidato dalla folla
NAIROBI - Un muratore ha ucciso e fatto a
pezzi tre cuginetti di sette anni ed è stato poi lapidato dagli
abitanti di un villaggio nel distretto di Machakos, a est di
Nairobi. L'uomo ha attirato i tre cuginetti (due maschietti e una
femminuccia) nella sua abitazione nel villaggio di Katoloni e poi
li ha uccisi a colpi di martello in testa e ne ha poi fatto a
pezzi i corpi.
Attirata dalle urla disperate dei
bambini, l'anziana madre del muratore ha lanciato l'allarme e
l'uomo è stato bloccato nelle vicinanze dagli abitanti del
villaggio, che lo hanno lapidato. "Aveva distrutto le vite di
bambini innocenti e senza difesa. Perché sprecare tempo e
consegnarlo alla polizia ? Non meritava di vivere", ha
spiegato Paul Kivai, uno degli abitanti del villaggio.
(Repubblica)
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5.10.2000
Primo round
Bush e Gore si affrontano in tv per conquistare gli indecisi.
Proteste all'esterno
...E nelle strade di Boston migliaia di
manifestanti si sono radunati per contestare il dibattito e
l'intero carrozzone della campagna elettorale presidenziale dei
due partiti principali. Teatro di strada, musica e manifestazioni
per sollevare le questioni messe da parte dal dibattito, stretto
tra i rigidissimi tempi della domanda, due minuti per la risposta,
replica (un minuto), discussione (massimo 3 minuti e mezzo) e due
minuti per l'appello finale. Gruppi contrari alla pena di morte
aspettavano soprattutto Bush...
(Manifesto)
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5.10.2000
Ricerca Usa: non fa paura il castigo, più omicidi nei Paesi con
più armi
Ma a che serve la pena di morte?
Pietro Greco
Il governatore della Virginia, James S.
Gilmore, ha concesso la grazia a Earl Washington, ritardato
mentale, 40 anni, dieci dei quali spesi nella «camera della morte»
della prigione di Stato in attesa che una sentenza capitale ai
suoi danni venisse, prima o poi, eseguita. Il test del Dna ha
dimostrato che Earl non aveva nulla a che fare con lo strupo e
l’omicidio di una ragazza diciannovenne consumati, da altri, nel
lontano 1982. La pena capitale ai danni Earl Washington era stata
commutata in ergastolo nel 1994. Così che da almeno sei anni
l’uomo non correva più pericolo di vita. Tuttavia la vicenda ha
suscitato clamore negli Stati Uniti. E, anche alla luce di tre
recenti studi, deve indurre noi tutti a una riflessione. Non solo
sul tema, generale, degli errori giudiziari. Ma anche sul tema, più
specifico, della pena di morte.
Il primo di questi studi ha dimostrato
che, negli Stati Uniti, gli errori giudiziari, anche in caso di
accuse gravi come quella di omicidio, sono piuttosto frequenti.
Così una percentuale alta di innocenti viene uccisa dal boia di
Stato. L’Innocente Project di New York calcola che, con Earl
Washington, sono almeno 70 le persone accusate di omicidio e
scagionate dal test del Dna. La gran parte di queste persone,
innocenti, sarebbe salita sul patibolo. Un altro studio, divulgato
di recente da The New York Times, ha rilevato come la pena di
morte sia, negli USA, uno strumento inefficace. La sua capacità
deterrente è pressoché nulla. Infatti, il tasso medio di omicidi
negli Stati della Confederazione che comminano la pena di morte
non solo non è più basso, ma è addirittura più alto rispetto
ai pochi Stati che non prevedono la pena di morte. Un terzo
studio, meno conosciuto ma altrettanto illuminate, realizzato di
recente a Berkeley da Franklin Zimring e Gordon Hawkins
dell’Università di California, ha infine dimostrato che non è
la punizione (deterrenza della pena), ma la facilità di azione
(disponibilità di armi da fuoco) il fattore di controllo di gran
lunga più importante delle attività omicide.
Zimring e Hawkins sono partiti da una
semplice constatazione. Il tasso di reati contro la proprietà
perpetrati negli Stati Uniti è del tutto analogo al tasso
registrato negli altri paesi occidentali. Non c’è, negli Usa,
una tendenza a delinquere superiore a quella media dei paesi
ricchi. Il tasso di omicidi del grande paese americano (6,8 per
anno ogni 100.000 abitanti), invece, è ben 4 volte superiore a
quello registrato in Europa Occidentale, in Canada e in Oceania
(regioni dove la pena di morte è quasi universalmente bandita) e,
addirittura, 7 volte superiore a quello registrato in Giappone.
Perché?
I motivi sono due, secondo gli studiosi
di Bwerkeley. Il primo va ricercato nella diffusione delle armi.
L’80% degli omicidi, negli Stati Uniti, è perpetrato a mezzo
rivoltella. E negli Usa il numero di proprietari (legittimi) di
pistole è elevatissimo. La correlazione tra i due dati è facile.
D’altra parte anche in Europa è così. Il paese dell’Europa
occidentale che, Portogallo a parte, ha il massimo tasso di
omicidi risulta, un po’ a sorpresa, la Finlandia: con 2,7
omicidi per anno ogni 100.000 abitanti. Quasi il doppio del tasso
italiano (1,5), tre volte quello della vicina Norvegia (0,9) e
quasi sei volte quello della Spagna (0,5). Anche qui la
correlazione sembra evidente: la Finlandia è il paese europeo con
il maggior numero di proprietari (legali) di armi da fuoco.
C’è, tuttavia, un secondo elemento in
grado di spiegare perché negli Usa si registra una propensione
all’omicidio doppia anche rispetto a quella, pur alta, della
Finlandia. È un fattore storico e culturale. La facilità con cui
un americano proprietario di un’arma tende a utilizzarla. Questa
propensione affonda le sue radici nella peculiare storia americana
ed è generale, anche se differenziata tra i vari gruppi etnici
del paese. Non è il caso, qui, di approfondirla. Tuttavia anche
questo elemento ci induce a riflettere. E a tentare una sintesi.
La pena di morte ha un costo altissimo. Può essere ingiusta. E
quando lo è, l’ingiustizia è massima e irreparabile. La pena
di morte è inefficace: non funziona come deterrente. Se dunque si
vuole abbassare il tasso di violenza omicida, occorre agire non
sulle pene, ma sulla prevenzione dei delitti. E la prevenzione più
efficace è diminuire la diffusione degli strumenti con cui
vengono consumati gli omicidi. Senza armi da fuoco in giro, ci
sono meno vittime innocenti. Sia fuori che dentro le prigioni di
Stato.
(Mattino)
......
5.10.2000
TENNESSEE: Workman
Come da copione, dopo l'appello perso al
6° Circuito, Philip Workman ha avuto un'altra data di esecuzione,
ovvero il 31 gennaio 2001.
Workman sarebbe il 2° condannato a morte giustiziato nel paese
dopo 40 anni, preceduto da Coe nei mesi scorsi.
Altre news nei prossimi giorni.
(Coalit)
......
4.10.2000
Presentata la bozza, a dicembre l'approvazione
In 53 articoli i diritti fondamentali della Ue
Dignità, libertà, giustizia:
ecco la Costituzione europea
…art. 2 2. Ogni individuo ha diritto
alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né
giustiziato.
di FRANCO PAPITTO
BRUXELLES - Eccola, in 7 capitoli e 53
articoli, la Carta europea dei diritti fondamentali. L'ha adottata
ieri la speciale Convenzione che, sotto la guida dell'ex
presidente tedesco Roman Herzog, l'ha elaborata in dieci mesi di
lavoro. Herzog ha trasmesso ieri il testo al presidente francese
Jacques Chirac che lo sottoporrà all'esame dei suoi colleghi per
un primo esame a metà mese nel vertice di Biarritz.
L'approvazione dovrebbe avvenire in dicembre a Nizza. Era
palesemente soddisfatto ieri Roman Herzog: dieci mesi per
elaborare un testo che dovrebbe diventare il nucleo della futura
Costituzione europea. È senz'altro un ottimo risultato,
soprattutto se si pensa che diplomatici e ministri degli Esteri
non riescono a fare un solo passo in avanti nella parallela
Conferenza intergovernativa che dovrebbe aggiornare i Trattati per
adeguarli all'arrivo di nuovi Stati membri.
Erano 62 i membri della Convenzione: 16
parlamentari europei, 15 rappresentanti dei governi nazionali, 30
parlamentari nazionali e Antonio Vitorino per la Commissione
Prodi. I consiglieri italiani erano Stefano Rodotà per il
governo, Andrea Manzella per il Senato, Piero Melograni per la
Camera, Elena Paciotti per l'Europarlameno. La signora Paciotti ha
sottolineato a Repubblica "la grande efficienza della
Convenzione che ha ottenuto risultati straordinari nonostante le
sua composizione singolare, eterogenea, variegata". Per la
signora Paciotti il successo è dovuto anche alla "pubblicità
totale dei lavori, con tutti i documenti pubblicati su Internet,
che ha impedito manovre di corrodoio e giochi tattici".
Per tutti i membri italiani della
Convenzione "la carta costituisce una grande innovazione
nella costruzione dell'Unione europea, sia per l'originalità
dell'organismo che l'ha preparata sia perché costituisce il primo
e decisivo passo verso una Costituzione europea". Per la
prima volta "in un documento internazionale compaiono insieme
i tradizionali diritti civili e politici, i diritti sociali ed
economici e i cosiddetti nuovi diritti: bioetica, protezione dei
dati personali, ambiente". Siamo ormai al "passaggio
dall'Europa del mercato all'Europa politica, dall'Europa degtli
Stati all'Europa dei cittadini". "La struttura della
Carta - per la signora Paciotti - è interessante e originale
perché non divide i diritti secondo i criteri tradizionali ma
secondo capitoli che sono la dignità, la libertà, l'uguaglianza,
la solidarietà la cittadinanza. Si tratta di un compromesso fra
anime, culture paesi diversi ma è un documento dignitoso che
rappresenta uno standard del tutto accettabile".
Eppure c'è stato più di un momento di
tensione quando all'improvviso, alla ripresa dei lavori dopo la
pausa estiva, i democristiani bavaresi hanno tentato di inserire
fra i caratteri fondamentali dell'Europa la sua "eredità
cristiana". Un primo compromesso, sostenuto dai membri della
Convenzione di ispirazione "popolare", pretendeva di
"equilibrare i diritti sociali cari alla sinistra - racconta
la signora Paciotti - con un richiamo al retaggio umanistico e
religioso". Ma non ci sono stati i francesi (si è mobilitato
anche Chirac che ha telefonato a Herzog) e hanno minacciato le
barricate i membri di ispirazione socialista: il contestato
"retaggio" è diventato "patrimonio spirituale e
morale".
"Evidentemente non ci si rendeva
conto - dice la signora Paciotti - della gravità della cosa. Non
è in discussione il rispetto delle religioni di tutti che sono
giustamente tutelate. Ma caricare le istituzioni di quel retaggio
avrebbe significato cercare l'identità dell'Europa nella
tradizione religiosa. Ed è pericoloso perché quando le
istituzioni pubbliche si sono identificate con una specifica
tradizione abbiamo avuto conflitti a non finire: dalle Crociate
alle stragi perpetrate contro gli ebrei. Se fosse rimasto il
"retaggio" oggi non avremmo la Carta dei diritti".
Dignità
1.La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e
tutelata.
2. Ogni individuo ha diritto alla vita. Nessuno può essere
condannato alla pena di morte, né giustiziato.
3. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e
psichica. Nell'ambito della medicina e della biologia devono
essere in particolare rispettati:
- il consenso libero e informato della persona interessata;
- il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle
aventi come scopo la selezione delle persone;
- il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto
tali una fonte di lucro;
- il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
4. Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o
trattamenti inumani o degradanti.
5. Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di
servitù;
Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o
obbligatorio;
È proibita la tratta degli esseri umani.
Libertà
6. Ogni individuo ha diritto a libertà e a sicurezza.
7. Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita
privata e familiare, del proprio domicilio [...] e delle sue
comunicazioni.
8. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere
personale che lo riguardano [...].
9. Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia
sono garantiti[...].
10. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di
coscienza e di religione [...]. Il diritto all'obiezione di
coscienza è riconosciuto [...].
11. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione[...].
La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
12. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e
alla libertà di associazione, segnatamente in campo politico,
sindacale e civico[...].
I partiti politici a livello europeo contribuiscono a esprimere la
volontà politica dei cittadini dell'Unione.
13. Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà
accademica è rispettata.
14. Ogni individuo ha diritto all'istruzione e all' accesso alla
formazione professionale e continua. Questo diritto comporta la
facoltà di accedere gratuitamente all'istruzione obbligatoria.
La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei
principi democratici, così come il diritto dei genitori di
provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo
le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono
rispettati[...].
15. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una
professione liberamente scelta.
Ogni cittadino dell'Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di
lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato
membro.
I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel
territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro
equivalenti[...].
16. È riconosciuta la libertà d'impresa [...].
17. Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei
beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di
lasciarli in eredità [...].
La proprietà intellettuale è protetta.
18. Il diritto di asilo è garantito [...].
19. Le espulsioni collettive sono vietate.
Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno
Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla
pena di morte, alla tortura e ad altre pene o trattamenti inumani.
Uguaglianza
20. Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.
21. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in
particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o
l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la
lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni
politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una
minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età
o le tendenze sessuali[...].
22. L'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e
linguistica.
23. La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti
i campi [...].
Il principio di parità non osta al mantenimento o all'adozione di
misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso
sottorappresentato.
24. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie
per il loro benessere. Essi possono esprimere la propria opinione,
che viene presa in considerazione sulle questioni che li
riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.
In tutti gli atti relativi, l'interesse del bambino deve essere
considerato preminente.
Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni
personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò
sia contrario al suo interesse.
L'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre
una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita
sociale e culturale.
25. L'Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di
beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia,
l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla
vita della comunità.
Solidarietà
26. Ai lavoratori o ai loro rappresentanti devono essere
garantite, ai livelli appropriati l'informazione e la
consultazione in tempo utile sulle questioni che li riguardano
nell'ambito dell'impresa.
27. I lavoratori e i datori di lavoro, o le rispettive
organizzazioni, hanno, il diritto di negoziare e di concludere
contratti collettivi e di ricorrere, in caso di conflitti di
interessi, ad azioni collettive per la difesa dei loro interessi,
compreso lo sciopero.
28. Ogni individuo ha il diritto di accedere a un servizio di
collocamento gratuito.
29. Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni
licenziamento ingiustificato.
30. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure
e dignitose.
Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima
del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali, a ferie
annuali retribuite.
31. Il lavoro minorile è vietato. L'età minina per l' ammissione
al lavoro non può essere inferiore all'età in cui termina la
scuola dell'obbligo [...].
I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di
lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo
sfruttamento o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza,
la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che
possa mettere a rischio la loro istruzione.
32. È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico,
economico e sociale[...].
33. L'Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle
prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che
assicurano protezione in casi quali la maternità, malattia,
infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in
caso di perdita del posto di lavoro [...]..
Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all'interno
dell'Unione ha diritto a prestazioni di sicurezza sociale e ai
benefici sociali[...].
L'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e
all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa
a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti [...].
34. Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione
sanitaria e di ottenere cure mediche [...]. Nella definizione e
nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è
garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
35. L'Unione riconosce l'accesso ai servizi d'interesse economico
generale [...] al fine di promuovere la coesione sociale e
territoriale dell'Unione.
36. Nelle politiche dell'Unione devono essere integrati un livello
elevato di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua
qualità, e vanno garantiti conformemente al principio dello
sviluppo sostenibile.
37. Nelle politiche dell'Unione è garantito un livello elevato di
protezione dei consumatori.
Cittadinanza
38. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di
eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato
membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di
detto Stato [...].
39. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di
eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui
risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.
40. Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano
siano trattate in modo imparziale, equo, ed entro un termine
ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione.
Tale diritto comprende in particolare:
- il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei
suoi confronti venga adottato un provvedimento che gli rechi
pregiudizio;
- il diritto di ogni individuo di accedere al fascicolo che lo
riguarda, nel rispetto degli interessi della riservatezza e del
segreto professionale;
- l'obbligo per l'amministrazione di motivare le proprie
decisioni.
Ogni individuo ha diritto al risarcimento da parte della Comunità
dei danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti
nell'esercizio delle loro funzioni [...].
41. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o
giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro
ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del
Consiglio e della Commissione.
42. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o
giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro
ha il diritto di sottoporre al mediatore dell'Unione casi di
cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi
comunitari, salvo la Corte di giustizia e il Tribunale di primo
grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.
43. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o
giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro
ha il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo.
44. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e
soggiornare nel territorio degli Stati membri. La libertà di
circolazione e di soggiorno può essere accordata ai cittadini dei
paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio di uno Stato
membro.
45. Ogni cittadino dell'Unione gode, nel territorio di un paese
terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è
rappresentato, della tutela da parte delle autorità diplomatiche
e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei
cittadini di detto Stato.
Giustizia e Disposizioni finali
Giustizia
46. Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal
diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso
effettivo dinanzi a un giudice[...].
A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il
patrocinio a spese dello Stato [...].
47. Ogni imputato è considerato innocente fino a quando la sua
colpevolezza non sia stata legalmente provata.
Il rispetto dei diritti della difesa è garantito a ogni imputato.
48. Nessuno può essere condannato per un'azione o un'omissione
che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato
secondo il diritto interno o il diritto internazionale[...].
Le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al
reato.
49. Nessuno può essere perseguito o condannato per un reato per
il quale è già stato assolto o condannato nell'Unione europea
[...].
Disposizioni generali
50. Le disposizioni della presente Carta si applicano alle
istituzioni e agli organi dell'Unione nel rispetto del principio
di sussidiarietà come pure agli Stati membri esclusivamente
nell'attuazione del diritto dell'Unione[...].
51. Eventuali limitazioni all'esercizio dei diritti e delle libertà
riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste dalla
legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e
libertà[...].
52. Nessuna disposizione della presente Carta deve essere
interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali[...].
53. Nessuna disposizione della presente Carta deve essere
interpretata nel senso di comportare il diritto di esercitare
un'attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei
diritti o delle libertà riconosciuti nella presente Carta [...].
Il Parlamento Europeo
2 ottobre 2000
(Repubblica)
……
4.10.2000
VIRGINIA: Graziato da Gilmore
Earl Washington salvato dal test del DNA
Il governatore della Virginia Gilmore ha
concesso la grazia sulla base del test del DNA a Earl Washington,
40 anni, condannato a morte per l'uccisione di Rebecca Lynn
Williams, accoltellata 38 volte davanti ai suoi due bambini nel
1982.
Gli esami di laboratorio hanno rivelato
che il Dna trovato sul luogo del delitto appartiene ad altri due
uomini. Ritardato mentale, Washington, ha trascorso 17 anni in
prigione dei quali nove e mezzo nel braccio della morte.
Washington non uscirà ugualmente dal carcere, perché deve ancora
scontare una condanna di 30 anni per aver assalito nel 1983
un'anziana vicina di casa.
Questa volta dunque il test del DNA è
stato non solo accolto, ma anche determinante per la vita di una
persona. Gilmore che era stato inflessibile nei riguardi di Derek
Barnabei, l'italo americano giustiziato lo scorso 15 settembre nel
carcere di Jarett, in Virginia, per lo stupro e l'assassinio della
fidanzata Sarah Wisnovsky nel settembre 1993, ha concesso la
grazia e la cosa lascia alquanto perplessi.
La vicenda di Derek Rocco Barnabei fece
discutere, soprattutto in Italia. Fino alla fine dei giorni di
Derek, infatti, l’incertezza avvolse l'intera vicenda. La scarsa
attendibilità delle prove che apparivano e scomparivano con una
leggerezza impressionante, il test del DNA che venne
inspiegabilmente effettuato solo per alcuni reperti giudicati
sicuri, furono tutti episodi che lasciarono il segno.
"Muoio innocente: cercate la Verità",
furono le ultime parole di Derek e sul governatore Gilmore, e sul
suo futuro politico, cominciarono a cadere le prime macchie. Si
era esposto Gilmore, forse troppo. Da oltre oceano arrivarono,
infatti, diversi appelli in favore della grazia per Barnabei, lo
stesso Papa si espresse tre volte, ma Gilmore non solo rimase
impassibile, ma in un comunicato stampa, quello stesso in cui
congelò le speranze di Barnabei, accusò di intromissione diversi
organi politici italiani ed europei.
E ora, dopo un mese, la risposta del
governatore della Virginia che sembra più un avviso nei confronti
del mondo. "Avete visto che anche noi siamo umani", si
legge tra le righe della grazia per Earl Washington, "avete
visto che la giustizia fa sempre il suo corso, avete visto che
Derek Barnabei era veramente colpevole", sembra voler dire
Jim Gilmore. Alzi la mano chi gli crede.
(Eugenio Sabatini)
...Grazie al test del DNA che ha
dimostrato la sua innocenza, il Governatore [della Virginia] Jim
Gilmore ha accordato la grazia ad un ritardato mentale di 40 anni,
Earl Washington Jr., condannato nel 1982 per stupro e omicidio e
la cui condanna venne commutata nel 1994 dopo aver trascorso dieci
anni nel braccio della morte.
Earl Washington Jr. non verra' pero'
rilasciato. Dovra' scontare una condanna a 30 anni per aver
picchiato una donna di 73 anni ed aver rapinato la sua casa nel
1983. Washington venne accusato anche di aver sparato a suo
fratello utilizzando una pistola rubata nella casa della vittima,
ma non venne condannato. Gilmore ha ordinato che riprendano le
indagini.
(Coalit)
......
4.10.2000
Dario Fo: Un giullare contro la pena di morte.
Dario Fo e Franca Rame tornano sul
palcoscenico con il fortunato spettacolo "Lu santu jullare
Francesco", in questi giorni in scena al Teatro Quirino di
Roma. Gli attori hanno deciso di devolvere l'incasso della serata
del 5 ottobre al Fondo Barnabei.
(Fonte: Il Manifesto)
......
1.10.2000
TEHERAN
(CNN) -- Una corte d'appello iraniana ha
ridotto la condanna inflitta a dieci ebrei ritenuti colpevoli di
spionaggio a favore di Israele, nemico giurato di questo Paese
islamico. Lo ha reso noto una fonte degli ambienti giudiziari,
Hossein Ali Amiri.
Dopo aver rischiato la pena di morte, i
dieci ebrei e due musulmani erano stati condannati lo scorso
luglio a pene variabili dai due ai 13 anni di prigione. La
condanna degli ebrei è stata ridotta di periodi tra i due e i sei
anni. La corte sta ancora esaminando il ricorso dei due musulmani.
......
1.10.2000
ARABIA SAUDITA: Donne
Le organizzazioni che operano in difesa
dei diritti umani, rendono noto che negli ultimi dieci anni 28
donne sono state giustiziate in Arabia Saudita - molte delle quali
per omicidio, soprattutto del marito o del padre - dato anche lo
svantaggio che esiste nel sistema legale saudita nei confronti
delle donne, le quali vengono a volte condannate a morte sulla
base di confessioni estorte con la forza.
Le donne sono particolarmente vulnerabili
e spesso "confessano" se forzate a farlo da accusatori
di sesso maschile.
"La mancanza di equita' nei casi in
cui donne rischiano la pena di morte e' enorme. Questo a causa
dell'estremo svantaggio nel quale di trovano le donne nella
societa' [saudita], soprattutto le collaboratrici domestiche, e lo
stretto riserbo e la segretezza che circondano la fase
processuale".
La pena di morte viene "comminata
dopo processi che ignorano i più basilari standars di equità".
In un lungo rapporto di Amnesty
International intitolato "Gravi violazioni dei diritti umani
nei confronti delle donne" si legge che 16 delle donne messe
a morte dal 1990 ag oggi sono state condannate per omicidio e, di
queste, 10 per l'omicidio del proprio marito o padre.
Le donne in Arabia Saudita sono soggette
anche a diversi restrizioni, ad esempio sulle persone con le quali
aggregarsi, dove viaggiare, e discriminazioni nel campo
dell'educazione scolastica e del lavoro...
(Reuters)
......
1.10.2000
Arizona: Il condannato Karl non morirà grazie a un libro e
alla solidarietà
E' vero che la solidarietà non si fa a
parole, ma prendi un bel libro e il sano entusiasmo di potercela
fare a salvare una vita... E la storia di un uomo, poco piu' che
trentenne, che vive al di la' dell'atlantico, nella città gemella
di Firenze (Florence, nello stato dell'Arizona), dei suoi amici a
Firenze riuniti in un comitato di difesa e di un libro, il
tritacarne, scritto da Guillen per dimostrare la sua innocenza.
Karl vive in un carcere di massima
sicurezza. Innocente? Colpevole? «Io sono
sette-sette-sei-uno-quattro... - ha scritto di se' ai suoi amici
fiorentini - Il mio nome e' Karl Louis Guillen, ma nessuno mi ha
chiamato col mio nome in dodici anni. Sono prigioniero per crimini
per i quali non è mai esistita prova del loro accadere». Da
oltre dieci anni è in prigione dove sta scontando una condanna a
18 anni per reati minori. lo scorso anno doveva essere processato
per omicidio e condannato a morte. Nel giugno '96 infatti, era
stato uciso durante una rivolta nella mensa del carcere un
detenuto che stava accanto a Karl che è stato subito accusato
dell'omicidio.
Lui si è dichiarato innocente e ha
raccolto la sua vicenda nel Tritacarne. La casa editrice umanista
Multimage lo ha pubblicato, i proventi sono stati mandati
integralmente all'autore per garantirgli la difesa legale e per
aiutare il comitato di difesa presente, oltre che a Firenze, anche
in altre 15 città italiane.
Solo nell'ultimo anno sono state vendute
più di duemila copie e sono arrivati anche i contributi per la
difesa. Ebbene, grazie all'assistenza legale procuratagli dai
proventi del libro e del comitato di difesa la condanna a morte
per Karl Guillen è stata scongiurata.
«Tuttavia Karl ha ricevuto una pena
detentiva di vent'anni per un omicidio che lui sostiene di non
avere commesso - spiegano gli umanisti - La vendita del libro
continua per permettere all'autore una revisione del processo.
Miche Brancale - La Nazione
N.D.R.
Il caso di Karl è estremamente emblematico e ci può far
riflettere sui due punti fondamentali che sono, in effetti, le
fondamenta su cui si poggia il lavoro della Coalizione e cioè:
Il fatto che comunque (nonostante la
presunta ingiusta condanna), Karl abbia sventato la condanna a
morte da merito a tutti i gruppi Italiani del Movimento Umanista
che spinti anche dalla loro casa editrice, sono riusciti a
costruire un gruppo solido e numeroso il cui lavoro va
sicuramente elogiato con l'invito a continuare nell'intento.
Ma, proprio il fatto che il Comitato pro
Karl ha avuto quale motore di propulsione un gruppo così compatto
deve far capire a tutti che non è assolutamente
proponibile ogni qualvolta ci si affeziona ad un detenuto amico di
penna formare un comitato di difesa legale per lui.
Purtroppo, infatti, le spese legali e
quelle per le investigazioni sono così tanto alte, che casi come
quelli di Graham e Jones che vevano alle spalle persone che hanno
speso centinaia di milioni senza purtroppo riuscire a raggiungere
il risultato desiderato (!), ci insegnano, che per cominciare a
sostenere un un amico detenuto basta scrivergli con continuità,
fargli sentire la presenza, essere i suoi occhi nel mondo e, ogni
tanto, mandare qualcosa sul suo conto per aiutarlo a comprare
carta, francobolli, penne e... qualcosa degno di essere chiamato
cibo.
Noi, sproniamo tutti ad entrare in
contatto con i detenuti che hanno la carica spirituale giusta per
farlo, ma non vogliamo che si continui ancora a regalare soldi
agli USA, senza avere la certezza di poter sostenere tali imprese
e quindi, vorremmo che tutti capissero che la cosa da fare è
LAVORARE in ASSOLUTO TUTTI INSIEME PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE
NEGLI USA ED IN TUTTO IL MONDO, che è L'UNICA VIA POSSIBILE PER
SALVARE DALLA MORTE ANNUNCIATA TUTTI i CONDANNATI, IN UNA SOLA
VOLTA!
(Giancarlo)
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