NEWS OTTOBRE 2000

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29.10.2000
Iraq: 50 decapitati per combattere prostituzione.

BAGHDAD - Il giro di vite del governo iracheno nei confronti della prostituzione è costato caro a una cinquantina di persone, decapitate per reati legati al fenomeno. Secondo il quotidiano arabo "Al Hayat", le esecuzioni, di cui sono state vittime sia uomini che donne, fanno parte di una campagna contro la prostituzione, largamente esercitata nelle città più grandi del Paese, accompagnata dallo slogan "viva le irachene onorate, abbasso le meretrici".

Le condanne vengono eseguite davanti alla porta di casa degli imputati, alla presenza di un funzionario del partito "Baath" e di una della Federazione femminile irachena. Secondo un testimone i boia sono uomini del "Comando di Saddam", alla guida del figlio del dittatore, Uday, che utilizzano una spada affilata del peso di 32 chili.
(Repubblica)

29.10.2000
Ma in che mondo vivono i sostenitori della pena di morte? Non gli basta tutta la violenza che già c'è? In fondo, sono loro le prime vittime di questa violenza.
STATI UNITI: Condannati a morte innocenti. Pesi e misure differenti nelle sentenze...

In sette differenti Stati d'America sono state giustiziate complessivamente sedici persone condannate per omicidio malgrado esistessero prove schiaccianti della loro innocenza. Questo, e tanto altro, è quanto riportato dal rapporto Reasonable Doubts (Ragionevoli dubbi), stilato in cinque mesi da Claudia Whitman, ricercatrice del centro studi americano Quixote che si batte per la giustizia sociale.

Il maggior numero di tali esecuzioni, probabilmente immotivate, è concentrato in Texas e, tra l'altro, i casi si sarebbero verificati quando era già in carica il governatore George W. Bush Junior, attuale candidato repubblicano alla Casa Bianca, che pure ha sempre escluso un'eventualità del genere durante il proprio mandato.

La prima denuncia, seppure a livello locale, è stata introdotta quest'anno proprio in uno degli Stati finiti sotto accusa, l'Illinois. Il governatore George Ryan ha, infatti, adottato la moratoria, ossia la sospensione del provvedimento, dopo aver constatato che almeno uno dei detenuti messi a morte più di recente in realtà sarebbe dovuto essere assolto.

In Alabama nel '92 fu giustiziato un nero, Cornelius Singleton, che si attribuì un omicidio credendo di confessare il furto di semplici lenzuola. La deposizione della fidanzata le fu dettata dallo stesso pubblico ministero, che la interrogava tenendosela seduta in grembo. Nel rapporto di Whitman si condanna il ricorso a "metodi e pratiche" che violerebbero i diritti garantiti agli imputati dalla Costituzione Usa. L'esempio più tipico consisterebbe nella noncuranza dei difensori, nominati quasi sempre di ufficio, che "sistematicamente" ometterebbero di allestire un'efficace strategia processuale; non mancano neanche i casi di "abusi e illeciti" commessi da pubblici funzionari "in sede tanto investigativa quanto giudiziaria".

Si va dalla "soppressione dei mezzi di prova a discarico" alle "confessioni estorte con minacce, coercizione, forza" e persino "con la tortura". Infine, i pregiudizi razziali: sui sedici casi analizzati, in nove alla sbarra c'erano afro-americani; e soltanto una volta la pena di morte fu inflitta per delitti le cui vittime non fossero di razza bianca.
Eugenio Sabatini

27.10.2000
SEATTLE - Condanna esemplare per un serial killer: 440 anni di prigione e un'ammenda di 60 mila dollari per aver ucciso e seviziato 13 persone nel corso degli ultimi 25 anni.

Robert Lee Yates, questo il nome del condannato, 48 anni, è sfuggito alla pena capitale, confessando sei dei delitti che avrebbe commesso. Prima del verdetto, l'uomo, padre di cinque figli, è stato messo a confronto con parenti e amici delle sue vittime nell'aula del tribunale di Spokane, nello stato di Washington. Ma Yates dovrà ancora essere processato per altri due crimini e non è escluso che venga condannato a morte.

25.10.2000
Un milione di firme cyber anti boia
Parigi, presentata la campagna per "cliccare" sugli Usa contro la pena di morte
A.M.M. - PARIGI

L'associazione "Insieme contro la pena di morte" ha lanciato ieri a Parigi una cyber-petizione internazionale - raccolta sul sito www.ecart-type.com - con l'obiettivo di raccogliere un milione di firme abolizioniste per il 21 gennaio, giorno dell'insediamento del nuovo presidente degli Stati uniti. In Europa, la campagna sarà ripresa anche dalla tv Plenète (e da tutte le altre che vorranno passare i clip a favore dell'abolizione, con brevi testi letti da attori e attrici famosi).

A giugno, dal 21 al 23, si svolgerà a Strasburgo il Congresso mondiale degli abolizionisti, con la partecipazione, ha spiegato il presidente dell'assemblea parlamentare francese Raymond Forni, di tutti i presidenti di parlamento dei paesi che hanno abolito la pena capitale.

Nel frattempo, per far pressione sugli Usa, avranno luogo iniziative diverse, tra cui quella del Comitato contro la pena di morte del senato italiano che, come ha spiegato Ersilia Salvato, dopo aver preparato ad Assisi nel luglio scorso una Carta abolizionista che dovrebbe essere presentata prossimamente all'Onu, farà a novembre un viaggio negli Usa, incontrando vari governatori dove vige ancora la pena di morte, e visitando i bracci della morte.

I dati statunitensi sull'applicazione della pena sono noti. "Attualmente - ricorda la petizione - più di 3500 condannati, in particolare minorenni, malati mentali e, tra essi, degli innocenti, attendono la morte nelle prigioni Usa". L'ex ministro Robert Badinter, che nell'81 ha abolito in Francia la pena di morte e che ha appena pubbicato un libro per raccontare quella lotta che ormai sembra così lontana, ha ricordato l'utilità delle pressioni esterne: la Francia, difatti, è stato l'ultimo paese europeo ad abolire la pena capitale, e le pressioni dei paesi "amici" sono state determinanti.
(Manifesto)......

25.10.2000
Un appello per Zana
Leyla Zana è da 7 anni in carcere in Turchia

Sono sette anni ormai che Leyla Zana è in carcere in Turchia: prima donna curda a essere eletta all'Assemblea nazionale, è stata arrestata il 20 ottobre del '94 dopo un discorso in cui rivendicava "la convivenza pacifica di turchi e curdi in un contesto democratico". Per quel discorso, tenuto in lingua curda, Zana è stata condannata a 15 anni di carcere, dopo che le pressioni internazionali avevano fatto rientrare le richieste di pena di morte per accuse di sovversione e attentato alla sicurezza nazionale.

Zana, oggi quarantenne, non è certo l'unica curda detenuta in Turchia, ma il suo caso è diventato simbolico. Leyla Zana ha rifiutato di appellarsi contro la sentenza "per motivi di salute", come le era statoproposto dal premier Bulent Ecevit. Chiede invece di "allineare la Turchia ai valori democratici universali in politica, diritto ed economia", di "risolvere la tragedia pluridecennale dei curdi", e di "varare un'amnistia generale, abolendo la pena di morte".

Una campagna internazionale per la sua scarcerazione impegna organizzazioni e cittadini in tutta Europa e negli Usa. Un appello in questo senso è stato promosso dall'Associazione culturale Punto Rosso (Milano), e ha già raccolto l'adesione di quasi 200 donne. Le adesioni sono aperte (e saranno chieste anche quelle di uomini). Per adesioni: puntorosso@tiscalinet.it
(Manifesto)......

18.10.2000
Missouri, si schianta l'aereo del governatore

ST. LOUIS - Un aereo da turismo sul quale viaggiava il governatore del Missouri, Mel Carnahan, è precipitato nella notte e l'uomo politico, secondo un portavoce dello stato americano, risulta 'disperso'. Il governatore stava viaggiando con altre Persone a bordo del piccolo velivolo privato precipitato circa 50 chilometri a sud ovest di St.Louis. Il portavoce dello stato, Ray Temple, ha dichiarato ai giornalisti che il governatore è 'disperso', senza precisare altri particolari.

Il Missouri negli USA è stato il terzo stato nel 1999 per numero di condanne a morte eseguite, 9.
Nel 2000 sono già stati giustiziati 4 condannati.
(Repubblica) -

18.10.2000
Usa: Dopo accordo per non condanna a morte, serial killer confessa nove omicidi

WASHINGTON - Un uomo detenuto nello stato di Washington perchè sospettato di aver ucciso prostitute e tossicomani ha confessato nove omicidi. Stando a quanto ha riferito lunedì sera l'emittente tv Northwest Cable News, l'ex operaio metallurgico Robert Yates - che usava tagliare al testa alle sue vittime - ha confessato e indicato il luogo dove era sepolto il corpo di una donna.

La confessione sarebbe il risultato di un accordo concluso con il pubblico ministero il quale si sarebbe impegnato a non chiedere la pena di morte. Gli inquirenti sono convinti che Yates abbia commesso molti altri delitti che non ha ancora confessato, sulla scorta di tracce del Dna trovate sulla scena di omicidi di donne di età fra i 16 e i 48 anni uccise fra il 1990 e il 1998. Anche la polizia di Waterton, nello stato di New York, indaga su Yates per l'omicidio di una giovane occorso quando nella zona abitava l'uomo, indagato peraltro dalla polizia tedesca, in relazione alle uccisioni di diverse prostitute occorse al tempo in cui Yates era un militare di stanza Germania.
(Repubblica) -

14.10.2000
Il norvegese Kolby spiega la sconfitta italiana all'Onu

NEW YORK (ar.zam.) - "Anche se l'ambasciatore Fulci fosse stato ancora all'Onu, l'Italia avrebbe perso lo stesso le elezioni di martedì. E non penso che nella sconfitta abbia pesato la posizione del vostro governo e del parlamento sulla pena di morte". Lo afferma, in un'intervista a Repubblica Ole Peter Kolby, ambasciatore di Oslo al Palazzo di Vetro e vincitore del duello sul consiglio di sicurezza (Norvegia e Irlanda ne faranno parte nel biennio 2001-2002, l'Italia no).

... Quanto ha pesato l'intransigenza italiana sulla pena di morte? "Tutt'al più ha privato l'Italia di un voto o due. La realtà è che anche noi norvegesi siamo contro la giustizia capitale e molti stati arabi, che invece non lo sono, hanno votato per l'Italia". Tra questi anche l'Egitto o la Libia?
"E' quel che si dice, ma il voto è stato segreto".
(Repubblica)
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14.10.2000
Torna in Zimbabwe il leader dell'opposizione che rischia la condanna a morte
Tsvangirai rischia l'arresto. Ha invitato alla calma

ZIMBABWE(CNN) -- Il leader dell'opposizione dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai è giunto a Harare, sfuggendo all'arresto della polizia che lo attendeva all'aeroporto della capitale. In serata ha incontrato i giornalisti a casa sua e lanciato un appello a mantenere la calma.

"Bisogna restare calmi, non si deve gettare il Paesi nel caos", ha detto il leader del Movimento per il cambiamento democratico accusato dal partito di maggioranza, lo Zanu-pf, del Presidente Robert Mugabe di tradimento per alcune frasi pronunciate durante il suo discorso del 30 settembre, in occasione del primo anno di vita del movimento. ...Tsvangirai si è difeso dall'accusa di tradimento, che prevede la pena di morte, dicendo che le sue dichiarazioni sono poco diplomatiche ma non illegali. Dalle pagine del 'Sunday Mail' - giornale dello Zimbabwe - il segretario generale del Mdc Welshman Ncube ha avvertito che un eventuale arresto del leader potrebbe scatenare una vera e propria rivolta.
(Cnn)
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11.10.2000
Virginia: giustiziato uomo di 29 anni

JARRAT (Usa) - "I Redskins vinceranno il Super Bowl". Sono state le ultime parole di Bobby Lee Ramdass, 29 anni, accusato di aver ucciso a sangue freddo l'impiegato di un negozio durante una rapina. La vita di Ramdass è finita sullo stesso lettino del carcere di Jarrat, in Virginia, sul quale, poco più di un mese fa, è stato giustiziato Derek Rocco Barnabei, l'americano di orgine italiana sulla cui colpevolezza sono rimasti pesanti dubbi.

Nel '92 Ramdass era entrato in un negozio, aveva urlato al cassiere di consegnare i soldi e gli aveva sparato alla testa. Ridendo in piedi sul cadavere aveva poi cercato di sparare ai clienti che erano a terra, ma la pistola si era inceppata. Ramdass è l'ottantesimo detenuto messo a morte in Virginia dall'82. Una settimana fa gli era stato pernmesso di sposarsi.
(Repubblica)
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10.10.2000
Fuori dal CS delle Nazioni Unite... per l'impegno contro la pdm?

Al momento della verità l'Italia è rimasta fuori dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La votazione - che doveva rinnovare cinque dei dieci membri non permanenti dell'organo esecutivo dell'Onu - ha premiato Colombia, Mauritius, Singapore, Irlanda e Norvegia.

...L'impegno diplomatico è stato poi giudicato un po' tardivo: l'Italia (che è uscita dal Consiglio appena quattro anni fa) si è cominciata a muovere solo negli ultimi due anni, mentre Irlanda e Norvegia erano già attivissime. "Non ha certamente aiutato - ha infine aggiunto un diplomatico tedesco - l'attivismo italiano nel negoziato internazionale per un difficile compromesso su una moratoria sulla pena di morte".
(Repubblica)
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10.10.2000
SCOZIA: Medici contro la pdm

Nessun dottore dovrebbe prendere parte a processi dove può essere comminata la pdm e nello studio delle metodologie delle esecuzioni. Lo ha sancito la World Medical Association (WMA) durante il meeting annuale a Edimburgo in Scozia.

Già dal 1981 la WMA aveva consigliato consigliato ai dottori questa linea di condotta, ma adesso è stata stilata una vera e propria "guida etica", ha detto il Dott. Anders Milton, Svedese.
(Coalit)
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7.10.2000
Nairobi: uccide tre bimbi, lapidato dalla folla

NAIROBI - Un muratore ha ucciso e fatto a pezzi tre cuginetti di sette anni ed è stato poi lapidato dagli abitanti di un villaggio nel distretto di Machakos, a est di Nairobi. L'uomo ha attirato i tre cuginetti (due maschietti e una femminuccia) nella sua abitazione nel villaggio di Katoloni e poi li ha uccisi a colpi di martello in testa e ne ha poi fatto a pezzi i corpi.

Attirata dalle urla disperate dei bambini, l'anziana madre del muratore ha lanciato l'allarme e l'uomo è stato bloccato nelle vicinanze dagli abitanti del villaggio, che lo hanno lapidato. "Aveva distrutto le vite di bambini innocenti e senza difesa. Perché sprecare tempo e consegnarlo alla polizia ? Non meritava di vivere", ha spiegato Paul Kivai, uno degli abitanti del villaggio.
(Repubblica)
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5.10.2000
Primo round
Bush e Gore si affrontano in tv per conquistare gli indecisi.
Proteste all'esterno

...E nelle strade di Boston migliaia di manifestanti si sono radunati per contestare il dibattito e l'intero carrozzone della campagna elettorale presidenziale dei due partiti principali. Teatro di strada, musica e manifestazioni per sollevare le questioni messe da parte dal dibattito, stretto tra i rigidissimi tempi della domanda, due minuti per la risposta, replica (un minuto), discussione (massimo 3 minuti e mezzo) e due minuti per l'appello finale. Gruppi contrari alla pena di morte aspettavano soprattutto Bush...
(Manifesto)
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5.10.2000
Ricerca Usa: non fa paura il castigo, più omicidi nei Paesi con più armi
Ma a che serve la pena di morte?
Pietro Greco

Il governatore della Virginia, James S. Gilmore, ha concesso la grazia a Earl Washington, ritardato mentale, 40 anni, dieci dei quali spesi nella «camera della morte» della prigione di Stato in attesa che una sentenza capitale ai suoi danni venisse, prima o poi, eseguita. Il test del Dna ha dimostrato che Earl non aveva nulla a che fare con lo strupo e l’omicidio di una ragazza diciannovenne consumati, da altri, nel lontano 1982. La pena capitale ai danni Earl Washington era stata commutata in ergastolo nel 1994. Così che da almeno sei anni l’uomo non correva più pericolo di vita. Tuttavia la vicenda ha suscitato clamore negli Stati Uniti. E, anche alla luce di tre recenti studi, deve indurre noi tutti a una riflessione. Non solo sul tema, generale, degli errori giudiziari. Ma anche sul tema, più specifico, della pena di morte.

Il primo di questi studi ha dimostrato che, negli Stati Uniti, gli errori giudiziari, anche in caso di accuse gravi come quella di omicidio, sono piuttosto frequenti. Così una percentuale alta di innocenti viene uccisa dal boia di Stato. L’Innocente Project di New York calcola che, con Earl Washington, sono almeno 70 le persone accusate di omicidio e scagionate dal test del Dna. La gran parte di queste persone, innocenti, sarebbe salita sul patibolo. Un altro studio, divulgato di recente da The New York Times, ha rilevato come la pena di morte sia, negli USA, uno strumento inefficace. La sua capacità deterrente è pressoché nulla. Infatti, il tasso medio di omicidi negli Stati della Confederazione che comminano la pena di morte non solo non è più basso, ma è addirittura più alto rispetto ai pochi Stati che non prevedono la pena di morte. Un terzo studio, meno conosciuto ma altrettanto illuminate, realizzato di recente a Berkeley da Franklin Zimring e Gordon Hawkins dell’Università di California, ha infine dimostrato che non è la punizione (deterrenza della pena), ma la facilità di azione (disponibilità di armi da fuoco) il fattore di controllo di gran lunga più importante delle attività omicide.

Zimring e Hawkins sono partiti da una semplice constatazione. Il tasso di reati contro la proprietà perpetrati negli Stati Uniti è del tutto analogo al tasso registrato negli altri paesi occidentali. Non c’è, negli Usa, una tendenza a delinquere superiore a quella media dei paesi ricchi. Il tasso di omicidi del grande paese americano (6,8 per anno ogni 100.000 abitanti), invece, è ben 4 volte superiore a quello registrato in Europa Occidentale, in Canada e in Oceania (regioni dove la pena di morte è quasi universalmente bandita) e, addirittura, 7 volte superiore a quello registrato in Giappone. Perché?

I motivi sono due, secondo gli studiosi di Bwerkeley. Il primo va ricercato nella diffusione delle armi. L’80% degli omicidi, negli Stati Uniti, è perpetrato a mezzo rivoltella. E negli Usa il numero di proprietari (legittimi) di pistole è elevatissimo. La correlazione tra i due dati è facile. D’altra parte anche in Europa è così. Il paese dell’Europa occidentale che, Portogallo a parte, ha il massimo tasso di omicidi risulta, un po’ a sorpresa, la Finlandia: con 2,7 omicidi per anno ogni 100.000 abitanti. Quasi il doppio del tasso italiano (1,5), tre volte quello della vicina Norvegia (0,9) e quasi sei volte quello della Spagna (0,5). Anche qui la correlazione sembra evidente: la Finlandia è il paese europeo con il maggior numero di proprietari (legali) di armi da fuoco.

C’è, tuttavia, un secondo elemento in grado di spiegare perché negli Usa si registra una propensione all’omicidio doppia anche rispetto a quella, pur alta, della Finlandia. È un fattore storico e culturale. La facilità con cui un americano proprietario di un’arma tende a utilizzarla. Questa propensione affonda le sue radici nella peculiare storia americana ed è generale, anche se differenziata tra i vari gruppi etnici del paese. Non è il caso, qui, di approfondirla. Tuttavia anche questo elemento ci induce a riflettere. E a tentare una sintesi. La pena di morte ha un costo altissimo. Può essere ingiusta. E quando lo è, l’ingiustizia è massima e irreparabile. La pena di morte è inefficace: non funziona come deterrente. Se dunque si vuole abbassare il tasso di violenza omicida, occorre agire non sulle pene, ma sulla prevenzione dei delitti. E la prevenzione più efficace è diminuire la diffusione degli strumenti con cui vengono consumati gli omicidi. Senza armi da fuoco in giro, ci sono meno vittime innocenti. Sia fuori che dentro le prigioni di Stato.
(Mattino)
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5.10.2000
TENNESSEE: Workman

Come da copione, dopo l'appello perso al 6° Circuito, Philip Workman ha avuto un'altra data di esecuzione, ovvero il 31 gennaio 2001.
Workman sarebbe il 2° condannato a morte giustiziato nel paese dopo 40 anni, preceduto da Coe nei mesi scorsi.
Altre news nei prossimi giorni.
(Coalit)
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4.10.2000
Presentata la bozza, a dicembre l'approvazione
In 53 articoli i diritti fondamentali della Ue

Dignità, libertà, giustizia:
ecco la Costituzione europea

…art. 2 2. Ogni individuo ha diritto alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.
di FRANCO PAPITTO

BRUXELLES - Eccola, in 7 capitoli e 53 articoli, la Carta europea dei diritti fondamentali. L'ha adottata ieri la speciale Convenzione che, sotto la guida dell'ex presidente tedesco Roman Herzog, l'ha elaborata in dieci mesi di lavoro. Herzog ha trasmesso ieri il testo al presidente francese Jacques Chirac che lo sottoporrà all'esame dei suoi colleghi per un primo esame a metà mese nel vertice di Biarritz. L'approvazione dovrebbe avvenire in dicembre a Nizza. Era palesemente soddisfatto ieri Roman Herzog: dieci mesi per elaborare un testo che dovrebbe diventare il nucleo della futura Costituzione europea. È senz'altro un ottimo risultato, soprattutto se si pensa che diplomatici e ministri degli Esteri non riescono a fare un solo passo in avanti nella parallela Conferenza intergovernativa che dovrebbe aggiornare i Trattati per adeguarli all'arrivo di nuovi Stati membri.

Erano 62 i membri della Convenzione: 16 parlamentari europei, 15 rappresentanti dei governi nazionali, 30 parlamentari nazionali e Antonio Vitorino per la Commissione Prodi. I consiglieri italiani erano Stefano Rodotà per il governo, Andrea Manzella per il Senato, Piero Melograni per la Camera, Elena Paciotti per l'Europarlameno. La signora Paciotti ha sottolineato a Repubblica "la grande efficienza della Convenzione che ha ottenuto risultati straordinari nonostante le sua composizione singolare, eterogenea, variegata". Per la signora Paciotti il successo è dovuto anche alla "pubblicità totale dei lavori, con tutti i documenti pubblicati su Internet, che ha impedito manovre di corrodoio e giochi tattici".

Per tutti i membri italiani della Convenzione "la carta costituisce una grande innovazione nella costruzione dell'Unione europea, sia per l'originalità dell'organismo che l'ha preparata sia perché costituisce il primo e decisivo passo verso una Costituzione europea". Per la prima volta "in un documento internazionale compaiono insieme i tradizionali diritti civili e politici, i diritti sociali ed economici e i cosiddetti nuovi diritti: bioetica, protezione dei dati personali, ambiente". Siamo ormai al "passaggio dall'Europa del mercato all'Europa politica, dall'Europa degtli Stati all'Europa dei cittadini". "La struttura della Carta - per la signora Paciotti - è interessante e originale perché non divide i diritti secondo i criteri tradizionali ma secondo capitoli che sono la dignità, la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà la cittadinanza. Si tratta di un compromesso fra anime, culture paesi diversi ma è un documento dignitoso che rappresenta uno standard del tutto accettabile".

Eppure c'è stato più di un momento di tensione quando all'improvviso, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, i democristiani bavaresi hanno tentato di inserire fra i caratteri fondamentali dell'Europa la sua "eredità cristiana". Un primo compromesso, sostenuto dai membri della Convenzione di ispirazione "popolare", pretendeva di "equilibrare i diritti sociali cari alla sinistra - racconta la signora Paciotti - con un richiamo al retaggio umanistico e religioso". Ma non ci sono stati i francesi (si è mobilitato anche Chirac che ha telefonato a Herzog) e hanno minacciato le barricate i membri di ispirazione socialista: il contestato "retaggio" è diventato "patrimonio spirituale e morale".

"Evidentemente non ci si rendeva conto - dice la signora Paciotti - della gravità della cosa. Non è in discussione il rispetto delle religioni di tutti che sono giustamente tutelate. Ma caricare le istituzioni di quel retaggio avrebbe significato cercare l'identità dell'Europa nella tradizione religiosa. Ed è pericoloso perché quando le istituzioni pubbliche si sono identificate con una specifica tradizione abbiamo avuto conflitti a non finire: dalle Crociate alle stragi perpetrate contro gli ebrei. Se fosse rimasto il "retaggio" oggi non avremmo la Carta dei diritti".

Dignità
1.La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
2. Ogni individuo ha diritto alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.
3. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. Nell'ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
- il consenso libero e informato della persona interessata;
- il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone;
- il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro;
- il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
4. Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti.
5. Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù;
Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio;
È proibita la tratta degli esseri umani.

Libertà
6. Ogni individuo ha diritto a libertà e a sicurezza.
7. Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio [...] e delle sue comunicazioni.
8. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano [...].
9. Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti[...].
10. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione [...]. Il diritto all'obiezione di coscienza è riconosciuto [...].
11. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione[...].
La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

12. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione, segnatamente in campo politico, sindacale e civico[...].
I partiti politici a livello europeo contribuiscono a esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione.
13. Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata.
14. Ogni individuo ha diritto all'istruzione e all' accesso alla formazione professionale e continua. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all'istruzione obbligatoria.
La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati[...].
15. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta.
Ogni cittadino dell'Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro.
I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti[...].

16. È riconosciuta la libertà d'impresa [...].
17. Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità [...].
La proprietà intellettuale è protetta.
18. Il diritto di asilo è garantito [...].
19. Le espulsioni collettive sono vietate.
Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura e ad altre pene o trattamenti inumani.

Uguaglianza
20. Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.
21. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali[...].
22. L'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica.
23. La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi [...].
Il principio di parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.
24. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere la propria opinione, che viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.
In tutti gli atti relativi, l'interesse del bambino deve essere considerato preminente.
Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.
L'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
25. L'Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.

Solidarietà
26. Ai lavoratori o ai loro rappresentanti devono essere garantite, ai livelli appropriati l'informazione e la consultazione in tempo utile sulle questioni che li riguardano nell'ambito dell'impresa.
27. I lavoratori e i datori di lavoro, o le rispettive organizzazioni, hanno, il diritto di negoziare e di concludere contratti collettivi e di ricorrere, in caso di conflitti di interessi, ad azioni collettive per la difesa dei loro interessi, compreso lo sciopero.
28. Ogni individuo ha il diritto di accedere a un servizio di collocamento gratuito.
29. Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato.
30. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.
Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali, a ferie annuali retribuite.
31. Il lavoro minorile è vietato. L'età minina per l' ammissione al lavoro non può essere inferiore all'età in cui termina la scuola dell'obbligo [...].
I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione.
32. È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale[...].
33. L'Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, malattia, infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro [...]..
Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all'interno dell'Unione ha diritto a prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali[...].
L'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti [...].
34. Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche [...]. Nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
35. L'Unione riconosce l'accesso ai servizi d'interesse economico generale [...] al fine di promuovere la coesione sociale e territoriale dell'Unione.
36. Nelle politiche dell'Unione devono essere integrati un livello elevato di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualità, e vanno garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile.
37. Nelle politiche dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione dei consumatori.

Cittadinanza
38. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato [...].
39. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.
40. Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo, ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione.
Tale diritto comprende in particolare:
- il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento che gli rechi pregiudizio;
- il diritto di ogni individuo di accedere al fascicolo che lo riguarda, nel rispetto degli interessi della riservatezza e del segreto professionale;
- l'obbligo per l'amministrazione di motivare le proprie decisioni.
Ogni individuo ha diritto al risarcimento da parte della Comunità dei danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni [...].
41. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.
42. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al mediatore dell'Unione casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi comunitari, salvo la Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.
43. Qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo.
44. Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri. La libertà di circolazione e di soggiorno può essere accordata ai cittadini dei paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio di uno Stato membro.
45. Ogni cittadino dell'Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è rappresentato, della tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

Giustizia e Disposizioni finali
Giustizia
46. Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice[...].
A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato [...].
47. Ogni imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata.
Il rispetto dei diritti della difesa è garantito a ogni imputato.
48. Nessuno può essere condannato per un'azione o un'omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o il diritto internazionale[...].
Le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato.
49. Nessuno può essere perseguito o condannato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato nell'Unione europea [...].
Disposizioni generali
50. Le disposizioni della presente Carta si applicano alle istituzioni e agli organi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà come pure agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione[...].
51. Eventuali limitazioni all'esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà[...].
52. Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali[...].
53. Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata nel senso di comportare il diritto di esercitare un'attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella presente Carta [...].
Il Parlamento Europeo
2 ottobre 2000
(Repubblica)
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4.10.2000
VIRGINIA: Graziato da Gilmore
Earl Washington salvato dal test del DNA

Il governatore della Virginia Gilmore ha concesso la grazia sulla base del test del DNA a Earl Washington, 40 anni, condannato a morte per l'uccisione di Rebecca Lynn Williams, accoltellata 38 volte davanti ai suoi due bambini nel 1982.

Gli esami di laboratorio hanno rivelato che il Dna trovato sul luogo del delitto appartiene ad altri due uomini. Ritardato mentale, Washington, ha trascorso 17 anni in prigione dei quali nove e mezzo nel braccio della morte. Washington non uscirà ugualmente dal carcere, perché deve ancora scontare una condanna di 30 anni per aver assalito nel 1983 un'anziana vicina di casa.

Questa volta dunque il test del DNA è stato non solo accolto, ma anche determinante per la vita di una persona. Gilmore che era stato inflessibile nei riguardi di Derek Barnabei, l'italo americano giustiziato lo scorso 15 settembre nel carcere di Jarett, in Virginia, per lo stupro e l'assassinio della fidanzata Sarah Wisnovsky nel settembre 1993, ha concesso la grazia e la cosa lascia alquanto perplessi.

La vicenda di Derek Rocco Barnabei fece discutere, soprattutto in Italia. Fino alla fine dei giorni di Derek, infatti, l’incertezza avvolse l'intera vicenda. La scarsa attendibilità delle prove che apparivano e scomparivano con una leggerezza impressionante, il test del DNA che venne inspiegabilmente effettuato solo per alcuni reperti giudicati sicuri, furono tutti episodi che lasciarono il segno.

"Muoio innocente: cercate la Verità", furono le ultime parole di Derek e sul governatore Gilmore, e sul suo futuro politico, cominciarono a cadere le prime macchie. Si era esposto Gilmore, forse troppo. Da oltre oceano arrivarono, infatti, diversi appelli in favore della grazia per Barnabei, lo stesso Papa si espresse tre volte, ma Gilmore non solo rimase impassibile, ma in un comunicato stampa, quello stesso in cui congelò le speranze di Barnabei, accusò di intromissione diversi organi politici italiani ed europei.

E ora, dopo un mese, la risposta del governatore della Virginia che sembra più un avviso nei confronti del mondo. "Avete visto che anche noi siamo umani", si legge tra le righe della grazia per Earl Washington, "avete visto che la giustizia fa sempre il suo corso, avete visto che Derek Barnabei era veramente colpevole", sembra voler dire Jim Gilmore. Alzi la mano chi gli crede.

(Eugenio Sabatini)

...Grazie al test del DNA che ha dimostrato la sua innocenza, il Governatore [della Virginia] Jim Gilmore ha accordato la grazia ad un ritardato mentale di 40 anni, Earl Washington Jr., condannato nel 1982 per stupro e omicidio e la cui condanna venne commutata nel 1994 dopo aver trascorso dieci anni nel braccio della morte.

Earl Washington Jr. non verra' pero' rilasciato. Dovra' scontare una condanna a 30 anni per aver picchiato una donna di 73 anni ed aver rapinato la sua casa nel 1983. Washington venne accusato anche di aver sparato a suo fratello utilizzando una pistola rubata nella casa della vittima, ma non venne condannato. Gilmore ha ordinato che riprendano le indagini.
(Coalit)
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4.10.2000
Dario Fo: Un giullare contro la pena di morte.

Dario Fo e Franca Rame tornano sul palcoscenico con il fortunato spettacolo "Lu santu jullare Francesco", in questi giorni in scena al Teatro Quirino di Roma. Gli attori hanno deciso di devolvere l'incasso della serata del 5 ottobre al Fondo Barnabei.
(Fonte: Il Manifesto)
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1.10.2000
TEHERAN

(CNN) -- Una corte d'appello iraniana ha ridotto la condanna inflitta a dieci ebrei ritenuti colpevoli di spionaggio a favore di Israele, nemico giurato di questo Paese islamico. Lo ha reso noto una fonte degli ambienti giudiziari, Hossein Ali Amiri.

Dopo aver rischiato la pena di morte, i dieci ebrei e due musulmani erano stati condannati lo scorso luglio a pene variabili dai due ai 13 anni di prigione. La condanna degli ebrei è stata ridotta di periodi tra i due e i sei anni. La corte sta ancora esaminando il ricorso dei due musulmani.
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1.10.2000
ARABIA SAUDITA: Donne

Le organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani, rendono noto che negli ultimi dieci anni 28 donne sono state giustiziate in Arabia Saudita - molte delle quali per omicidio, soprattutto del marito o del padre - dato anche lo svantaggio che esiste nel sistema legale saudita nei confronti delle donne, le quali vengono a volte condannate a morte sulla base di confessioni estorte con la forza.

Le donne sono particolarmente vulnerabili e spesso "confessano" se forzate a farlo da accusatori di sesso maschile.

"La mancanza di equita' nei casi in cui donne rischiano la pena di morte e' enorme. Questo a causa dell'estremo svantaggio nel quale di trovano le donne nella societa' [saudita], soprattutto le collaboratrici domestiche, e lo stretto riserbo e la segretezza che circondano la fase processuale".

La pena di morte viene "comminata dopo processi che ignorano i più basilari standars di equità".

In un lungo rapporto di Amnesty International intitolato "Gravi violazioni dei diritti umani nei confronti delle donne" si legge che 16 delle donne messe a morte dal 1990 ag oggi sono state condannate per omicidio e, di queste, 10 per l'omicidio del proprio marito o padre.

Le donne in Arabia Saudita sono soggette anche a diversi restrizioni, ad esempio sulle persone con le quali aggregarsi, dove viaggiare, e discriminazioni nel campo dell'educazione scolastica e del lavoro...
(Reuters)
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1.10.2000
Arizona: Il condannato Karl non morirà grazie a un libro e alla solidarietà

E' vero che la solidarietà non si fa a parole, ma prendi un bel libro e il sano entusiasmo di potercela fare a salvare una vita... E la storia di un uomo, poco piu' che trentenne, che vive al di la' dell'atlantico, nella città gemella di Firenze (Florence, nello stato dell'Arizona), dei suoi amici a Firenze riuniti in un comitato di difesa e di un libro, il tritacarne, scritto da Guillen per dimostrare la sua innocenza.

Karl vive in un carcere di massima sicurezza. Innocente? Colpevole? «Io sono sette-sette-sei-uno-quattro... - ha scritto di se' ai suoi amici fiorentini - Il mio nome e' Karl Louis Guillen, ma nessuno mi ha chiamato col mio nome in dodici anni. Sono prigioniero per crimini per i quali non è mai esistita prova del loro accadere». Da oltre dieci anni è in prigione dove sta scontando una condanna a 18 anni per reati minori. lo scorso anno doveva essere processato per omicidio e condannato a morte. Nel giugno '96 infatti, era stato uciso durante una rivolta nella mensa del carcere un detenuto che stava accanto a Karl che è stato subito accusato dell'omicidio.

Lui si è dichiarato innocente e ha raccolto la sua vicenda nel Tritacarne. La casa editrice umanista Multimage lo ha pubblicato, i proventi sono stati mandati integralmente all'autore per garantirgli la difesa legale e per aiutare il comitato di difesa presente, oltre che a Firenze, anche in altre 15 città italiane.

Solo nell'ultimo anno sono state vendute più di duemila copie e sono arrivati anche i contributi per la difesa. Ebbene, grazie all'assistenza legale procuratagli dai proventi del libro e del comitato di difesa la condanna a morte per Karl Guillen è stata scongiurata.

«Tuttavia Karl ha ricevuto una pena detentiva di vent'anni per un omicidio che lui sostiene di non avere commesso - spiegano gli umanisti - La vendita del libro continua per permettere all'autore una revisione del processo.
Miche Brancale - La Nazione

N.D.R.
Il caso di Karl è estremamente emblematico e ci può far riflettere sui due punti fondamentali che sono, in effetti, le fondamenta su cui si poggia il lavoro della Coalizione e cioè:

Il fatto che comunque (nonostante la presunta ingiusta condanna), Karl abbia sventato la condanna a morte da merito a tutti i gruppi Italiani del Movimento Umanista che spinti anche dalla loro casa editrice, sono riusciti a costruire un gruppo solido e numeroso il cui lavoro va sicuramente elogiato con l'invito a continuare nell'intento.

Ma, proprio il fatto che il Comitato pro Karl ha avuto quale motore di propulsione un gruppo così compatto deve far capire a tutti che non è assolutamente proponibile ogni qualvolta ci si affeziona ad un detenuto amico di penna formare un comitato di difesa legale per lui.

Purtroppo, infatti, le spese legali e quelle per le investigazioni sono così tanto alte, che casi come quelli di Graham e Jones che vevano alle spalle persone che hanno speso centinaia di milioni senza purtroppo riuscire a raggiungere il risultato desiderato (!), ci insegnano, che per cominciare a sostenere un un amico detenuto basta scrivergli con continuità, fargli sentire la presenza, essere i suoi occhi nel mondo e, ogni tanto, mandare qualcosa sul suo conto per aiutarlo a comprare carta, francobolli, penne e... qualcosa degno di essere chiamato cibo.

Noi, sproniamo tutti ad entrare in contatto con i detenuti che hanno la carica spirituale giusta per farlo, ma non vogliamo che si continui ancora a regalare soldi agli USA, senza avere la certezza di poter sostenere tali imprese e quindi, vorremmo che tutti capissero che la cosa da fare è LAVORARE in ASSOLUTO TUTTI INSIEME PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE NEGLI USA ED IN TUTTO IL MONDO, che è L'UNICA VIA POSSIBILE PER SALVARE DALLA MORTE ANNUNCIATA TUTTI i CONDANNATI, IN UNA SOLA VOLTA!
(Giancarlo)

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